Un video di Alex Britti e un flash mob sulla tramvia contro la violenza sulle donne.

violenza donne

FIRENZE- Alex Britti alla stazione di Santa Maria Novella per presentare il video clip del suo nuovo singolo “Perché?”, un flash mob sulla tramvia lungo il percorso Scandicci-Firenze e la presentazione dei risultati e delle prospettive di ‘Florence for Women’. E’ il progetto lanciato il 25 novembre dello scorso anno dall’assessorato al Welfare e alle Pari opportunità guidato da Sara Funaro, che coniuga i mondi del sociale e dell’imprenditorialità: sono alcune delle iniziative organizzate per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne dallo stesso assessorato. “Il progetto ‘Florence for Women’ si è ingrandito: quest’anno- sottolinea Funaro- è andato oltre i confini di Firenze, coinvolgendo il Comune di Scandicci e si è allargato a nuove associazioni, che si aggiungono a quelle che hanno aderito alla prima edizione. Il nostro obiettivo è farlo crescere sempre più. Lo scorso anno il nostro intento era mettere in sinergia il mondo associativo, che si occupa di donne che hanno subito violenza, insieme al mondo dell’imprenditoria e già quest’anno abbiamo due bei risultati: il ‘Castitastis Cingulum’, l’anello creato da Nosotras ed Es’Givien che simboleggia la lotta alle infibulazioni, e l’albero di Natale speciale creato da Flo Concept Store e Artemisia”. Il 25 novembre le iniziative prenderanno il via alle 14 con il flash mob contro la violenza sulle donne in tramvia: durante il percorso alcune associazioni sensibilizzeranno i passeggeri sul tema della giornata attraverso letture, immagini e animazione. All’arrivo in stazione, alle 15 si terrà l’evento dal titolo ‘La voce delle donne in tour. Uniti contro la violenza’ con Alex Britti, organizzato dalla Ong We World, che si occupa in Italia e nel Sud del mondo di garantire i diritti dei bambini e delle donne più vulnerabili.

Intanto, l’assessore sottolinea che la violenza contro le donne a Firenze ha “numeri inferiori rispetto ad altre regioni e città. Siamo di fronte a dei dati che rimangono sempre costanti, ma la cosa importante è quello che emerge: ovvero che il fenomeno viene fuori molto più che in passato”. Prima, aggiunge, “c’era una sorta di tabù nel parlare di certe questioni, mentre adesso, anche grazie ai percorsi di accoglienza e tutela delle donne che subiscono violenza, si riesce a farle fuoriuscire”.

Di Diego Giorgi – Giornalista

23 Novembre 2015
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