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A Firenze sei piazze per dire no alla mafia – VIDEO

FIRENZE – Duemila ragazzi provenienti dalla Toscana, ma anche con una rappresentanza dalle scuole superiori di Padova e di Palermo per commemorare i martiri della lotta alla mafia, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ma, al tempo stesso, per pensare all’oggi a quel desiderio di togliere “i fili d’erba”, secondo l’espressione utilizzata dal sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi alla cultura della criminalita’ organizzata e dell’illegalita’. E’ con questo spiritoche Firenze ha fatto la propria parte nella manifestazione in 6 citta’, ‘Palermo chiama Italia’ (organizzata dalla fondazione Giovanni e Francesca Falcone con la collaborazione della direzione generale del Miur), tenutasi il 23 maggio allo stadio d’atletica, Ridolfi.

Sotto la conduzione di due presidenti della Consulta degli studenti di Prato e di Firenze, Lorenzo Tinagli ed Elisa Porciatti ad alternarsi, nell’arco della mattinata, sono stati intermezzi musicali di jazz, blues e le esibizioni di danza con momenti piu’ dedicati al ricordo come la lettura della missiva di Paolo Borsellino al funerale dei morti di Capaci, la premiazione dei progetti scolastici, inseriti nel concorso ‘Riprendiamoci i nostri sogni’. Il momento piu’ atteso e’ stata l’intervista a Elisabetta Caponnetto, la vedova del magistrato che largo impegno dedico’ alla lotta di Cosa Nostra sia nelle aule di tribunale, contribuendo alla creazione del pool di giudici insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che nelle scuole. Caponnetto “raccomandava di essere sempre fedeli alle regole, con tanta forza perche’ per lui seguire le regole era la cosa piu’ bella che si potesse fare”. E’ stata la ricostruzione della figura del magistrato da parte della vedova, nel collegamento con Palermo durante la diretta del Tg1. “Quando torno’ da Palermo- ha ricordato dal palcoscenico dello stadio Ridolfi di Firenze- lui aveva giurato che sarebbe andato a parlare nelle scuole di Falcone e Borsellino”. E’ nel segno dell’eredita’ da raccogliere e’ stato anche il messaggio della vice-sindaco, Cristina Giachi che ha preso la parola a nome dell’amministrazione comunale, secondo la quale l’impegno di oggi e’ in continuita’ con le “marce anti-mafia” che fecero seguito alle stragi. Anche a quella di via dei Georgofili, che colpi’ Firenze nel maggio del 1993, quando una bomba uccise 5 persone. Un aggressione alla citta’ gigliata da leggersi, secondo le parole del prefetto Luigi Varratta- il quale in conclusione ha letto dal palcoscenico del Ridolfi i nomi delle vittime dell’attentato al giudice Falcone- come la conferma che per la mafia “non ci siano zone franche”. Da qui, la necessita’ di portare e rinnovare il messaggio dell’anti-mafia nelle scuole medie e nei licei per “lasciare fuori ogni forma di illegalita’”, palesata dal sottosegretario Toccafondi, impegnato come esponente di Governo alle forme di contrasto al dilagare della tossicodipendenza fra gli adolescenti.

24 maggio 2015

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