San Marino

Vaccini, Caruso: “A rischio accordi Marche-Emilia Romagna”

SAN MARINO – Nella politica sanitaria sui vaccini a San Marino “bisogna intervenire o potrebbero essere a rischio gli accordi stipulati con le Regioni limitrofe”. Lo dice Bianca Caruso, nel discorso odierno di fine mandato, Direttore generale uscente dell’Iss, Istituto per la sicurezza sociale della Repubblica di San Marino. Prima di iniziare il suo intervento, di fronte ai dipendenti e alla stampa, Caruso si presenta con in mano l’opera del virologo Roberto Burioni, dal titolo “Il Vaccino non è un’opinione”. Anticipa così che su questo argomento dedicherà uno spazio nel suo discorso. “Ora che la campagna elettorale si è conclusa- spiega poi infatti- si può tornare a parlare di politica sanitaria senza strumentalizzazioni”. Volente o meno, di fatto Caruso interviene a gamba tesa sul segretario di Stato alla sanità in pectore, Franco Santi, già ampiamente criticato per la mancata vaccinazione dei figli, dentro e fuori la Repubblica. Il nocciolo della questione è che “per alcune patologie- spiega- la copertura delle vaccinazioni nella popolazione sammarinese è scesa sotto la soglia raccomandata dall’Oms e dal Piano nazionale italiano dei vaccini 2016-2018, come per esempio per il Morbillo”.

Su questa “problematica seria”, ricorda che Direzione e Comitato esecutivo da tempo hanno segnalato “la necessità di una più incisiva azione nel potenziamento delle coperture vaccinali nella popolazione”. Sostenere che i recenti accordi con Marche ed Emilia Romagna sono a rischio “non è allarmismo- puntualizza- perché l’Italia, dal ministero agli assessorati alla Sanità, conoscono già da diversi mesi quale sia la situazione sammarinese che non è affatto ignorata”. L’allarme poi riguarda il più ampio tema della rete sanitaria che Caruso stessa ha contribuito a costruire per San Marino. “Una delle direttrici- spiega infatti- su cui ho investito molte risorse in termini di tempo e anche di mie relazioni personali è stata quella di costruzione, potenziamento e implementazione di una rete sanitaria che potesse mettere l’Iss in asse con le migliori realtà italiane e non solo”.

Ne cita alcuni, l’accordo con Ieo, con il policlinico Gemelli, con l’Università Cattolica, con Bocconi, con Sloan Ketterin di New York, con le Marche e con l’Emilia Romagna appunto. “È un lavoro che non può dirsi ancora concluso e che va mantenuto- manda a dire- perseguendo quegli obiettivi di adeguamento, confronto e crescita culturale e scientifica del personale Iss senza i quali tale rete sanitaria è destinata a sfaldarsi presto”. E in quest’ottica si inseriscono le politiche sanitarie di San Marino, sottolinea, incluse quelle sui vaccini.

21 dicembre 2016
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