Giappone, in visita alla Dire una delegazione di imprenditori e manager

ROMA – Gli scambi commerciali tra Italia e
Giappone sono cresciuti del 23% nei primi sei mesi del 2018, promuovendo il nostro Paese a secondo partner tra i Paesi europei, subito dopo la Germania: questo quanto emerso nel corso della sesta edizione del Nishinippon Business Forum, dal titolo
‘Italia e Giappone: prospettive per nuove sinergie’, che per la prima volta quest’anno si e’ svolto in Italia, alla Camera di Commercio di Roma, moderato dall’agenzia Dire.

Nella foto la visita di una delegazione di imprenditori giapponesi, guidati da Daniele Di Santo, presidente della Japan Italy Economic Federation, alla redazione della Dire e al direttore Nico Perrone.

L’appuntamento è volto a rafforzare il dialogo tra i due Paesi e offrire occasioni di business: “In questi sei anni abbiamo coinvolto oltre 1.500 tra manager e imprenditori, accolto le rappresentanze di paesi Paesi, e favoriti 16 memorandum e accordi commerciali”, dice Daniele Di Santo, presidente della Japan Italy Economic Federation, e fondatore del think-tank. Il Forum di quest’anno giunge a qualche mese dalla firma del Trattato di libero scambio Ue-Giappone (noto con gli acronimi di Jefta o Epa) che entrerà in vigore nel 2019. Un testo che, ricorda Giorgio Starace, ambasciatore italiano in Giappone, accrescerà il Pil mondiale del 30%, ma l’Italia, sottolinea, “dovrà essere pronta a cogliere tutte le opportunità”.

A partire dalle “ottime relazioni” tra Roma e Tokyo, confermate da Keiichi Katakami, ambasciatore giapponese in Italia. Forti della comune grandezza storica e dal patrimonio artistico, i due Paesi condividono “la passione con cui lavorano gli artigiani”. In Italia, per il rappresentante di Tokyo, cresce l’interesse per il Paese asiatico, come dimostra “il continuo aumento dei ristoranti giapponesi in Italia, mentre i turisti italiani in Giappone sono passati da 80mila del 2014 a 125mila del 2017, ossia un +50% in 3 anni”.

Quanto ai giapponesi, forte l’amore per i vini italiani, l’olio d’oliva, cereali, riso e derivati, le carni e prodotti casearei. Lo dice Aldo Alberto, delegato per l’internazionalizzione della Confederazione italiana agricoltori (Cia), che suggerisce come l’agroalimentare faccia da traino agli scambi. Secondo dati Ice-Istat, raggiunge quasi il miliardo di euro l’export italiano verso il Giappone nel primo semestre del 2018. Alberto suggerisce tuttavia il rilancio del turismo rurale per favorire una miglior conoscenza del Made in Italy e aumentare quindi la varietà dei prodotti richiesti dal mercato nipponico. A suo parere poi bisogna “incoraggiare lo scambio di know-how a livello tecnologico o dei macchinari agricoli”, un punto di forza tutto italiano.

Più in generale, sono vari i settori in cui avviare le collaborazioni tra le imprese italiane e giapponesi, tra cui figurano l’high-tech e l’innovazione, il manifatturiero – accomunato dalla capacità di combinare tradizione e innovazione – il design, la moda, le automobili. Non ultime, le Olimpiadi di Tokyo 2020, in cui le imprese italiane potranno inserirsi offrendo sia prodotti che servizi, ma anche logistica e costruzioni.

Per rafforzare queste prospettive, l’Accordo di libero scambio è la leva con cui ottenere la riduzione delle barriere non tariffarie, l’abbattimento dei dazi doganali e la tutela delle indicazioni geografiche tipiche, nonché l’armonizzazione degli standard su norme e lavoro.

IMPRESE. DI SANTO (JIEF): INFORMARE SU ACCORDO LIBERO SCAMBIO UE-GIAPPONE

Nei prossimi mesi è attesa la ratifica dell’Accordo di libero scambio tra Unione europea e Giappone, in un clima economico internazionale segnato dal ritorno protezionismo: “Sia Italia che Giappone vivono questo momento con grande attenzione, ci sono grandi aspettative da una parte e dall’altra. Importante in questo senso non dimenticare le esigenze delle Associazioni di categoria, che lamentano mancanza di informazione da una parte, e dall’altra chiedono di essere coinvolte nei processi decisionali per poter manifestare forti e fondate perplessità in tema protezionistico, di tutela dei prodotti e di una concorrenza sostenibile”. In questo scenario internazionale, conferma Di Santo, “l’Italia è vista molto più come opportunità che minaccia”. Lo dichiara alla DIRE Daniele Di Santo, presidente della Japan Italy Economic Federation che stamani a Roma ha organizzato la sesta edizione del Nishinippon Business Forum, un momento di dialogo e confronto sulle opportunità d’impresa.

“Questo è un forum che ha costruito in silenzio un network di altissimo livello istituzionale e imprenditoriale, e ora riteniamo di avere qualcosa di interessante da dire e offrire. Il nostro auspicio- dice Di Santo- e’ proseguire questo percorso fornendo, da un lato, occasioni di scambio e incontro, e dall’altra lavorando sempre e solo su casi concreti”.

Negli interventi della mattinata largo spazio è stato accordato all’agroalimentare: “E’ un focus dovuto, poiché è uno dei settori di punta per ambo i Paesi, e oggetto del Trattato di libero scambio che entrerà in vigore nei prossimi mesi- prosegue Daniele Di Santo, presidente della Japan Italy Economic Federation- Si lega molto anche al tema del turismo, particolarmente sentito da entrambe le nazioni. Gli altri settori su cui puntiamo e che prevediamo avranno crescita nei prossimi anni sono il biomedicale e l’Iot”, ossia l’internet delle cose.

Altro obiettivo del Forum è quello di coinvolgere i territori come – nel caso Giapponese – la prefettura di Fukuoka, area tradizionalmente agricola e meta turistica nota per varie specialità gastronomiche, e l’isola di Kyushu. Anche qui l’agricoltura è un settore importante. Con la città di Kumamoto, ha ricordato stamani il presidente del Japan Italy Economic Federation, è stata avviata una partnership per la ricostruzione dopo il devastante terremoto del 2016, avvenuto solo due mesi prima di quello di Amatrice.

IMPRESE. KATAKAMI (AMBASCIATORE GIAPPONE): TUTTI AMIAMO L’ITALIA

“Nessuno in Giappone si chiede perché si ami l’Italia, perché tutti la amano. E’ il nostro Paese preferito. In Giappone si trovano tanti tipi di vino italiano, la pizza, la pasta, altri piatti della cucina… Arriva tutto dall’Italia”. Lo ha detto all’agenzia DIRE Keiichi Katakami, ambasciatore del Giappone in Italia, a margine della sesta edizione a Roma del Nishinippon Business Forum, dal titolo ‘Italia e Giappone: prospettive per nuove sinergie’.
“Quello che posso vedere è che tra Italia e Giappone c’è un potenziale di cooperazione robusto, soprattutto nel business e negli investimenti- prosegue Katakami- abbiamo molto in comune, pensiamo al settore tecnologico, molto avanzato, e che è tra i primi al mondo. Il mio compito è favorire tale potenziale non ancora sfruttato per il futuro, ma c’è bisogno di sforzi da ambo le parti”.
Quanto all’Epa, l’Accordo di libero scambio tra Giappone e Unione europea, siglato a luglio, “è alle ultime fasi della ratifica. Il nostro auspicio è che entri in vigore il prossimo anno. Questo garantirebbe benefici per tutti, e per l’Italia in particolare. Per esempio i dazi sul vino verrebbero immediatamente azzerati. Inoltre- dice in conclusione l’Ambasciatore- il fatto che Italia e Giappone siano caratterizzate da una forte presenza di Pmi le rende più capaci di esporsi ai mercati internazionali”.

25 ottobre 2018
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