Emilia Romagna

Imprese, la certificazione Halal è la chiave per ‘sfondare’ nei mercati dei Paesi islamici

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MODENA – Una chiave per ‘sfondare’ nei mercati dei Paesi islamici? “Favorire la conoscenza e la diffusione della certificazione Halal”. Ovvero, realizzare e diffondere “prodotti ‘leciti’, sviluppati secondo dettami religiosi ben definiti e soprattutto certificati da un’autorita` islamica riconosciuta a tale scopo”. È l’obiettivo di un progetto cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del bando per la concessione di contributi a progetti di promozione del sistema produttivo regionale sui mercati esteri europei ed extraeuropei, anche d’intesa con Unioncamere Lombardia. In particolare, l’obiettivo è quello di favorire la penetrazione delle imprese in Indonesia, Singapore e Emirati Arabi Uniti. In quali settori? Quelli dei prodotti cosmetici e dei prodotti agroalimentari, appunto “ad esclusione degli alcolici e dei prodotti contenenti metanolo, della carne e derivati di maiale”. Tutti i dettagli saranno illustrati alle imprese interessate attraverso un ciclo di seminari gratuiti nelle sedi delle Camere di commercio: sono in programma incontri il 5, il 7 e il 12 aprile, rispettivamente a Modena (mattina) e Parma (pomeriggio), Reggio Emilia e Forlì.

Per chi ha intenzione di cercare business nei Paesi musulmani, sintetizzano quindi la Regione e Unioncamere nella scheda del progetto, “l’ottenimento della certificazione Halal rappresenta un requisito doganale imprescindibile”. Ad esempio “per l’entrata di alcuni generi alimentari (ad esempio le carni) e la loro commercializzazione in alcuni Paesi di fede islamica”. Certo, gli aspetti da tenere in considerazione sono tanti: ad esempio, la certificazione Halal non riguarda soltanto il prodotto finito ma pure il processo produttivo, dalla fase di approvvigionamento di materie prime fino al confezionamento e al trasporto.

26 marzo 2016
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