Welfare

Studenti campioni di mediazione a ‘Fanelli-Marini’ di Roma

ROMA -Ascolta come mi batte forte il tuo cuore. È la frase che accompagna un grande cuore con un orecchio disegnato su un cartellone appeso nella palestra dell’istituto comprensivo ‘Fanelli-Marini‘ di Roma nella giornata conclusiva di presentazione dei lavori realizzati nell’ambito del progetto ‘Dallo scontro all’incontro’ promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per diffondere tra i ragazzi la cultura della mediazione. La presentazione si è svolta nella palestra della scuola alla presenza del dirigente scolastico Tiziana Ucchino, dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Filomena Albano, del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio Jacopo Marzetti e della presidente del X Municipio di Roma Capitale Giuliana Di Pillo. Ed è proprio l’ascolto, sopratutto empatico, il vero protagonista dei lavori dei 175 studenti delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado coinvolti nel progetto, che, attraverso cartelloni, video e canzoni, hanno ragionato su temi come bullismo e cyberbullismo, discriminazione e scontro, partendo dai conflitti quotidiani vissuti in classe.

I lavori dei ragazzi

In ‘Un passo avanti e due indietro’ alcuni ragazzi hanno raccontato la storia di Luca che prende in giro Alessio e capisce di aver sbagliato solo quando, dopo aver cambiato città, viene a sua volta bullizzato. In ‘Primo giorno di scuola’ la protagonista invece è Marta, esclusa dai suoi compagni di classe perché non veste capi firmati. Solo Sofia si accorge della sofferenza di Marta, che si sente sbagliata e si chiede perché nessuno la vuole. Ne parla con la professoressa, Sofia, e decide di difendere la ragazza esclusa davanti ai suoi compagni, che capiscono l’errore e le chiedono scusa.  Non mancano i riferimenti ai temi della migrazione e dell’integrazione del diverso, affrontati dalla 1C nella canzone ‘Stai con noi’, che racconta di Babatunde, un ragazzo venuto da “terre lontane” che si sente “un alieno”, e in ‘Noi’, dove ad essere respinto e bullizzato è Albert con il suo “punto di vista differente”.

“Con questo progetto abbiamo imparato che non si deve mai giudicare un libro dalla copertina e che non si deve escludere una persona ancora prima di conoscerla” spiega a diregiovani.it Samuele, 12 anni. Ciro, della stessa età, racconta: “Con il mio gruppo abbiamo realizzato un video su alcuni giocatori di calcio che litigavano tra loro su chi era più forte. Il mister riesce a farli riappacificare, facendoli accorgere che avevano ragione tutti e due. Insieme, alla partita successiva, riescono a vincere e a dimostrare il loro valore. Dopo questo video- continua Ciro- ci siamo resi conto che anche quando facciamo educazione fisica a scuola non dobbiamo litigare ma cercare di metterci d’accordo sui punti di forza che abbiamo tutti noi”.

È in questo cambio di prospettiva la possibilità di trasformare lo scontro in incontro, alla scoperta di come si cresce insieme: “Vogliamo promuovere nei ragazzi la cultura dell’ascolto, del dialogo, della comprensione e della tolleranza- dichiara a diregiovani.it il dirigente scolastico dell’istituto Tiziana Ucchino– perché i ragazzi in una società come la nostra, un po’ urlata, devono imparare a capire che il conflitto può esistere ma può essere opportunamente gestito e può essere un momento di crescita, incontro e arricchimento personale”.

Concetti-chiave che i ragazzi hanno assimilato durante un percorso in più fasi. Dopo un primo incontro orientativo nella sede del’Autorità Garante lo scorso 1 marzo, i 20 studenti partecipanti hanno sensibilizzato e contaminato i loro compagni di classe, divisi in gruppi dai docenti per discutere ed elaborare con loro i prodotti presentati nella giornata conclusiva di oggi. “Questo progetto coinvolge diverse scuole- spiega a diregiovani.it Filomena Albano– circa mille-duemila bambini e ragazzi delle scuole medie sono stati coinvolti fin dallo scorso anno. Alcuni ragazzi sono venuti a Roma e una volta tornati nelle scuole di appartenenza hanno disseminato la cultura della mediazione. L’obiettivo- chiarisce Albano- è insegnare ai bambini e ai ragazzi a gestire i conflitti mediando. È un obiettivo importante perché partiamo dal presupposto che occorre litigare ma occorre saperlo fare”. 

Un progetto che continua nel tempo, con alcune scuole che, dopo la formazione dello scorso anno, sono state selezionate per una fase avanzata. Al termine del secondo anno, alcuni di loro hanno chiesto di ricevere il ‘tesserino di mediatori’, tanto che l’Autorità Garante sta mettendo in cantiere la possibilità di un progetto di mediazione tra pari. “I ragazzi sono molto sensibili al tema del diverso perché temono di essere ghettizzati- aggiunge Albano- L’importante è che abbiano preso consapevolezza di questo ed attivato le risorse che tutti i ragazzi hanno, aiutati dagli adulti, per reagire alla ghettizzazione delle diversità”. 

È importante entrare nelle scuole, parlare con i ragazzi e con le famiglie, riportarli ai principi sani, insegnargli ad utilizzare gli strumenti tecnologici e come rapportarsi- dichiara a diregiovani.it il Garante del Lazio JacopMarzetti– Stiamo girando molte scuole, con progetti su abuso sessuale, bullismo e cyberbullismo e su tutti i temi che riguardano i minori. Penso che questo rapporto tra istituzioni, ragazzi e famiglie- conclude- sia importante e possa portare un contributo positivo”.

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21 maggio 2018
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