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Giorgia Meloni: “Zaia capo del centrodestra? Si decida come si sceglie premier”. E conta su Salvini


ROMA – “Zaia a capo di una coalizione di centrodestra? Voi giornalisti leggete sempre tutto come se fosse un problema di nomi, di chi ci mettiamo in questa casella… Io ho sempre detto che mi si dica qual è il metodo con il quale si sceglie il premier di una eventuale coalizione di centrodestra, dopodiché noi corriamo con i nostri colori e se vincono gli altri bene“. Risponde così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, interpellata dai giornalisti su una eventuale ascesa del governatore del Veneto, Luca Zaia, a capo di una coalizione di centrodestra, a margine di un evento a Roma.

“NON SCAPPEREI DA ROMA, NON SERVE FARE GARA”

“Se come donna e come madre sono tentata di scappare in qualche zona del nord est dell’Italia? No, non sono tentata di scappare da Roma– ha risposto Meloni a chi le chiedeva-e penso che se cominciamo a porre la questione in questo modo si dimostra che il modo in cui sono state poste certe questioni rischia di non aiutarci. Noi abbiamo bisogno di un’Italia che sia complessivamente più forte, di uno Stato e di istituzioni che siano efficaci ed efficienti. Non ne usciremo facendo a gara tra chi è più bravo e quindi spostando tutti i cittadini che vogliono andare a vivere dove si è più bravi… Penso che questo sia un elemento che indebolisca tutti, per cui spero di poter rendere più efficace ed efficiente lo Stato centrale (io sono presidenzialista, lo ripeto) e di poter per questo avere degli italiani che indipendentemente da dove decidano di andare o studiare- ha concluso- abbiamo gli stessi diritti”.

AUTONOMIE? NON CI SALVIAMO CON EGOISMO LOCALE

“Salvini dice che dobbiamo arrivare a fare un referendum sulle autonomie in ogni Regione? Sarebbe una soluzione assolutamente parziale, nel senso che noi non ci salviamo con la rincorsa all’egoismo locale, ma ci salviamo se riusciamo a rendere intanto lo Stato centrale più efficace ed efficiente, perché è atteso che siamo molto più forti se siamo uniti e non divisi. Se lo Stato funziona, ovviamente funziona meglio tutto. E allora anche l’autonomia verrà chiesta di meno e complessivamente l’Italia sarà più forte” afferma Meloni.

“Penso che debba stare in un eventuale programma di coalizione- ha proseguito la leader di Fratelli d’Italia- il tema della revisione dei nostri assetti istituzionali. Ma ho detto e ribadisco che la soluzione non è la rincorsa all’egoismo locale di una o dell’altra Regione, perché così non se ne esce mai. È invece immaginare un progetto di revisione concordato e controllato dallo Stato nazionale che dica: presidenzialismo e federalismo, cioè da una parte serve uno Stato che superi tutte le sue degenerazioni, che sia efficace ed efficiente, con un governo scelto dai cittadini che va a casa se sbaglia, e dall’altra- ha concluso- il contrappeso sono maggiori autonomie”.


“IO E SALVINI ALLEATI SOLIDI”

“Salvini dice che preferisco stare con Grillo o D’Alema? In campagna elettorale queste cose si dicono… Noi non siamo stati d’accordo su alcuni casi, succede tra persone alleate. Io aspetto che ci si veda e che ci si possa chiarire poi all’atto pratico su che cosa si vuole fare e se si vuole fare una coalizione”. Giorgia Meloni, dice, ha “le idee chiare”, ed è “più che disponibile anche sulle sintesi”. Prosegue: “La Destra italiana trovava le sintesi con la Lega di Bossi, voglio dire, non credo che avrà problemi a trovarne con la Lega di Salvini. Anzi, io e Matteo (Salvini, ndr) si sa, siamo alleati solidi, lo siamo sempre stati”.

Dunque per Meloni si tratta di “trovare una sintesi per mettere tutto insieme– ha sottolineato- sempre se si voglia fare. Io lo voglio ancora fare, l’ho sempre voluto fare, vorrei provare a vincere e spero che lo vogliano anche gli altri“. Sulle questioni interne ai partiti, intanto, la presidente di Fratelli d’Italia non vuole mettere bocca, “con rispetto di tutti e delle battaglie politiche che si fanno. Mi pare che la Lega porti avanti delle battaglie che sono molto coerenti con la sua storia, esattamente come io ho espresso delle perplessità perché non a caso sono presidente di un partito che si chiama Fratelli d’Italia e la destra storicamente è sempre stata molto legata al concetto di unità nazionale”. La coalizione secondo Meloni si fa e si può fare, dunque, “se ognuno porta il proprio valore aggiunto, se fossimo tutti uguali saremmo un unico partito. Se io fossi d’accordo con tutto quello che dice la Lega, mi sarei iscritta alla Lega”, ha infine concluso.

di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

23 ottobre 2017

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