"Meno Tari", Confcooperative sprona il comune di Bologna - DIRE.it

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“Meno Tari”, Confcooperative sprona il comune di Bologna

BOLOGNA – Accanto alla “necessità che non si aumenti l’imposizione fiscale su famiglie e imprese”, diventa “strategico” per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro che “il Comune preveda una riduzione della Tari per le imprese che conferiscono rifiuti da trattare e recuperare, dando applicazione alla legge regionale 16 del 2015 sull’economia circolare”. Su questo punto, così come su altri, bisogna coltivare “una dimensione sempre più aperta e metropolitana delle scelte”. Lo sollecita Confcooperative Bologna alla giunta Merola nel corso del Consiglio metropolitano dell’associazione, cui ha preso parte anche l’assessore comunale all’Economia Matteo Lepore.

A proposito di Dup e di bilancio 2017 dell’amministrazione, quindi, Confcooperative si fa sentire auspicando meno tasse. Intanto, tengono banco i numeri delle coop ‘bianche’. Le 200 cooperative associate a Bologna e dintorni nel 2015 hanno sviluppato un fatturato di 3,9 miliardi di euro (in crescita del 2,3% sul 2014), con un’occupazione che si attesta a 15.900 addetti (emerge un incremento dell’1,7% sull’anno precedente) e una base sociale che, comprese le banche di Credito cooperativo, nell’area metropolitana supera i 73.500 soci (+3%). E anche le prime stime sui dati 2016 confermano il “trend di tenuta dell’occupazione e di crescita di soci”, con “ottimistiche” aspettative anche in termini di fatturato e redditività.

Assicurando allora che “le cooperative continuano a creare lavoro e a crescere“, il presidente Confcooperative, Daniele Passini, in Consiglio si è soffermato su costruzioni e manutenzioni, ambito in cui Confcooperative dice di continuare ad esprimere “una presenza consolidata che, a causa della crisi di tante imprese storiche, rappresenta ormai l’unica realtà di riferimento per il territorio”. Ebbene, le coop di Confcooperative in questo settore “hanno tenuto bene”. Sui contenuti del Dup, Passini ha chiesto a Lepore la cantierabilità dei progetti previsti realizzandoli in tempi certi e rapidi. Sui temi legati allo sviluppo economico (come il fondo per il lavoro e quello per l’economia reale) e all’attrattività del territorio, Confcooperative richiede “un dialogo e un coinvolgimento non episodici ma sistematici delle forze economiche”. Per questo è stato costituito Tim.Bo, il coordinamento dell’imprenditoria metropolitana, che ora Confcooperative coordina e esprimendo il portavoce (Lanfranco Massari).

Se dunque vengono giudicate “positive” anche le nuove scelte per la mobilità, si chiede che “venga valorizzato il ruolo virtuoso che hanno dimostrato di saper giocare le cooperative locali di trasporto in collaborazione con il pubblico (Tper) nella gestione del trasporto pubblico locale”. Il presidente dell’associazione di via Calzoni esprime inoltre “apprezzamento” sulle politiche di welfare, chiedendo al tempo stesso al Comune “un approccio autenticamente sussidiario”. Continua poi la “linea green” di Confcooperative. È partita la seconda edizione di CoopUp Bologna 2016, il percorso di incubazione per lo startup di nuove imprese cooperative (alle serre dei giardini Margherita, con la presentazione di 40 progetti). E ai giovani sarà dedicata la prossima assemblea dell’Alleanza delle cooperative metropolitana, in dicembre.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

25 novembre 2016
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