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Report della commissione Affari esteri del 22 aprile

SAN MARINO – Il coinvolgimento dell’Ambasciatore Daniele Bodini nello scandalo Panama Papers e il negoziato per l’Accordo di associazione con l’Ue sono gli argomenti su cui la Commissione Affari esteri ha sviluppato il dibattito in apertura della seduta odierna. Il comma Comunicazioni si è aperto infatti con il riferimento del presidente Marino Riccardi, del Psd, sull’esito della missione della delegazione dei commissari ad Andorra per l’incontro con le commissioni omologhe di Andorra e Monaco. Riccardi sottolinea le convergenze riscontrate in particolare con la delegazione ospite: malgrado infatti le differenze tra i due Paesi, “con Andorra- spiega- su molti argomenti siamo molti vicini, più di quanto pensavamo prima dell’incontro”. Un “chiusura totale” invece, rispetto il documento sugli aspetti istituzionali, da parte della delegazione di Monaco è rilevata da Luca Santolini, C10, membro della delegazione, insieme a Marco Gatti, Pdcs e Alessandro Mancini, Ps. “Il confronto è stato utile- conferma poi Gatti- San Marino si sente caricato di responsabilità perché é un punto di riferimento per questi Stati”.

E’ Gian Maria Zeppa di Rete a chiedere poi conto al Segretario di Stato Valentini della vicenda Panama Papers e alla posizione in merito dell’ambasciatore di San Marino all’Onu, Daniele Bodini. “E’ già stato fatto dal governo il decreto delle dimissioni di Bodini, dal 1 maggio 2016, dall’Ambasciata a New York- spiega Zeppa- ma lo si nomina come ambasciatore a disposizione per San Marino”. Alla luce di quanto emerso sulla stampa, “chiedo quindi cosa intenda fare il segretario agli Esteri con la nomina di Bodini ad ambasciatore a disposizione per San Marino- prosegue il commissario di Rete- e quali atti il governo di San Marino potrà prendere in questo caso e in altri che potrebbero emergere successivamente nei famosi Panama Papers”. Altri commissari intervengono per unirsi alla richiesta di Zeppa, ma c’è anche chi prende parola per sottolineare i meriti del diplomatico nei confronti di San Marino. “Sarebbe opportuno- manda a dire Andrea Belluzzi, Psd-  nei confronti di un ambasciatore del nostro Paese che ha esercitato la propria missione in maniera alta, se non altissima, avere  un’adeguata considerazione”. Per Denise Bronzetti, indipendente, l’ambasciatore Bodini è “sempre stato a disposizione del nostro Stato in modo encomiabile”, tanto da avere contribuito alla presenza di Ban Ki Moon sul Titano, ricorda poi, quale Oratore per la cerimonia di investitura della Reggenza, tre anni fa. Quindi interviene il segretario di Stato per gli Affari esteri Pasquale Valentini per riferire del suo colloquio con l’ambasciatore: “Era sorpreso dall’uscita della notizia- spiega-  il suo nome sarebbe emerso perché risulta cliente di questa società emersa sulla stampa, al momento non c’è altro”. Se dovessero emergere altri elementi, di natura giudiziaria, Bodini sarebbe obbligato a riferirlo, assicura il segretari di Stato. Valentini infine ricorda la sua partecipazione all’evento di beneficenza annuale organizzato da Bodini con la sua Fondazione “cui partecipano sempre oltre 130-140 ambasciatori Onu di alto livello- sottolinea- tutti hanno un’estrema riconoscenza e rispetto nei confronti dell’ambasciata di San Marino che in questi anni si è guadagnata stima per le cose che ha fatto”.
I lavori odierni della Commissione si sono poi concentrati sui commi successivi, relativi alla concessione di permessi di soggiorno e residenze, per poi terminare l’ordine del giorno.

Di seguito un estratto del comma Comunicazioni.

Comma 1. Comunicazioni

Marino Riccardi, Psd, presidente: “Intervengo per un resoconto sintetico sull’incontro avuto ad Andorra da parte della delegazione della Commissione Affari esteri, composta dal sottoscritto e dai commissari Santolini, Gatti e Mancini, l’11 e il 12 aprile scorso con le delegazioni delle  commissioni omologhe di Andorra e Monaco, per affrontare le problematiche legate alla trattativa in corso con l’Ue. Il clima è stato molto cordiale, siamo stati ricevuti dal Primo Ministro che ha dedicato ampio tempo alle delegazioni, nel pomeriggio siamo passati ad affrontare in modo più concreto dei temi in oggetto. Noi abbiamo una visione diversa da entrambi, noi siamo uno Stato, Andorra è un principato, l’economia è molto diversa, è forte il turismo, il sistema bancario e finanziario. Anche Monaco è un principato a tutti gli effetti, il governo è nominato dal Principe, il Parlamento fa poco e non è tenuto, in base le leggi, ad essere informato sulla una trattativa portata avanti dalle altre istituzioni, i loro delegati erano poco informati infatti. Noi abbiamo messo in evidenza il problema delle accise, altro aspetto é sulla libera circolazione delle persone, su cui siamo concordi con Andorra che ha proposto delle quote. Loro hanno un sistema diverso su residenze e permessi di soggiorno, più aperto del nostro. Tutti quelli che hanno un rapporto di lavoro ad Andorra possono avere il permesso di residenza e anche chi ha un deposito in banca, quelli superiori a 200 mila euro possono avere la cittadinanza. Anche loro però già oggi si sono dati delle quote. E anche San Marino è su questa linea, si tratterà poi di vedere come calcolarle. Con Andorra su molti argomenti siamo molti vicini, più di quanto pensavamo prima dell’incontro. E’ stato un lavoro proficuo e penso che ancora si possa affrontare il confronto con l’Ue insieme, poi a mio parere sarà necessario fare protocolli bilaterali secondo ciascuna particolarità dei Paesi, in una fase successiva. Siamo rimasti impressionati in modo favorevole. Dobbiamo riconoscere che eravamo tra i più informati sul negoziato. Ci sarà un prossimo incontro subito dopo l’estate a Monaco”.

Luca Santolini, C10: “Volevo sottolineare un aspetto che mi ha stupito e un po’ preoccupato. Malgrado infatti il deficit informativo dei parlamentari di Monaco rispetto noi e Andorra, loro hanno comunque espresso, rispetto il documento sugli aspetti istituzionali, una chiusura totale da parte del loro Paese su quasi tutti i punti che abbiamo toccato, su cui invece c’era vicinanza tra le nostre posizioni e quelle di Andorra. Mi sembra che loro abbiano proprio detto che, se in questo documento dovesse arrivare in forma definitiva,  non è accettabile. Non so se era la posizione dei rappresentanti del Parlamento ma non quella di chi è seduto al tavolo della trattativa, ma dubito si possa andare avanti insieme visto la chiusura quasi totale”.

Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Anche io chiedo al segretario Valentini se la voce ufficiale è diversa rispetto quella della delegazione incontrata, per capire in che direzione dobbiamo andare”.

Marco Gatti, Pdcs: “I punti di attenzione sono quelli evidenziai da San Marino e dal segretario Affari esteri in quella nota che ci aveva fatto avere prima della missione. Quello che emerge è che sono Paesi profondamente diversi da San Marino che ha un’economia a 360 gradi, gli altri due hanno preoccupazioni settoriali. Montecarlo non ha il problema della libera circolazione delle persone e delle merci, la loro preoccupazione vera è cosa possa cambiare rispetto le regole finanziarie.  Contano molto sull’azione protezionistica della Francia. Per quanto riguarda Andorra, è un territorio che si avvicina di più a San Marino, molto votato all’aspetto turistico e commerciale, le loro attenzioni sono relative al mantenimento delle loro accise, per tabacchi, Tlc etc. Loro hanno fatto la scelta di avere le dogane da sempre, ma è anche vero che le loro merci non sono comunitarie, hanno procedure come se si trattasse di uno Stato extra Ue, situazioni che hanno risolto con rapporti bilaterali con altri Paesi. In questo San Marino è avvantaggiato, abbiamo un accordo doganale e le nostre merci sono a tutti gli effetti europee in entrata e uscita, molti aspetti li abbiamo già recepiti.  Il confronto è stato utile, San Marino si sente caricato di responsabilità perché é un punto di riferimento per questi Stati”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “San Marino è lo Stato che tira la carretta nei negoziati, è l’impressione avuta anche dal documento. Ed è evidente che San Marino sia lo Stato meno tutelato, sia Monaco che Andorra hanno diverse possibilità di agire con diversi Stati europei, noi siamo un enclave in territorio italiano. Chiedo al più presto che il segretario possa riferire anche con un documento sulla questione del TTIP. Al segretario chiedo poi anche, un riferimento sulla posizione dell’ambasciatore Daniele Bodini rispetto al suo coinvolgimento emerso nello scandalo Panama Papers. E’ già stato fatto dal governo il decreto che dimette dal 1 maggio 2016 Bodini dall’ambasciata a New York, ma lo si nomina come ambasciatore a disposizione per San Marino. Dato che il nome è emerso sugli organi di stampa italiani, e poi su quelli sammarinesi, chiedo cosa intenda fare il segretario agli Esteri con la nomina di Bodini ad ambasciatore a disposizione per San Marino. E quali atti il governo di San Marino potrà prendere in questo caso e altri che potrebbero essere citati nei famosi Panama Papers”.

Andrea Belluzzi, Psd: “Visto l’intervento che mi ha preceduto mi sento stimolato a fare alcune considerazioni. Sarebbe opportuno nei confronti di un ambasciatore del nostro Paese che ha esercitato la propria missione in maniera alta, se non altissima, avere -nei limiti della doverosa richiesta di informazioni avanzata-  un’adeguata considerazione. Molti colleghi prendono tutto quello che riporta la stampa come oro colato, ma per fortuna essere citati dalla stampa è irrilevante sotto il profilo legal3. Non mi piace che in politica sia riportata la stampa come la bibbia”.

Denise Bronzetti, Indipendente: “Al di là del riferimento del segretario, quello che mi sento di significare è che ho conosciuto personalmente Daniele Bodini. Questa persona, al di là delle risultanze e delle informazioni a mezzo stampa sulla questione, è sempre stata a disposizione del nostro Stato in modo encomiabile. La sua persona, ben introdotta negli organismi internazionali, in primis all’Onu, ha contribuito a fare in modo che il nome di San Marino fosse tenuto in alta considerazione in questi organismi. A lui si deve la presenza di Ban Ki Moon a San Marino, quale Oratore, tre anni fa. Poi risponderà personalmente al fisco italiano della situazione emersa. Nell’ultima commissione il segretario ci aveva riportato la richiesta di Bodini per la revoca dell’incarico per motivi personali e di salute. La coincidenza fa comunque pensare”.

Marco Podeschi, Upr: “Upr è stata la prima e forse unica forza politica ad avere chiesto chiarimenti al congresso sullo scandalo Panama Papers e avevamo chiesto di verificare se ci fossero cittadini sammarinesi nelle liste. Il Dr. Bodini è un cittadino italiano e deve rispondere alle leggi del suo Stato. La Commissione non è oggi nelle condizioni di valutare la sua posizione rispetto l’inchiesta giornalistica internazionale. Visto che si tratta di un ambasciatore in una delle sedi più importanti, quella dell’Onu, c’è un aspetto legato all’opportunità. E la cosa è ancora più evidente in un momento in cui San Marino è sotto attacco della Gdf per la questione Torre d’Avorio. C’è una ricaduta di immagine su cui spero l’ambasciatore in prima persona e anche il segretario facciano le dovute considerazioni. In ultimo, ricordo che il 22 aprile è la Giornata mondiale della Terra e va detto oggi in Commissione affari esteri. Oggi un segretario di Stato sta firmando un importante accordo in materia a New York. Credo che tutti i consiglieri possano portare avanti iniziative in politica estera per la salvaguardia del pianeta. Anche rispetto alla mobilità sostenibile, alcuni Paesi come Norvegia, Inghilterra, Svizzera, alcuni Stati Usa hanno sottoscritto una sorta di accordo internazionale per la mobilità elettrica: sarebbe interessante che San Marino  iniziasse a partecipare a queste convenzioni internazionali”.

Tony Margiotta, Su: “Volevo unirmi al coro di chi ha sottolineato il legame tra l’ambasciatore Bodini e lo scandalo Panama Papers. Concordo che bisogna considerare l’operato dell’ambasciatore per la nostra Repubblica. Sul settimanale L’Espresso è apparso il suo nome, ripreso dalle nostre testate senza alcun tipo di smentita, e ciò fa pensare alla veridicità del suo coinvolgimento. Ritengo anche io necessario un riferimento del governo, perché viene fuori che un ambasciatore della Repubblica di San Marino ha un conto in un paradiso fiscale come Panama. Crediamo sia giusto avere delle informazioni”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Mi fa piacere che la delegazione della Commissione concordi e riconosca che i parlamentari sammarinesi fossero tra i più informati ad Andorra. La prossima settimana ci sarà una nuova seduta di negoziato che dovrebbe avere un valore importante anche sulla definizione dell’atteggiamento degli altri Paesi, siamo arrivati al punto del confronto sulla struttura istituzionale dell’accordo che richiede opzioni definitive e si capirà meglio quale è l’atteggiamento di Andorra eMonaco. Mi riprometto di fornire la documentazione su cui attuare il dovuto confronto sulla posizione di San Marino che ha come obiettivo quello che, nelle materie dell’accordo, possa essere trattato come Paese equivalente dell’Unione, per meno non varrebbe la pena questa impresa. Come Paese abbiamo infatti già un accordo doganale, monetario con l’Unione, ma dobbiamo togliere gli svantaggi come Paese terzo nel momento in cui entriamo nella comunità europea. Ci teniamo molto a mantenere più salda possibile la possibilità di un confronto anche con gli altri Paesi perché crediamo che, come è nei programmi, almeno la parte strutturale degli accordi la si possa fare in maniera congiunta, ciò rafforza l’azione e non siamo assolutamente per rompere il tavolo.

Sulla questione dell’ambasciatore Bodini sgombriamo subito il campo da una possibile connessione tra le notizie apparse sull’Espresso e la decisione di dimettersi da Capo Missione. E’ una decisione su cui con l’ambasciatore stavamo discutendo da tempo, prima del compimento del suo 70esimo compleanno, per varie ragioni, di salute e familiari, chiedeva di non avere più questa responsabilità che ha da anni, mi pare dal ’93.

L’ambasciatore era sorpreso dall’uscita della notizia, lui risulta interno ad uno studio che raggruppa una serie di aziende che ha sede a Panama con filiali in tutto il modo e il suo nome sarebbe emerso perché risulta cliente di questa società. Al momento non c’è altro. Io l’ho sentito perché se risultano altri elementi è obbligato a riferirlo, è previsto dalla convenzione. Al momento la cosa fa parte dello scoop degli 800 nomi emersi, non c’è altra ragione. Sono stato all’ultima iniziativa organizzata da Bodini con la sua Fondazione per l’evento annuale di  beneficenza con cui finanzia progetti umanitari con varie Ong in vari parti del mondo, cui partecipano sempre oltre 130-140 ambasciatori Onu di alto livello, tutti hanno un’estrema riconoscenza e rispetto nei confronti dell’ambasciata di San Marino che in questi anni si è guadagnata stima per le cose che ha fatto”.

Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Il 6 di maggio prossimo è l’anniversario delle relazioni diplomatiche San Marino con la Repubblica Cinese. Questi eventi sono ricordati e quest’anno è il 45° anno delle relazioni bilaterali.  Sottopongo all’attenzione del presidente e dei colleghi cosa si può fare a livello di Commissione Esteri per celebrare questa ricorrenza qui a San Marino come con un trasferimento  a Pechino. La Repubblica Popolare tiene particolarmente a queste ricorrenze”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Ringrazio il segretario di Stato per la pacatezza della risposta su Bodini che corrisponde alla pacatezza della mia richiesta. Lungi da me puntare il dito contro questa persona, sono indiscutibili i riconoscimenti per il suo impegno, ma la Commissione mi sembra la sede opportuna per chiedere informazioni in merito alla vicenda”.

26 aprile 2016
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