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‘Rita Levi-Montalcini. Una donna di frontiera’, arriva il fumetto per la grande scienziata FOTO

ROMA  – Uno strumento innovativo per la biografia di una personalità centrale nella cultura scientifica italiana e mondiale, un fumetto, grazie al quale “le ragazze e i ragazzi potranno conoscere una piccola grande donna, la cui immagine e personalità hanno impresso un segno indelebile nei campi della cultura, della scienza e dell’impegno politico e sociale. Rita Levi Montalcini affascinava per l’eleganza, incantava per l’intelligenza, la tenacia, lo slancio verso il futuro a dispetto dell’età”. Pietro Grasso, presidente del Senato, lo dice nel suo intervento alla presentazione del fumetto ‘Rita Levi-Montalcini. Una donna di frontiera’, una “splendida iniziativa” dell’Ebri (European brain research institute) e del Senato “nata allo scopo di portare la storia e la personalità di Rita Levi Montalcini alle generazioni più giovani attraverso questo splendido fumetto”, dice Grasso.

“Il suo grande e costante impegno è stato quello di trasmettere il suo sapere ai giovani, di formare una nuova generazione di scienziati, lottando contro nepotismi, pressioni politiche, consorterie- prosegue il presidente del Senato- La vita, soleva ripetere, ha un valore se non concentriamo l’attenzione soltanto su noi stessi ma anche sul mondo che ci circonda. La sua figura illustre ha sempre costituito un’alta testimonianza delle conquiste del genio italiano nel mondo e un monito a continuare ad investire energie e fondi nella ricerca scientifica, in particolare in quella direttamente rivolta a comprendere i meccanismi di funzionamento del nostro corpo e della nostra mente e a combattere le malattie più gravi”.

Nel settembre del 2001 Rita Levi Montalcini “fu nominata senatrice a vita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi per altissimi meriti in campo scientifico e sociale– prosegue Pietro Grasso- Il Senato italiano ha in questo un primato assoluto al mondo: nella sua storia sono ben sei i premi Nobel che sono diventati senatori”. Dietro “l’apparente fragilità” di Rita Levi Montalcini “si nascondeva un uragano di idee, di stimoli a fare, a sapere, a conoscere. La sua eredità sopravvivrà al tempo che passa- dice Grasso- Lei non ha mai temuto la morte, diceva sempre che quando muore il corpo rimane quello che hai lasciato, e lei ha lasciato tanto”.

Come scrisse Primo Levi nel 1986, all’indomani del conferimento del premio Nobel, “in Rita Levi Montalcini convivevano ‘una volontà indomita e un piglio principesco, accanto a quella rara combinazione di pazienza ed impazienza che è propria di grandi innovatori: tutte qualità necessarie ad infrangere la barriera dell’ignoto e ad avvicinare l’umanità alla meta più evanescente e gelosa, quella della mente umana che comprende se stessa‘- conclude il presidente del Senato- Tocca ai più giovani raccogliere il suo esempio e portare avanti le proprie ambizioni con la sua stessa passione e la sua stessa tenacia”.

26 gennaio 2017

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