Assistenza domiciliare, Milanese: “Bene tavolo ministero”/VIDEO

giuseppe_milanese_cooperativa-osaROMA – Il tavolo sulle regole dell’assistenza domiciliare, avviato al ministero della Salute lo scorso luglio, “sta andando bene, si sta discutendo nel merito partendo dai bisogni della gente. Stiamo cercando di capire cosa offre il sistema nelle regioni, scoprendo una situazione che già conoscevamo, ovvero che esiste una condizione di disomogeneità e fuori dall’ospedale si tarda a trovare regole“. Così all’agenzia Dire il presidente di Federazione Sanità Confcooperative, Giuseppe Milanese, spiegando di essere “molto contento del lavoro che si sta portando avanti con i tecnici del dicastero su una iniziativa vera e sentita del ministro Beatrice Lorenzin, alla quale chiedevamo da tempo di darci delle regole per il settore”.

Molti gli ambiti di discussione del tavolo sull’assistenza. “Si parte dal processo assistenziale e da chi valuta i pazienti e i risultati, per arrivare al ruolo del medico di medicina generale e alla definizione del ruolo del terzo settore. Fino a definire le tariffe, per uscire da quelle orarie ed entrare in una logica più complessiva”. L’obiettivo, conclude Milanese, è arrivare a “una continuità con le cure ospedaliere per ottenere qualità e minore spesa, sulla scia di quanto avviene in altri Paesi come Canada e Olanda, ad esempio”.

MILANESE: “LA REGIONE LAZIO UNA DELLE PRIME A METTERE MANO AL SISTEMA”

“La Regione Lazio è una delle prime ad aver messo mano a un sistema assistenziale che oggi è stranamente definito con gare di appalto, come succede per la ristorazione o per le pulizie. E’ stato chiesto alle Asl di interrompere questi processi non sempre omogenei e si stanno aspettando le regole ministeriali, procedendo verso l’autorizzazione e l’accreditamento per qualità ed esperienza dei soggetti che possono fare assistenza domiciliare, ovvero dei livelli di garanzia per il cittadino”, dice Milanese, tornando sulla riforma dei servizi sociali approvata lo scorso luglio dal Consiglio regionale.

In particolare il provvedimento stabilisce che il piano di assistenza deve essere personalizzato e predisposto d’intesa con il paziente ed eventualmente con i suoi familiari, ma soprattutto che la persona ha il diritto di scegliere tra le prestazioni offerte ed erogabili. “Quando iniziammo il nostro lavoro, trenta anni fa, chiedevamo le regole. E anche oggi chiediamo regole chiare per tutti, da Siracusa a Bolzano: in altre parole un livello assistenziale omogeneo“, ha spiegato Milanese. Ma soprattutto “i cittadini devono sapere che dopo l’ospedale la cura arriva nelle loro case”. Per questo, ha concluso, “accogliamo con estremo favore tutto ciò che rappresenta norme definite, perché oggi tante cooperative e onlus lavorano in case, residenze e centri diurni senza avere tutta la chiarezza che serve per questo difficile mestiere”.

23 Settembre 2016
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