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Autismo, come funziona la Pre-autistic behaviour scale

autismo minori (700 x 465)ROMA – Il significato della ‘Pre-autistic behaviour scale’ è legato alla relazione. “Tutti i movimenti, i suoni, gli sguardi del bambino devono essere rivolti ai genitori in senso comunicativo-intenzionale. Nessuno di questi aspetti altrimenti verrà rilevato durante l’osservazione”. Lo chiarisce Stella Acquarone, direttrice della Parent infant clinic e della School of Infant Mental Health di Londra, al seminario internazionale dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) oggi a Roma.

“Dobbiamo mantenere separate le aree esaminate (intersoggettiva-sociale, sensoriale, motoria posturale, emozionale e gli effetti sui caregiver), che andranno analizzate in base all’età del piccolo- continua la terapeuta- e differenziare cosa possa essere indotto da un’esperienza traumatica vissuta dal bambino: i prematuri possono mostrare, ad esempio, un’insofferenza rispetto al contatto sulla testa perché hanno portato la cuffia”.

La scala permette di intercettare quindi le difficoltà e i disagi di genitori e figli. Uno strumento nuovo nel suo genere, utile ai clinici per individuare le aree di rischio e, successivamente, capire come aiutare padri e madri a sintonizzarsi con i loro piccoli. Uno strumento di osservazione che “ci fa cogliere dei segni pre-autistici proprio perché indaga le aree coinvolte in questo disturbo: sociale, emozionale e comunicativa”.

La direttrice della Parent infant clinic  puntualizza: “È molto facile giudicare le madri, ma un bambino autistico rende la mamma più fredda perché è pesante il confronto con gli altri minori”. L’autismo è un affare di famiglia, “che diventa deforme perché il comportamento del bambino modella quello dei familiari”.

Acquarone crede “che i soggetti autistici e pre-autistici abbiano molto nella loro mente, ma non riescano a gestirlo, a trovare un senso e un significato. Così sviluppano una struttura per proteggersi. Noi dobbiamo tirarli fuori da questo stato- rimarca la terapeuta- dare loro un linguaggio delle emozioni per aiutarli a cambiare i meccanismi consolatori”.

Vengono registrati quindi stati di fragilità. “Spesso troviamo minori distanti- aggiunge- sono fragili come le orchidee ma non autistici. L’autismo si diagnostica a 3 anni, fino ad allora abbiamo un tempo per lavorare sui comportamenti non funzionali alla relazione”.

Tanti gli aspetti osservati dalla Scala: rumori e gesti che cercano una risposta affettiva dal partner; movimenti della bocca, della lingua, delle mani, la riproduzione sonora dei bambini; la capacità di questi di indicare oggetti o un interesse.

Al momento dell’allattamento, viene valutata l’attitudine del neonato quando mangia: gira la testa verso la madre? Muove le braccia e si avvicina al seno? Tutta la gestualità del piccolo arriva intorno ai 18 mesi, anche l’attenzione condivisa è successiva e permette di capire se il minore sa giocare da solo o con gli estranei.

Vengono esaminati pure i comportamenti reattivi: La tolleranza del bambino alla frustrazione, l’accettazione del calore emozionale, il sapersi barcamenare rispetto agli eventi stressanti e la capacità di adattamento ai cambiamenti.

Per l’area sensoriale ed emotiva si nota, tra l’altro, se il piccolo tocca la sabbia, il dido o sostanze composte da materiali morbidi. Se risponde al suo nome, ai rumori e agli odori. Nel motorio gli analisti guardano, inoltre, come usa le mani, se sale sulle cose, se si nasconde e sa esprimere con il corpo i propri stati emotivi, fronteggiando le difficoltà dell’ambiente.

Infine, la ‘Pre-autistic behaviour scale osserva anche la madre: “Si parte dallo sguardo, dal contatto visivo con il bambino e dalla sua capacità di mantenerlo. Si cerca di notare se parla al figlio, se sa attendere una sua risposta. In genere- conclude la direttrice- la mamma anticipa sempre il comportamento del bambino”.

di Rachele Bombace

22 marzo 2015

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