Lazio

Palermo chiama Italia, Zingaretti: “Non delegare agli altri la lotta contro la mafia”

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ROMA – A 24 anni dalla strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta,  l’Italia si unisce per commemorare le vittime di mafia. Anche quelle di via D’Amelio, quando, il 19 luglio 1992, persero la vita il giudice Paolo Borsellino e 5 uomini della scorta. Nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo è in corso #palermochiamaitalia, la manifestazione che unisce 8 piazze d’Italia e 50mila studenti: a Roma l’appuntamento è alla Casa del Jazz.

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“Non vogliamo delegare ad altri la lotta contro la mafia”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti in occasione del suo intervento a #palermochiamaitalia  alla Casa del Jazz. “La mafia è forte quando isola chi combatte contro la mafia- ha detto ancora- oggi siamo qui per ricordare le vittime della strage di Capaci e della mafia. Non vogliamo delegare ad altri la lotta contro la mafia. Tutti possiamo fare qualcosa contro la mafia” e quando “tutti sanno che siamo uniti, la società è più forte. Chi lotta contro la mafia non sia mai solo e isolato”.

“Abbiamo voluto tantissimo questa iniziativa, le scuole hanno risposto in modo straordinario inviandoci più di 80 canzoni contro la mafia- ha spiegato il presidente della Regione- L’abbiamo fatto perché la mafia ama l’omertà, la mafia vuole che di mafia non si parli, lo faceva in Sicilia e lo fa oggi che purtroppo sta anche a Roma e nel Lazio”. Zingaretti ha poi ribadito: “Noi oggi siamo qua per ricordare i morti di Capaci ma anche perché non vogliamo delegare a qualcun altro la lotta alla mafia: siamo vicini ai magistrati, ai poliziotti, ai carabinieri, ai giornalisti, ma siamo tutti contro la mafia“. Quando si parla “muore l’omertà, la mafia è più debole, la società è più forte. Con orgoglio abbiamo sostenuto questa manifestazione perché non ci sia mai omertà e chi lotta non sia mai isolato, ma parte di un grande popolo che non sarà mai sconfitto. Sommergiamo la mafia con la nostra cultura di pace”. Quello di oggi “è un bellissimo segnale dei giovani del Lazio che sono arrivati qua da tutta la Regione e hanno lavorato mesi per preparare queste canzoni come segno della mobilitazione culturale e che vuole dare un messaggio molto semplice: tutti possiamo fare qualcosa per la legalità, tutti possiamo fare qualcosa contro le mafie”. E’ giusto, infine, “ricordare le vittime e gli eroi, ma guai a delegare a loro l’impegno. Questo è il messaggio più bello che viene da questa passione di migliaia di ragazzi e ragazze, e siamo contenti di essere stati promotori di questa avventura, non scontata“.

d'angeloD’ANGELO (QUESTORE ROMA): ABBIAMO ANTICORPI PER VINCERE –  “Abbiamo gli anticorpi in questo paese per battere questo fenomeno che ancora oggi è presente in molte zone”. Lo ha detto il questore di Roma, Nicolò D’Angelo nel suo intervento a #palermochiamaitalia, giornata contro la mafia dedicata alla commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio, presso la Casa del Jazz a Roma. Rivolgendosi ai tantissimi giovani presenti, che indossavano una maglietta gialla con un testo contro la mafia, ha poi detto: “Ma credo che il grande antidoto, la grande capacità di reazione è presente in mezzo a voi perché siete il futuro di questo paese e attraverso questa presa di coscienza credo che faremo molto di più”.

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23 maggio 2016
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