Scientificamente

Paolo Nespoli e il sogno (im)possibile tra le stelle

ROMA  – Paolo Nespoli è tornato sulla Terra dopo 139 giorni sulla Stazione spaziale internazionale ed è pieno di energia, con qualche piccola nostalgia per la microgravità e le idee chiare per il futuro. Certo, non ha ancora “deciso cosa fare da grande” , come ammette scherzosamente lui stesso, ma quello che è certo è che continuerà il suo straordinario lavoro di divulgazione scientifica e ispirazione per i più giovani (e non solo). Mentre è al Johnson Space Center di Houston per le canoniche prime sei settimane di riabilitazione alla vita terrestre, si è collegato con la sede dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) a Roma per un’ora di chiacchierata con la stampa sulla missione Vita e, in generale, sullo Spazio.


Nespoli racconta che, dopo quest’ondata di socialità, gli piacerebbe continuare a parlare con la gente. E ai ragazzi dice: “Sognate l’impossibile”.

“Una delle cose che mi è sempre piaciuto fare è parlare nelle scuole, o comunque parlare con i ragazzi. Lo Spazio ha capacità di cogliere la loro attenzione e tenerla ferma. Vedo questo luccichio negli occhi quando si parla di Spazio, di razzi, di pianeti, di andare fuori dal mondo. Mi piace vedere che loro non hanno problemi e non pensano che siano cose impossibili: la vedono come una cosa quasi normale, mi piace questo dialogo. Mi piace sfidarli, fargli capire che devono guardarsi attorno, capire quali sono le loro capacità, le loro aspettative, le loro passioni cercare di esplorare tutto quello che gli sta attorno… e poi trovare un sogno. Quello che dico ai ragazzi di solito è di sognare una cosa impossibile. Di non sprecare un sogno per una cosa normale. Sognare una cosa impossibile e poi svegliarsi e darsi da fare. Perché anche i sogni più impossibili ogni tanto si realizzano”.

LA VITA DA EXTRATERRESTRE

Lui qualcosa di impossibile lo ha sognato, tanti anni fa. Andare tre volte nello Spazio, l’ultima a 60 anni, non è da tutti. E adesso confessa che la microgravità gli manca, come se fosse diventato, in parte, un extraterrestre.

“La microgravità ti vizia. Ti senti veramente leggero, dormire è una pace assoluta”. Certo ci sono degli aspetti negativi, gli occhi che si gonfiano, che si irritano, ma Nespoli sogna un futuro in cui lo Spazio sia un meta turistica. “Aspetto con ansia che ci sia la possibilità per tutti di andare nello Spazio. Vi garantisco che provare questa sensazione di microgravità così come guardare la Terra da lassù, vedertela passare sotto con tutti i continenti, è una cosa veramente incredibile. Vorrei che tutti provassero questa sensazione: secondo me diventeremmo tutti molto meglio dei terrestri”, dice.

I PROBLEMI VISTI DA UN’ALTRA PROSPETTIVA

Non c’è solo la meraviglia, per chi vive nello Spazio. Stare in orbita a 400 chilometri da noi terrestri aiuta anche a concentrarsi su temi importanti, lasciando indietro questioni microscopiche.

“In generale gli alti e bassi della vita normale che vediamo in tv tutti i giorni, lì non li sentiamo. Siamo più attenti cosa più macroscopiche. Sulla Terra invece siamo troppo attenti a cose più microscopiche non ci rendiamo conto che ci sono cose importanti e che non vediamo perché stiamo col naso schiacciato per terra”.

NESPOLI… TURISTA SPAZIALE

Nespoli, infine, traccia la linea del suo futuro: non sappiamo come andrà, ma, assicura, tra vent’anni gli piacerebbe tornare nello Spazio: sì, ma da turista.

“Spero che il turismo spaziale diventi una realtà sempre più veloce, che i prezzi si abbassino. E chissà, tra una ventina d’anni se avrò la possibilità e la capacità mi piacerebbe sicuramente tornare in orbita da turista e stare appiccicato alla finestra a guardar giù, tornando sulla Terra dopo aver goduto per un’altra volta di quest’esperienza incredibile”.

di Antonella Salini, giornalista professionista

22 dicembre 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»