Report della Commissione Finanze del 21 novembre

  Le dimissioni di Raffale Capuano da Banca centrale occupano la seduta di oggi pomeriggio della Commissione consiliare Finanze, i cui lavori restano fermi al Comma comunicazioni. Assente per malattia il Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, è sostituito dal “collega” Marco Podeschi, a lui quindi il compito di replicare agli attacchi dell’opposizione.

         A iniziare è Francesco Mussoni, Pdcs: con l’addio di Capuano la reputazione dell’istituzione Bcsm è stata definitivamente cancellata- manda a dire- e non da chissà chi, ma da un metodo di gestione della vicenda da parte del governo assolutamente nefando”. Per Iro Belluzzi, Psd, dalla lettera con le motivazioni della scelta di Capuano, si evince che “governo e maggioranza, la politica, non hanno la minima idea di come approcciare la ristrutturazione del sistema bancario”. Teodoro Lonferenini, Pdcs, solleva dubbi sulla perquisizione, uno degli elementi che avrebbero portato il Dg alla scelta di abbandonare. La circostanza, come è descritta, è “assurda”, spiega il consigliere: se Capuano era estraneo alle indagini infatti avrebbe dovuto essere informato della perquisizione, diversamente, se non lo era . “Perchè se ne è andato?- chiede Lonfernini- dobbiamo saperlo”. Alessandro Mancini, Ps, punta il dito contro le responsabilità del governo emerse “tra le righe” della lettera  di Capuano: “Leggiamo che si è sentito abbandonato e non supportato nella sua mission- spiega- per mancanza di certezze giuridiche che doveva trasmettergli il governo, il Ccr”. Roberto Ciavatta, Rete, rileva poi che il testo della lettera consegnato ai capigruppo è diverso da quello diffuso dalla stampa: “Nella lettera che abbiamo- spiega- scompare, tra le motivazioni, quella legata all’incertezza economica”. Ma la questione del compenso e i suoi limiti legati al tetto di 100 mila euro può aver rappresentato una delle motivazioni delle dimissioni. “La legge sul tetto degli stipendi è considerata dalla stessa maggioranza inacettabile- osserva Ciavatta- ma è la legge”. Lo stesso civico apre quindi a possibili modifiche della norma: “Scaduti i tre anni dal referendum- manda a dire- un ragionamento laico si potrà anche fare per cambiarla”.

         Ma le domande arrivano anche dai commissari di maggioranza: citando alcuni passaggi della lettera di Capuano, Roberto Giorgetti, Rf, pone una serie di interrogativi. Tra cui “Chi si oppone all’inserimento nel contesto internazionale del sistema sammarinese ‘con i vincoli che ne conseguono’?- domanda- è un problema del governo, di Bcsm, ci sono altre forze che si oppongono? Io vorrei sapere”. Al termine del lungo elenco di domande, lo stesso capogruppo di Rf spiega poi che al momento informazioni non ci sono e chiede ufficialmente che nel prossimo Consiglio siano fornite risposte. Altre domande le pone Matteo Ciacci, Rf, anche sulla perquisizione: “Qualcosa molto probabilmente non avrà funzionato- ipotizza- hanno sbagliato qualcosa gli organi dello Stato?”. Quindi Podeschi ammette che “quanto è accaduto non lascia indifferente nessun sammarinese che sia in Consiglio o al governo”. Per avere informazioni, spiega, bisogna aspettare l’ufficializzazione delle dimissioni del Dg da parte del Consiglio direttivo di Bcsm. Una riunione è in agenda domani, “poi si avranno poi tutti gli elementi- chiarisce- per espletare il dibattito in Consiglio”.  Podeschi rende conto di quanto fatto dall’esecutivo appena ricevuto la lettera di Capuano, in primis la richiesta di un comma ad hoc nel Consiglio grande e generale che si aprirà mercoledì. Richiama poi Banca centrale “a fare la sua parte”: “Non ho visto precisazioni da parte di Bcsm in questi giorni- osserva- ad oggi nessuna sua comunicazione ufficiale è stata diffusa”. Infine, richiama la politica a compiere una riflessione sul futuro di Banca centrale: “Nella scorsa legislatira non è stata ritenuta prioritaria la riforma di Bcsm- sottolinea- oggi si impongono invece risposte celeri”.

            La seduta del pomeriggio si interrompe alle 20: il dibattito in comma comunicazioni riprenderà in seduta notturna, per poi procedere al comma 2 “Dibattito in merito alla presentazione del Programma Economico 2018”.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma 1. Comunicazioni

Tony Margiotta, Ssd, presidente

Alcune comunicazioni del Presidente. Era stata inviata al dottor Capuano una lettera per chiedere la sua disponibilità per un’audizione a questa commissione, viste le ultime vicissitudini, attendiamo sviluppi.

I consiglieri Mussoni e Lonfernini hanno inviato una lettera al presidente della Commissione Finanze- che mi sono adoperato ad inviare a tutti i commissari- con alcune proposte di riforma dello statuto di Bcsm, non appena entreremo in argomento, la lettera sarà tenuta in considerazioni. Infine comunico l’assenza del Segretario di Stato Celli perchè sta male e in sua sostituzione c’è oggi il Segretario Podeschi.

Francesco Mussoni, Pdcs

La lettera citata dal Presidente è un documento politico che io e il collega Lonfernini abbiamo ritenuto di depositare alla commissione e che, alla luce dei fatti recentissimi, reputiamo sia meritevole di attenzione. Qui la reputazione dell’istituzione Bcsm è stata definitivamente cancellata e non da chissàchi, ma da un metodo di gestione della vicenda Bcsm -da parte del governo- assolutamente nefando. La Dc si era espressa contro la votazione del dott. Capuano non per fatto personale, ma per un fatto di metodo. Contro la modalità con cui il governo ha voluto procedere, per aver voluto la nomina da un Consiglio direttivo di cui 4 su 5 membri erano dimissionari, come lo stesso presidente.  Governo e maggioranza avevano proceduto alla nomina senza mettere in chiaro le condizioni economiche, la missione  e le linee su cui il direttore avrebbe dovuto lavorare per garantire la tenuta e lo sviluppo del sistema bancario. Oggi, a distanza di poco tempo, apprendiamo dalla stampa le dimissioni del dott. Capuano, a noi è sembrata una nefandezza.

Maggioranza e governo potevano ascoltare la valutazione di buon senso fatta a suo tempo dall’opposizione, che chiedeva una condivisione politica sulla figura e sugli obiettivi del direttore. Nella lettera del dott. Capuano, al di là di quello che il governo vuole fare, emerge chiaramente come le sue dimissioni ci sono state soprattutto perché, come scrive, “non intravvede la chiara volontà di affrontare i problemi del sistema nel modo che ritiene corretto”. E dal mio punto di vista evidenzia come ci siano elementi da chiarire. Sono dimissioni rispetto a cosa? Non c’è neanche la soluzione sul tipo di contratto, forse è una consulenza, e sullo stipendio. Forse con il commissariamento della fondazione Bcsm sono venute meno le risorse da destinare a Capuano. Nella lettera si dice che manca poi un aspetto importante, un progetto del governo sul sistema bancario. Il direttore uscente ci dice che in realtà non c’è un mandato chiaro, una posizione chiara del governo rispetto al suo mandato. Qui non si fa polemica e si grida al lupo al lupo, ma vi rendete conto signori cosa è successo, nonostante l’invito dell’opposizione a sedersi lalo stesso tavolo?

Si è interessata a San Marino la stampa italiana, in un momento in cui non ci sono problemi di tipo bilaterale, ma una incapacità a gestire la situazione. L’attenzione dei media c’è perché sono fatti eclatanti.
Oggi c’è conferma che Capuano non ritirerà le sue dimisisoni. Quindi il consiglio direttivo di Bcsm e il governo dovranno nominare un nuovo direttore. Il metodo non ha funzionato, vogliamo fermare le bocce, sederci ad un tavolo e valutare insieme le scelte per il sistema Paese o volete continuare a fare danni su danni?

Forse non siete in grado di fare nomine di questo tipo e di gestirle. Vogliamo cercare una condivisione su come uscire da questa situazone. Chiediamo si faccia un passo indietro da un punto di vista politico, chi lo deve fare lo faccia. Se non siete capaci dovete cominciare ad ammetterlo, e dovete cominciare a sedervi ai tavoli, avete l’occasione di fare una nuova nomina condivisa, facciamola.

Iro Belluzzi, Psd

Capisco che  il segretario Podeschi si può trovare spiazzato. Sarebbe stata utile, ad apertura del comma, qualche delucidazione. Se maggioranza e governo si rendono conto di aver fallito l’obiettivo di ristrutturazione del sistema bancario, se decidete di coinvolgere seriamente tutte le forze politiche del paese, saremo disponibili, ma i richiami all’unità nazionale dall’opposizione preferisco non svolgerli. Faccio qualche domanda a vorrei qualche chiarimento. Le dimissioni sembrano strane, la lettera che ci è stata consegnata non è firmata, che valore ha? Probabilmente uno degli elementi che ha creato i primi ripensamenti di Capuano è legato alla questione stipendio, ma forse nella lettera è stato messo in secondo piano. Confrontando la lettera di dimissioni del presidente Grais e di Capuano riemerge sempre lo stesso punto focale: governo e maggioranza, la politica, non hanno la minima idea di come approcciare la ristrutturazione del sistema.

Siamo venuti a sapere che la nomina di Capuano sia stata voluta fortemente dal Segretario Celli e che in maggioranza Repubblica futura fosse preoccupata. C’è poco da urlare ed essere retorici, siamo tutti preoccupati, e stiamo assistendo allo stato di smarrimento da parte dei cittadini.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Eravamo convocati oggi anche per trovare una data all’udienza del direttore Capuano, ma ci troviamo a discutere con sorpresa delle sue dimissioni. Voglio far presente la posizioni di un membro di maggioranza che non cito, perché non presente. Qualche ora dopo le dimissioni di Capuano e dopo gli interventi del Tg5, scrive che ‘andava tutto troppo bene, le banche erano contente, Abs soddisfatta, i commenti internazionali positivi, bisognava trovare il modo per andare via’. Forse mi viene da dire che qualcuno non ha capito fino a ieri di vivere su questo Pianeta. Come si fa a dire che va tutto bene e che gli operatori sono soddisfatti e dire che le cose sono sempre artefatte e strumentali? Oggi, segretario Podeschi, non si assuma responsabilità che non ha, nel governo c’è invece chi ha responsabilità. Il gioco di responsabilità è troppo rischioso. Non meravigliatevi se i media italiani si interessano di noi. Forse era il caso di rinviare la commissione alla presenza del Segretario Celli per capire anche cosa sta accadendo in Bcsm.

         Nella lettera di dimissioni Capuano dice di tutto e di più, dice che se ne va perché ha subito una perquisizione. Sostenere che quella circostanza era assurda- che non fosse coinvolto nelle indagini e non fosse a conoscenza della perquisizione- ed è causa delle dimissioni è offensivo dell’intelligenza non solo nostra, ma dell’intera cittadinanza. Perchè se ne è andato? Dobbiamo saperlo. Pretendo, sotto l’aspetto istituzionale, di avere già dalla prossima settimana una audizione- se vuole segreta presidente- ma che il segretario Finanze porti tutti gli elementi per valutare cosa davvero è accaduto all’interno di Bcsm. Se no, non meravigliatevi di ripensare una legge che istituisca una commissione di inchiesta che chiarisca sia chi ha responsabilità esterne sulle situazioni precedenti e ma anche chi ha responsabilità interne sotto il profilo politico: misureremo lì quanto c’è la voglia e capacità di essere davvero trasparenti.

Roberto Giorgetti, Rf

Gli interventi che mi hanno preceduto si sono dilungati su vicende diverse nei mesi scorsi in cui le posizioni restano lontante. Prima una questione di metodo: nell’ultimo Odg si è deciso di inserire uno specifico comma dove trattare in modo ampio proprio la vicenda che sta occupando questo comma, ovvero la vicenda Capuano. E sarà un comma in seduta pubblica. Quindi la sua richiesta – consigliere Lonfernini- è superata, ci sarà un comma nel prossimo Consiglio. Questi giorni devono servire al governo ed altri per acquisire informazioni su cosa è avvenuto. Io credo la lettera di Capuano ponga una serie di elementi che necessitano chiarimenti: una parte della lettera in cui  motiva le sue dimissioni- o la risoluzione della consulenza- richiama la mancanza di certezze giudiriche- non legislative- sia rispetto al sistema bancario e sulla sua posizione rispetto la banca. Io vorrei sapere di che mancanze giuridiche stia parlando, questo richiede approfondimenti precisi perché ne va del futuro della credibilità del sistema paese a livello internazionale. Quindi altro aspetto: chi si oppone all’inserimento nel contesto internazionale del sistema sammarinese ‘con i vincoli che ne conseguono’? E’ un problema del governo, di Bcsm, ci sono altre forze che si oppongono? Io vorrei sapere. Infine, rispetto alle incertezze giuridiche che definisce gravi per la perquisizione subita senza sua autorizzazione, io vorrei capire: o tutto è stato fatto in modo lineare, allora è giusto che sia così, o se c’è stato qualcosa che non è andato nel verso giusto, credo sia necessario capire bene cosa è successo. Mi associo a chi chiede di capire cosa è avvenuto. Ma prima ancora di costruire teorie, sarebbe bene di poter avere una serie di informazioni che al momento non abbiamo. Il comma specifico in Consiglio consentirà di avere elementi oggettivi e non opinioni dei singoli.
E’ stato poi citato nella lettera di Capuano l’aspetto ecoomico come concausa: anche qui è da capire bene. Forse conviene fare un ragionamento in generale: può essere che chi dirige Banca centrale deve guadagnare 3-4 volte meno del suo vice? E’ sostenibile e razionale una situazione di questo tipo?  E’ un problema che si ripete in ambito sanitario, nel tribunale… Parliamo anche della questione mediatica: è evidente che quando certi rapporti si interrompono in modo traumatica, come con Savorelli, che si crei un rapporto successivo positivo. Se dietro a Savorelli c’è una struttura ramificata, è ipotizzabile ci siano state delle reazioni in questo senso? Diversamente è difficile capire come mai, su una serie di organi di informazione italiani, siano usciti una serie di attacchi mediatici contro il nostro Paese, facendo leva su dati vecchi di oltre un anno?

E poi cosa sta succedendo dentro Bcsm? Sulla questione ‘Titoli’ il governo ha richiesto informazioni ma non ha avuto nulla. Anche qui c’è qualcosa che non torna. Una volta che si riescono a mettere sul tavolo tutta una serie di informazioni, poi si possono fare le analisi politiche più svariate, ma tuttora mi sembra manchino notizie rilevanti e chiedo ufficialmente che nel prossimo Consiglio questi elementi siano forniti.

Alessandro Mancini, Ps

Gradirei molto il riferimento del governo.

Sds Marco Podeschi
Oggi alle 15,30-16 mi è stata chiesta la disponibilità di essere qui oggi. Vi riporto quello che so, faccio parte del congresso di Stato e sono in quella squadra. Non penso che ci sia impreparazione, inadeguatezza, incompetenza. Le dimissioni di Capuano sono state notificate al congresso di Stato nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, venerdì mattina c’è un comunicato stampa del governo in cui sono ripercorsi una serie di accedimenti e atti formali, e su richiesa del governo è stato inserito un comma all’Odg del Consiglio grande e generale. Tuttora nessun atto formale è arrivato dal consiglio direttivo di Bcsm sulle dimissioni di Capuano, e finché non c’è effettività delle dimissioni il Consiglio  non può prenderne atto. E infatti il comma non accenna alla presa d’atto. Il dibattito è schedulato alle 13 di giovedì, Celli riferirà delle informazioni in nostro possesso. Tutti siamo preoccupati. Il dottor Capuano ha svolto un lavoro molto importante in termini di relazioni internazionali, partecipando ai meeting del Fmi. Quanto è accaduto non lascia indifferente nessun sammarinese che sia in Consiglio o al governo, ed è abbastanza peculiare nella storia di Bcsm. Altro elemento inedito è il recente commissariamento della Fondazione Bcsm. E’ chiaro che a livello mediatico, quando un direttore di un’autorità di vigilanza si dimette a seguito di una perquisizione, solleva interesse nelle testate non solo sammarinesi ma anche italiane. Come è chiaro che nel servizio del Tg5 c’erano una serie di inesattezze. Ma ognuno deve fare la sua parte, non ho visto precisazioni da parte di Bcsm in questi giorni, ad oggi nessuna sua comunicazione ufficiale è stata diffusa. Così come nessuna dichiarazione ufficiale di Bcsm sull’articolo del Tg 5. Il Segretario Celli ha fatto delle precisazioni, Bcsm no. Qualche riflessione va fatta. Prende sempre più quota il tema di riforma dello statutto di Bcsm.  I consiglierei Dc dicono che non siamo bravi nelle nomine in Bcsm, ma tutti quelli precedenti a Capuano non li abbiamo nominati noi. Nella scorsa legislatira non è stata ritenuta prioritaria la riforma di Bcsm, oggi si impongono invece risposte celeri. Sulle dimissioni del Dg Capuano è in calendario una riunione del consiglio direttivo di Bcsm, si avranno poi tutti gli elementi per espletare il dibattito in Consiglio.

Alessandro Mancini, Ps

E’ vero segretario Podeschi che in ufficio di Presidenza è stato inserito un comma specifico, ma anche che da venerdì ad oggi sono successi fatti nuovi, una comunicazione sulla stampa italiana che non lascia indifferenti e il consiglio direttivo di Bcsm che pare abbia respinto le dimissioni di Capuano. Difficile non ipotizzare un dibattito in commissione oggi. Mi aspettavo qualche fatto in più, ma prendo atto che il governo non ha elementi in più da portare, se non delle valutazioni. Oggi Giorgetti riconosce i dubbi sollevati dai cattivi dell’opposizione sono fondati, è una  piccola soddisfazione, ma ce ne facciamo poco. Il problema dei propbemi, invece- forse ci siamo svegliati- è Bcsm, il suo consiglio direttivo che non parla. Il primo attore di tutta la vicenda doveva essere il consiglio direttivo di Bcsm. Oggi tutti i mali sono in Banca centrale quindi eppure pochi mesi fa chi l’attaccava erano coloro che lavoravano contro il Paese. Non possiamo non rilevare che purtroppo la gestione politica della Segreteria di Stato competente è stata una gestione che ha prodotto molti guai. Mi piacerebbe essere smentito, purtroppo credo che sulla bilancia i risultati siano di lunga inferiori ai danni che hanno avuto origine diversa, superficialità, a volte sfortuna, ma tutto è riconducibile al metodo sbagliato. Nessun tipo di confronto e condivisione. La mia forza politica si è astenuta sulla nomina di Capuano, per dare segnale di fiducia verso l’esterno, per riaprire il dialogo con l’Italia. Non ci pentiamo.  Tra le righe delle dimissioni di Capuano leggiamo che si è sentito abbandonato e non supportato nella sua mission, per mancanza di certezze giuridiche che doveva trasmettergli il governo, il Ccr, è questo un passaggio politico nella lettera evidente e piuttosto pesante. C’è anche una questione economica, credo però che gli siano state fatte presenti le nostre norme. E le responsabilità vanno a chi ha gestito la nomina Capuano. Spero che in Consiglio tutte le informazioni possano essere rese pubbliche perché la reputazione della Repubblica oggi è a un livello bassissimo.

Roberto Ciavatta, Rete

Capuano non si dimette, ma dice che non vuole portare avanti il rapporto di collaborazione. Decade dal suo rolo non rinnovando il suo contratto e torna a Roma dove non avrà interrotto il suo rapporto di dipendenza del Mef.

Dagli interventi della maggioranza risulta che  quando parla l’opposizione è perché vuole fare cadere il governo c’è sepre contrapposizione…ma non ci interessa, in realtà quando facciamo segnalazioni non è affatto per mettere a repentaglio la sussistenza di questo governo. Il complotto la maggioranza ce l’ha nella testa. Alcune cose mi preoccupano, più di tutto la mistificazione immediata che è partita dalla prima versione diffusa della letter adi Capuano. Parlo di prima versione perchè in quella consegnata ai capigruppo si fa riferimento solo a incertezze giuridiche e non economiche. Quindi, dalla prima versione sono iniziate immediatamente comunicazioni apparse sui social network dove gli stessi segretari di Stato chiedono conto alla magistratura. Vi chiedo di invitare i vostri ad evitare di fomentare scontri tra istituzioni nei social. Veniamo a Capuano: nella lettera dice ‘le ragioni della scelta sono note’. Se è vero che c’è stato un incontro con Capuano nei giorni precedenti, una indicazione l’aveva già data. E anche io vorrei sapere che contratto avesse in Bcsm. Poi la stampa e Smrtv indicano una versione della lettera che a noi non è arrivata. Devo pensare che la modifica sia avvenuta dal Consiglio direttivo che l’ha consegnata. Non appare più il termine economico: si era vociferato che a Capuano fosse stato promesso un altro aggiramento della norma. La legge sul tetto degli stipendi è considerata dalla stessa maggioranza inacettabile, ma è la legge. Scaduti i tre anni dal referendum un ragionamento laico si potrà anche fare per cambiarla.  Sempre sulla lettera: le perquisizioni in genere si fanno senza autorizzazione, oppure, siamo sicuri non sia stata chiesta autorizzazione?

Resto stupito dall’affermazione di Podeschi, oggi si viene a dire ‘noi avremo sbagliato una nomina, la Dc molte di più’. Ma lei si ricorda chi ha voluto Grais nel governo precedente? Banca centrale bisogna chiuderla, altro che riformarla. Prendete atto dei timori della cittadinanza, cercate di vedere al di là della parola d’ordine che ‘tutto va bene’ quando invece va tutto allo sfascio. Cercate di credermi o di credere agli altri: c’è anche chi questo paese lo vuole risollevare a non gli interessa niente di questa piccola maggioranza. Il mondo non ce l’ha con voi e il contributo della minoranza può essere utile per fare sistema.

Matteo Ciacci, C10

Siamo tutti a dover commentare nuove situazioni critiche di Bcsm.  Siamo tutti preoccupati ma dobbiamo reagire con orgoglio, non assecondando attacchi mediatici che non fanno onore nei confronti chi ha informato giornalisti e media. Non prendiamoci in giro, ascoltando i servizi, si è notato un taglio di un certo tipo che ha messo in evidenza certe personalità piuttosto che altre, mi riferisco a Savorelli e a chi, dietro di lui, ha ancora intenzione di far sfigurare la Repubblica. La risposta deve essere mediaticamente unita perché c’è in gioco l’immagine del nostro Paese. Vedo criticità nelle dimissioni di Capuano e indignazione nei confronti del servizio-attacco mediatico. Ho visto la posizione della Dc che giustifica in parte l’attacco mediatico, non è la mia risposta.

Altro è il tema legato a Capuano. L’ennesima dimissione del Dg in Banca centrale porta a dover aprire una riflessione dal punto di vista politica, non possiamo continuare a dire che va tutto bene, le difficoltà ci sono. La lettera di Capuano la leggo per intero.  Quando parla che non vede la volontà di affrontare il sistema, a cosa si riferisce? Una domanda la voglio fare anche io, da questo punto di vista credo ci sia stata da parte di governo e maggioranza grande fermezza ad avanzare la linea strategica, se ci sono impedimenti che sussistono, li vorrei sapere. Non si può non evidenziare che si fa riferimento a incertezze economiche e giuridiche. Colgo con favore l’apertura sul tetto dei 100 mila euro, la politica deve affrontare in modo obiettivo la realtà, se si vogliono competenze e professionalità bisogna fare un ragionamento su questo tetto. C’è anche un tema politico e l’autocritica ci sta, ma prima vorrei capire e poi fare valutazioni, senza strumentalizzazioni. Poi c’è la mancanza di certezze giuridiche ed economiche, quindi il terzo tema- che non voglio minimizzare -della perquisizione. Non so come sono andate le cose, ma voglio fare chiarezza totale anche su questa perquisizione, qualcosa molto probabilmente non avrà funzionato. Hanno sbagliato qualcosa gli organi dello Stato? Concludo sperando che nessuno all’interno dell’Aula possa minimizzare i contenuti della lettera di Capuano, ripartendo dall’impegno preso da tutti, che ritengo urgente, nei confronti dell’organismo di Banca centrale che va ristrutturato. Tra 6 mesi Bcsm non può essere la stessa di oggi. Abbiamo votato un Odg, lo dobbiamo fare ora. E qualche segnale va dato già anche nel prossimo bilancio.

21 Nov 2017
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