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DIRE - LE OPINIONI

La sfida delle riforme nell’era del populismo

Da www.culturademocratica.org

Ciò che accomuna la Brexit alla vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali statunitensi viene comunemente definito populismo: una tecnica politica che esalta demagogicamente valori e sentimenti popolari per carpirne il consenso.

Se vi è chi teorizza la (ri)nascita di una “terza via” tra le categorie classiche della dottrina politica rappresentate dai progressisti e dai conservatori, c’è anche chi ritiene che il populismo rappresenti in realtà una tecnica politica: un metodo scientifico di creazione e mantenimento del consenso neutro rispetto ai valori politici dei promotori.

In sintesi, vi può essere un populismo sia di destra che di sinistra, perché ci troviamo di fronte ad un metodo, non ad un sistema valoriale. Questo populismo, come téchne, si contrappone alla figura classica del partito politico come struttura di intermediazione tra il cittadino e le Istituzioni con funzione di elaborazione, mediazione, analisi e confronto prima ancora che di organizzazione e selezione della classe dirigente.

Nel momento di massima distanza tra il cittadino ed i partiti abbiamo il massimo successo del populismo, metodo di creazione del consenso basato sulla comunicazione piuttosto che sul confronto, sull’emozione più che sul contenuto.

Ci troviamo tuttavia nella contraddizione per la quale un ottimo metodo di creazione del consenso sta consentendo la selezione di una classe dirigente e l’adozione di scelte che rischiano oggi di compromettere i più grandi percorsi di riforma portati avanti dalle forze progressiste, basti pensare al destino riservato alle riforme di Obama o al grave rischio in cui versa l’Unione Europea post Brexit.

Ci rendiamo conto pertanto che la sfida al populismo è divenuta oggi la sfida per le riforme. Se vogliamo cambiare in meglio l’Italia e l’Europa dobbiamo anche riuscire a immaginare il modo per costruire un consenso forte intorno a questa idea di cambiamento. Attraverso nuove forme di comunicazione e di partecipazione politica, nuovi modelli di formazione e selezione delle classi dirigenti, ridisegnando forma e funzione dei partiti all’interno della società.

Lasciare la vittoria del consenso al populismo significa perdere la sfida per le riforme.

24 gennaio 2017

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