Diritti, i nativi delle isole Chagos: “Anche qui ci vuole una Brexit”

L'amministrazione delle Mauritius afferma di essere stata costretta, durante la decolonizzazione, a cedere le isole in cambio dell'indipendenza
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ROMA – “Continuiamo a fare pressione affinché tutte le parti coinvolte rispettino i diritti fondamentali della gente di Chagos, incluso il più basilare: quello a vivere nella propria terra”. Lo hanno scritto i responsabili dell’associazione Uk-Chagos Support dopo il monito della Corte di giustizia dell’Onu perché Londra ponga fine all’occupazione, considerata illegale, dell’arcipelago dell’Oceano Indiano.

“La decisione non è legalmente vincolante, quindi ciò che accadrà ora non è chiaro” precisano su Facebook dal gruppo, nato in Gran Bretagna per sostenere la comunità dei nativi delle Chagos nella loro battaglia per il diritto al ritorno.

L’amministrazione delle Mauritius afferma di essere stata costretta, durante la decolonizzazione, a cedere le isole in cambio dell’indipendenza. Alla fine degli anni Sessanta, dopo un accordo tra Washington e Londra, si calcola che oltre 1.500 nativi furono deportati dalle Chagos per consentire l’insediamento di una base militare statunitense sull’isola Diego Garcia, la più grande.

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26 Febbraio 2019
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