In Regione protestano tutti: forestali, addetti turismo e imprese teatrali

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CAGLIARI – Mattinata di protesta oggi sotto i portici del palazzo del Consiglio regionale di via Roma. Al presidio annunciato dei lavoratori dell’Ente foreste organizzato dalle segreterie regionali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, si sono aggiunti i lavoratori stagionali del settore turistico e servizi che manifestano contro il Naspi (l’indennità di disoccupazione che sostituisce la precedente Aspi, ndr) e le piccole imprese del comparto della cultura e dello spettacolo.

I forestali, in concomitanza con la discussione della Finanziaria che riprenderà questo pomeriggio alle 16, chiedono l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo dei dipendenti dell’Ente: “Nella manovra mancano le risorse del contratto- spiega il segretario generale Flai Cgil Sardegna Raffaele Lecca-. La Giunta ha individuato circa 370.000 euro per rinnovare il contratto per circa 6.000 lavoratori che nella maggior parte dei casi percepiscono retribuzioni ben al di sotto della soglia di povertà. Chiediamo al presidente del Consiglio e ai capigruppo risorse sufficienti, che noi stimiamo in circa 3 milioni di euro“. Alle 12.30 una delegazione incontrerà a questo proposito i capigruppo in Consiglio.forestali_sardegna2

Cinquecentomila euro in più nella manovra chiedono invece le associazioni appartenenti ad Asso artisti Confesercenti e Cosass (Coordinamento spettacolo e arti sceniche), che lamentano un disequilibrio nella distribuzione di risorse pubbliche a svantaggio delle piccole imprese culturali: “I grossi teatri hanno subito tagli intorni al 20-30%, le piccole realtà almeno il doppio e rischiano di scomparire nel giro di un anno o due”, spiega Rizziero Moretti dell’associazione culturale carlofortina “Botti du Shcog”.

Sul banco degli imputati finisce anche la delibera dell’assessore della scorsa legislatura Sergio Milia sui finanziamenti agli spettacoli, che di fatto assegna più punteggio a quelle imprese che garantiscono posti di lavoro stabili, penalizzando quindi le imprese culturali più piccole: “Questa Giunta, che non so più se sia di sinistra o destra, aveva promesso che avrebbe abolito immediatamente la ‘Milia’, che contiene criteri killer, ma non l’ha mai fatto- sottolinea Giulio Landis, attore, regista e direttore artistico della compagnia Antas Teatro-. L’auspicio è che si produca almeno un atto che possa salvare le piccole e medie imprese”.

di Andrea Piana, giornalista

22 Mar 2016
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