AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE Emilia-Romagna

Incendi, in Emilia-Romagna test sugli Appennini con termo-stazioni sentinella

TRIESTE – Reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale in campo per prevenire e contrastare gli incendi estivi che stanno causando ingenti danni in molte regioni italiane. La Regione Emilia-Romagna, con il supporto della Protezione civile, lancia un progetto pilota che interessa due siti dell’Appennino tra Modena e Ferrara. Nell’area sono state installate delle stazioni di monitoraggio composte da una termocamera radiometrica all’infrarosso, in grado di rilevare temperature variabili in un range di oltre 500 gradi con precisione +-2 gradi, accoppiata a una telecamera megapixel nel visibile con un potente zoom, montate su un sistema di movimentazione motorizzato capace di operare una scansione del territorio a lunga distanza.

IL SISTEMA E’ IN GRADO DI RILEVARE ANCHE PICCOLI PRINCIPI D’INCENDIO

Il sistema si chiama ‘Eflame’, ed è stato sviluppato nel parco scientifico tecnologico di Trieste Area Science park da Elimos. Può essere telecontrollato attraverso reti cablate (Adsl) o wireless (WiFi, 3G/Gprs). I test sul campo hanno mostrato che la soluzione è in grado di rilevare principi di incendio di dimensioni molto ridotte, con un fronte di soli due metri, in un raggio di quattro chilometri, coprendo potenzialmente un’area di 5mila ettari. L’equivalente, per avere un’idea, di due terzi dell’estensione del Parco Nazionale del Vesuvio, recentemente devastato dal fuoco.

La gestione avviene da un centro di supervisione in cui sono posizionati gli apparati di monitoraggio in tempo reale, ricevendo segnalazione automatica degli allarmi. Tramite l’impostazione delle soglie critiche di temperatura e della modalità di scansione a 360 gradi del territorio è così possibile attivare tempestivamente soccorsi al verificarsi di situazioni anomale. Il progetto pilota combina l’uso delle infrastrutture radio gestite da Lepida Spa- strumento operativo della Regione Emilia Romagna per le infrastrutture di telecomunicazioni- distribuite geograficamente in modo uniforme sui siti dell’Appennino, la disponibilità di banda ultra larga delle reti radio e in fibra ottica Lepida verso ciascun sito e la presenza sul territorio regionale dei Datacenter con elevate potenzialità di gestione di calcolo e capacità di storage.

di Andrea Pierini, giornalista professionista

24 luglio 2017

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE
facebooktwitteryoutubelinkedIn instagram