A Venezia le vigilesse devono avere i capelli curati. Per regolamento - DIRE.it

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A Venezia le vigilesse devono avere i capelli curati. Per regolamento


VENEZIA – Le regole imposte alla Polizia del Comune di Venezia costituiscono un “elenco tanto assurdo quanto paradossale e soprattutto umiliante”. Lo affermano la Fp-Cgil di Venezia e nazionale, sul piede di guerra per il nuovo regolamento “varato pochi giorni fa con una delibera dal Comune guidato da Luigi Brugnaro, e non con voto del Consiglio”. Il nuovo regolamento prevede che “le donne del corpo di Polizia locale abbiano: capelli ordinati, ben curati e, se tinti, di colore naturale; niente taglio bizzarro od inusuale; un uso moderato di cosmetici, elencati in dettaglio: rossetto, cipria, fard, fondo tinta, mascara e ombretto”, continua il sindacato, “ed è fatto obbligo anche di indossare biancheria intima, compreso il reggiseno“. Per gli uomini, invece, il divieto riguarda “i capelli sotto le orecchie, l’uso di cosmetici, di orecchini o altro tipo di piercing”.

Queste indicazioni “sfociano nel colore”, spiega il sindacato, ma a preoccupare sono soprattutto le “pesanti ricadute sul personale, a partire da turni quotidiani articolati su ventisei ore giornaliere”. In più, lo straordinario non sarà più riconosciuto in occasione “di particolari, ma non meglio precisati” servizi imposti ai dipendenti. Si innalza inoltre il limite di età per il servizio notturno, ed è previsto l’obbligo di “programmare le ferie dell’intero anno entro metà gennaio”. Si tratta degli “ennesimi atti autoritari e vessatori verso il corpo di polizia locale dell’amministrazione Brugnaro”, conclude il sindacato, rilanciando la mobilitazione del corpo prevista per venerdì 23 dicembre.

22 dicembre 2016
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