A Genova il ricordo di Guido Rossa. Mattarella: “Colpevoli fuggiti scontino la pena”

Oggi il presidente della Repubblica ha partecipato alle celebrazioni per i 40 anni dell'omicidio di Guido Rossa, operaio comunista e sindacalista ucciso dalle Brigate rosse il 24 gennaio 1979
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GENOVA – “Coloro che si sono sottratti con la fuga devono scontare la pena comminata“. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Genova, durante la commemorazione per i 40 anni dall’omicidio di Guido Rossa, l’operaio comunista trucidato dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.

Mattarella ha anche ricordato che Rossa seppe battersi per tutti, e ha aggiunto: “La Repubblica gli dice grazie, con il suo assassinio si dimostrò il carattere anti-popolare e antidemocratico del partito armato”.

Per il sindacalista della Cgil Armando Palombo, che oggi di Rossa ha dato un commosso ricordo, “la sua vita finì ma fu anche l’inizio della fine delle Brigate rosse

La giornata dedicata alla memoria dell’operaio e sindacalista si è aperta con la notizia di una scritta offensiva, comparsa in salita Santa Brigida e individuata dalla Digos di Genova, che recitava: “Guido Rossa infame”.

“GUIDO ROSSA INFAME”, INSULTI CONTRO OPERAIO UCCISO DA BR

Guido Rossa infame“. E’ la scritta rivenuta questa mattina dalla Digos nel centro storico di Genova, contro l’operaio dell’Ilva e sindacalista della Fiom che fu ucciso il 24 gennaio 1979 dalle Brigate Rosse, in via Fracchia, nel quartiere di Oregina. Oggi, vigilia del 40esimo anniversario dell’assassinio, nello stabilimento siderurgico di Cornigliano, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà alla commemorazione ufficiale.

La scritta è comparsa in salita Santa Brigida, a pochi passi dalla targa che ricorda Francesco Coco, magistrato ucciso dalle Brigate Rosse nel 1976 nel capoluogo ligure. Insulti anche contro il giornalista del “Secolo XIX”, Marco Peschiera, ritenuto “sciacallo” per un servizio pubblicato nei giorni scorsi. Infine, una terza scritta ricorda alcuni brigatisti: “Mara Cagol, Tino Viel e Gianfranco Zola vivono”.

MATTARELLA NELL’EX ILVA PER 40 ANNI OMICIDIO GUIDO ROSSA

È atterrato alle 11, tra le colline spolverate di neve e la pioggia battente in città, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Genova per celebrare i 40 anni dalla morte di Guido Rossa, operaio comunista e sindacalista della Fiom, ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979 in via Fracchia. Il capo dello Stato, per la quarta volta nel capoluogo ligure nel corso dell’ultimo anno dopo le visite al Gaslini, per i funerali delle vittime del ponte Morandi e al Salone Nautico, è stato accolto dal prefetto Fiamma Spena.

MATTARELLA: LA REPUBBLICA DICE GRAZIE A GUIDO ROSSA

“Onoriamo un uomo, un lavoratore, un delegato sindacale, un militante politico che, nel momento in cui forze eversive e oscure portavano il loro assalto sanguinario alla nostra convivenza civile, ebbe il coraggio di non guardare dall’altra parte, di non cedere alla meschinità della paura, di fronte alla minaccia e alla violenza. Ha pagato il prezzo supremo di chi ha voluto tenere fede al valore supremo della Repubblica“. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Ilva-ArcelorMittal di Genova per la commemorazione dei 40 anni dell’uccisione di Guido Rossa.

“La Repubblica dice grazie a Guido Rossa- prosegue il capo dello Stato- con il suo assassinio si dimostrò il carattere anti-popolare e antidemocratico del partito armato. Guido Rossa seppe battersi per tutti, non si proponeva di diventare un eroe ma voleva essere fedele a se stesso. La democrazia prevalse sorretta da un vasto sentimento popolare”.

“CHI SI È SOTTRATTO CON FUGA SCONTI LA PENA”

“L’impegno delle istituzioni non può dirsi del tutto concluso, l’azione delle istituzioni non può fermarsi finché non sia compiuta giustizia. Coloro che si sono sottratti con la fuga devono scontare la pena comminata perché la democrazia è condizione delicata, la cui cura è affidata alle istituzioni e, non in misura minore, ai cittadini in tutti i luoghi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, questa mattina a Genova nel suo intervento alla commemorazione per i 40 anni dell’uccisione di Guido Rossa.

“Continueremo a custodire la memoria dei tanti che negli anni di piombo sono divenuti vittime del terrorismo brigatista, delle sue spietate filiazioni, dello stragismo della galassia dell’eversione neofascista- prosegue il capo dello Stato- ancora ci chiediamo come sia potuto accadere ed è un interrogativo attuale per impedire che forze oscure avvertano nuovamente la tentazione di tornare all’attacco”.

Per Mattarella, infatti, “a decenni di distanza, quell’impegno non può dirsi del tutto concluso. L’azione delle istituzioni per ristabilire piena luce, dove questa e’ ancora lacunosa, non può fermarsi. Cosi’ come una definitiva chiusura di quella pagina richiede che sia resa compiuta giustizia e scontino la pena loro comminata quanti si sono macchiati di gravi reati e si sono sottratti con la fuga alla sua esecuzione”.

In questo percorso, conclude il presidente, “la memoria è parte vitale della costruzione del nostro futuro. Non saremo mai veri protagonisti se non avremo la forza di riconoscere la continuità dei valori, degli ideali, delle conquiste sociali raggiunte nel cammino di cambiamento della nostra comunità. Assumersi delle responsabilità è difficile e può diventare pesante: ma l’Italia nel suo progredire, a partire dalla Resistenza, si è basata su questa capacità”.

PALOMBO (CGIL): “CON SUA MORTE INIZIÒ CADUTA BR”

Si è conclusa con la benedizione della targa forgiata per l’occasione all’interno dello stabilimento Ilva-ArcelorMittal di Genova Cornigliano, la cerimonia di commemorazione dei 40 anni dell’assassinio di Guido Rossa, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Davanti al capo dello Stato gli alunni dell’istituto comprensivo Oregina, quartiere in cui abitava e venne ucciso l’operaio, sindacalista e militante comunista, che sventolano le bandiere arcobaleno della pace.

La cerimonia ufficiale è stata aperta da Armando Palombo, rsu Fiom Cgil della fabbrica, che ha ricordato come “il compagno Guido Rossa cadeva 40 anni fa sotto il piombo del terrorismo. Oggi, come ogni anno, lo ricordiamo nella fabbrica dove lavorava. E’ motivo di orgoglio e soddisfazione che in questa ricorrenza sia con noi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che salutiamo con profondo affetto”.

Il metalmeccanico ricorda che “la fabbrica è conosciuta come la fabbrica di Guido Rossa ma è anche quella che ha segnato momenti di unità e lotta sindacale. Siamo orgogliosi di essere operai di questa fabbrica che è stata acquisita dal primo gruppo mondiale della siderurgia. Speriamo che il futuro ci permetta di dire che siamo ancora orgogliosi del nostro lavoro”. Infine un ricordo anche a Eros Cinti, che verrà citato anche da Mattarella, l’operaio mancato due giorni fa mentre lavorava all’Ansaldo.

L’amministratore delegato di Arcerlor Mittal, Matthieu Jehl, afferma di sapere “quanto è importante per questa comunità il senso di appartenenza. Siamo arrivati solo da pochi mesi ma la storia di questa azienda italiana è grande. Non vogliamo solo ricordarla e rispettarla ma anche farla nostra con tutti i suoi valori e le tradizioni. Guido Rossa è punto di riferimento per ognuno di noi, ci ha insegnato che la volontà di agire in modo esemplare è la lanterna che deve ispirare le nostre azioni”.

Il cappellano di fabbrica, don Franco Molinari, ricorda “l’attaccamento al lavoro e all’azienda espresso con grande professionalità” da Guido Rossa, “un uomo che non ha ricercato vantaggi personali dal suo impegno sindacale e politico. La Chiesa genovese ama e difende il lavoro nella nostra città e si augura che questo patrimonio venga adeguatamente salvaguardato e valorizzato”.

Più articolato l’intervento dell’ex segretario della Camera metropolitana del lavoro di Genova, Ivano Bosco, che sottolinea come si possa e si debba “fare di più per rendere il lavoro sicuro, la vita delle persone deve essere messa al primo posto nell’ordine delle priorità. Se non facciamo vincere questa cultura, è ipocrita venire a piangere i morti”.

Il sindacalista ricorda Rossa come “un uomo normale, un delegato di fabbrica, un militante del Pci, che decise di denunciare un compagno di lavoro pur sapendo a cosa andava incontro. Da 40 anni Genova si ferma il 24 gennaio per ricordare. Non è un esercizio di retorica, sarebbe il modo più sbagliato per ricordarlo. La sua vita finì ma fu anche l’inizio della fine delle Brigate rosse“.

Prima dell’intervento di Mattarella, tocca ai rappresentanti istituzionali locali. Il sindaco Marco Bucci ricorda “il giorno del funerale di Guido Rossa. Io ero a Livorno a fare il servizio militare, ma eravamo tutti davanti alla tv a vedere 250.000 persone sotto la pioggia in piazza De Ferrari. In quel giorno mi sono sentito molto orgoglioso di appartenere alla stessa città. Genova è una città che ha sempre precorso i tempi: ci siamo liberati dall’occupazione nazista da soli”.

Il primo cittadino sottolinea che “oggi abbiamo sfide incredibili di fronte a noi: non solo il ponte ma il lavoro, la sfida di far tornare Genova una grande città. Uomini come Guido Rossa che hanno rimesso la vita per la propria visione, sono gli esempi di cui abbiamo bisogno”.

Infine, il governatore ligure, Giovanni Toti, rammenta che “come oggi, pioveva anche il giorno dei funerali di Guido Rossa in piazza De Ferrari. Ci sono giornate in cui il presente inizia a emendare il passato e costruire un futuro migliore. Quella è stata una di queste giornate. L’ultima volta che quella piazza si è riempita così tanto è stato a un mese dal crollo del Ponte Morandi mostrando la voglia di sconfiggere un passato diverso ma ugualmente orribile per il carico di morti che si è portato dietro. Si è rinsaldato quel patto sociale che ci fa essere tutti parte della nostra storia e del nostro futuro”.

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23 Gennaio 2019
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