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Migranti. L’idea di Galletti: “Creare una filiera per smaltire i barconi”

Migranti ROMA – Affondare i barconi dei trafficanti di uomi e donne in fuga da guerra e fame? No, meglio rimorchiarli, portarli sottocosta “e lì creare una filiera produttiva per lo smaltimento di queste navi”. L’idea è del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che la formula in un videoforum su Repubblica.it, specificando che si tratta di un passo che “propongo all’interno di una strategia internazionale”. Smaltire in maniera corretta e non inquinante i barconi dei trafficanti servirebbe anche a creare un ristoro economico, in termini anche di posti di lavoro, per la Sicilia, “regione paticolarmente martoriata dagli sbarchi”.

Come spiega Galletti, una volta messi in salvo i migranti “se affondiamo i barconi in acque internazionali violiamo almeno tre convenzioni, quella di Barcellona, quella di Londra e quella sulla rimozione dei relitti in mare”. Quindi “noi possiamo fare quell’operazione solo momentaneamente- spiega- se in un momento di emergenza umanitaria come quella c’è una condivisione da parte dei Paesi a violare la normativa”.

Il fatto è che “nel momento in cui affondiamo un barcone in mezzo al mare creiamo un danno ambientale– avverte Galletti- non solo per il relitto ma perché dentro quel relitto c’è il carburante” che “prima o poi esce dai serbatoi e ce lo ritroviamo nei nostri mari e sulle nostre coste”.

Però, ciò detto, “all’interno dell’accordo internazionale che si troverà- prosegue il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti- credo ci sia una soluzione alternativa e vantaggiosa per l’ambiente e per l’economia: là dove sarà possibile se noi riuscissimo a rimorchiare i barconi sulla nostra costa, ad esempio in Sicilia, lo smaltimento del rifiuto pericoloso – perché una barca è tale – può diventare un grande business“.

Per fare un esempio “ricordo il caso ‘Concordia‘ che a un certo punto ha visto un litigio tra porti e Regioni per averla e per lo smaltimento successivo perché crea posti di lavoro ed economia- dice Galletti- noi abbiamo una regione particolarmente martoriata dagli sbarchi che è la Sicilia: questa può essere l’occasione per incentivare e impiantare lì un’industria di smaltimento di queste navi”.

Insomma, le barche dei trafficanti si dovrebbe “rimorchiarle, portarle sottocosta e lì creare una filiera produttiva per lo smaltimento di queste navi”, riprende il ministro. Certo, “la ‘Concordia’ era abnorme e richiedeva profili tecnici dei porti molto avanzati, qui invece parliamo di barche più facilmente rimorchiabili e smaltibili: è un lavoro che sicuramente si può fare”, conclude Galletti, realizzando “opportunità economica e salvaguardia ambiente”.

di Roberto Antonini

23 aprile 2015

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