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Roma, via dal centro 185 ambulanti e camion bar. Parte la rivoluzione del decoro

di Nicoletta Di Placido, giornalista professionista

ROMA – Via gli ambulanti da tutta l’area di San Pietro, da Borgo Pio a Castel Sant’Angelo, poi Termini, Esquilino e San Giovanni, ma anche Gianicolo, Villa Borghese, Pincio, Testaccio e Trastevere. È pronta la rivoluzione del decoro che sposterà dalle aree di pregio della Capitale 185 postazioni tra camion bar, ‘urtisti’, posteggi isolati fissi, anomali, edicole e stagionali. Un risultato frutto del Tavolo interistituzionale a cui siedono Campidoglio e ministero dei Beni culturali che, zona per zona, ha ridisegnato il nuovo volto del commercio ambulante romano. Censimenti, valutazioni tecniche e conseguenti divieti che a breve – entro luglio, secondo fonti dell’agenzia Dire – arriveranno sul tavolo della Regione Lazio che dovrà acconsentire al piano di riordino. Poi, le determinazioni del Tavolo del decoro verranno recepite dalle Giunte capitolina e regionale e condivise con il Mibact. Concluso l’iter istituzionale, si potrà procedere con gli spostamenti.

SETTE AMBITI E UN CENSIMENTO CAPILLARE DEGLI AMBULANTI

Il Tavolo ha diviso la città in sette ambiti e per ognuno di questi ha fatto un censimento delle postazioni autorizzate, valutando quelle compatibili e quelle non più compatibili, che dunque verranno spostate. Le prime due aree sono quelle già coinvolte nell’operazione del 2014, sotto l’amministrazione Marino, che ha allontanato camion bar, ‘urtisti’, posteggi fissi e anomali da Colosseo e area archeologica centrale, Circo Massimo e Tridente, piazza Navona e Pantheon.

Entro luglio, invece, arriveranno i risultati per altri quattro ambiti: il tre, quello di San Pietro, Borgo Pio, Conciliazione, Sant’Angelo e Risorgimento, il quattro, che comprende l’area della stazione Termini, piazza della Repubblica e Castro Pretorio, Esquilino e San Giovanni, l’ambito cinque, quello di Gianicolo, Villa Borghese e Pincio, e il sei: Testaccio e Trastevere. Resta il settimo, che riguarda le zone di Caracalla, Cave Ardeatine, Ostiense e Appia antica. Per quest’ultimo, il piano degli spostamenti presumibilmente slitterà a fine settembre.

LE 185 POSTAZIONI INCOMPATIBILI

Schema alla mano, nell’area tre, quella di San Pietro, Borgo Pio, Conciliazione, Sant’Angelo e Risorgimento, le postazioni ambulanti autorizzate, escluse le edicole, sono in tutto 61. Di queste, però, soltanto 19 sono compatibili, mentre le altre 42 andranno spostate secondo la decisione del Tavolo.

La zona con una maggiore presenza di ambulanti è quella di Termini, piazza della Repubblica e Castro Pretorio, Esquilino e San Giovanni. Qui attualmente ci sono 152 postazioni autorizzate. Il Tavolo ne ha ritenute compatibili 64, mentre le altre 88 non sono compatibili e dovranno essere delocalizzate.

Gianicolo, Villa Borghese e Pincio (ambito 5) contano in tutto 42 ambulanti autorizzati, ma di questi soltanto 14 sono stati ritenuti compatibili. Qui saranno 28, dunque, le postazioni da spostare.

Nell’ambito sei, Testaccio e Trastevere, delle 52 esistenti, 25 sono compatibili e 27 non compatibili. In tutto, dunque, le postazioni ambulanti che verranno ricollocate sono 185.

LE TAPPE

Entro luglio il verbale di chiusura del Tavolo arriverà in Regione per la condivisione. Poi, se non ci saranno stop, le Giunte guidate da Virginia Raggi e Nicola Zingaretti recepiranno lo schema di accordo per il riordino, a cui seguirà la sua sottoscrizione formale tra Mibact, Regione Lazio e Roma Capitale. Conclusa questa prima fase, è previsto l’avvio del procedimento amministrativo di rilocalizzazione. È a questo punto che Roma Capitale dovrà comunicare gli spostamenti agli operatori, i diretti interessati di questa rivoluzione commerciale. Ultimo step prima delle delocalizzazioni, al netto di eventuali ricorsi al Tar, una conferenza dei servizi tra Comune e ministero per decidere sulle eventuali osservazioni presentate e per stabilire i tempi delle nuove dislocazioni. Poi, il commercio ambulante romano mostrerà il suo nuovo volto.

21 luglio 2017

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