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Il Putin che non ti immagini, incontra gli studenti e parla di amore e libertà

ROMA – “Non ho ancora deciso se proseguire il mio lavoro. Vedremo. Le elezioni sono nel 2018, c’è ancora tempo per la campagna”. C’è quasi un’atmosfera intima nell’incontro che si è svolto a Soci tra il presidente Vladimir Putin e giovani studenti provenienti da 66 regioni della Federazione, riuniti al Sirius Educational Center per ragazzi plusdotati. Nella città ospite dei Giochi olimpici invernali del 2014, il leader russo – noto alle cronache per essere uno statista intransigente e un uomo dallo sguardo indecifrabile – ha scaldato l’atmosfera lasciandosi andare a una chiacchierata amichevole e molto informale. Con la camicia a maniche corte, oltre alle perplessità sul suo futuro in politica – peraltro tutte da valutare – Putin spiega al giovane pubblico quali sono i punti fermi della sua esistenza: la vita, l’amore, la libertà. “La vita è il bene più importante, il più prezioso”, mentre la libertà “finisce dove inizia quella dell’altro”.

Quindi, un tema caro agli adolescenti: i social network. Ma il presidente confessa: “Non li uso molto, non ho tempo. Le mie giornate di lavoro sono così dense, che finisco sempre la sera tardi e allora l’unica cosa che voglio è andare a letto a dormire”. In quei momenti “non sono in vena per Instagram”. Poi, forse per rispondere a una curiosità dei ragazzi, assicura di essere consapevole che esistono ff “per questo o per quel motivo”. Però “non c’entrano con me, quindi fate attenzione: tutto quello che dicono non è stato scritto da me”. La sua speranza è che chi li gestisce “non scriva nulla di brutto”.

Putin non è però estraneo all’uso dei nickname: confida così che quando da giovane lavorò nei servizi di intelligence stranieri, “come voi saprete bene”, aveva diversi alias. All’epoca in cui frequentò la scuola per imparare questo mestiere, ad esempio, il suo nome in codice era ‘Platov’. Ma il suo passato da agente segreto è ormai lontano, e anche se oggi è uno dei leader politici più importanti del mondo, tutto sommato la sua “è una vita normale”.

“Sono un uomo ordinario”, dice, “ma è vero che la mia agenda è sempre piena. Tuttavia incastro gli impegni in modo da riservarmi un po’ di tempo per me: allora ascolto la musica, faccio sport o vedo gli amici”. Il presidente cerca di convincere i ragazzi che lo guardano curiosi e un po’ in soggezione, che ogni lavoro è uguale: “Una giornata di lavoro da capo di Stato non ha nulla di speciale“. Certo, ammette Putin, “ha le sue esigenze particolari, ma quale lavoro non le ha? Ho degli amici musicisti di professione: lavorano fino a 12-15 ore al giorno. Finché il sangue scorre nelle loro dita, continuano a suonare. La dedizione significa questo”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

21 luglio 2017

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