AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE welfare

La famiglia e i giovani secondo ‘Chi l’ha visto?’, video intervista a Federica Sciarelli

ROMA – Undici anni di storie difficili. Anche tragiche, in tanti casi complicate da digerire. La conduzione di un programma come ‘Chi l’ha visto?’ è forse quanto di più complesso viene richiesto a chi sceglie, con coraggio e grande professionalità, di guidarlo, di portarlo avanti, di farlo vivere. Federica Sciarelli è questo. È qualche momento di tentennamento (“Non è facile stare ‘dentro’ queste disgrazie”), ma è anche tanta decisione e tanta passione per ‘Chi l’ha visto?’ (“Sono orgogliosa di fare questo programma”).

Intervistata dall’agenzia DIRE, ha raccontato il ‘mondo’ che viene fuori dal lavoro di tutti i giorni, ha fatto una ‘fotografia’ della famiglia, dei giovani, degli adulti. “Se la famiglia simbolo fosse quella di ‘Chi l’ha visto?’- racconta- il quadro sarebbe terribile. Quando scompaiono i figli, è perché certe volte ci sono di mezzo delle aspettative da parte dei genitori: ci è capitato di qualcuno che ha detto di aver fatto esami all’università ma di non aver potuto più mentire una volta arrivati al giorno della laurea”. Motivo, questo, “che lo ha spinto ad andarsene di casa”. A quel punto, “i genitori hanno capito che era meglio non avere aspettative ma un figlio in casa. Ci sono capitati casi assurdi, anche di giovani che hanno poi scelto di arruolarsi nella Legione straniera”.

Diverso, invece, il capitolo adulti, nello specifico donne e anziani: “Per quanto riguarda le donne, è capitato spesso che si trattava di omicidi e non di sparizioni, anche per le ragazze come nel caso di Elisa Claps“. E poi “bisogna fare i conti con l’età che avanza, vediamo con i malati di Alzheimer, una malattia strana: ti ricordi dove abitavi, dove lavoravi. Ma non ti ricordi magari dove abiti oggi. Per fortuna c’è ‘Chi l’ha visto’ che cerca di risolvere i problemi”. Per Federica Sciarelli, quella che conduce con tanta passione da tanti anni, più che solo semplice trasmissione tv è “un osservatorio. Anni fa erano i padri di famiglia che si allontanavano. La crisi è terribile. Gli uomini a volte sono più fragili delle donne. Magari si sono inventati di avere ancora un lavoro, facevano finta di andarci ancora. Ma ci sono tantissimi casi finiti malissimo, parliamo di suicidi”. Tornando ai giovanissimi, la trasmissione ha affrontato e affronta casi in cui di mezzo c’è l’incomprensione, in cui sale la “ribellione adolescenziale”. Magari c’è “il familiare che ti mette in castigo e tu scegli di andare via. Ma, quando poi sono minorenni, avendo bisogno di aiuto, i problemi si risolvono più facilmente. Anche se a volte trovi l’adulto che si approfitta di queste persone, di questi minorenni fragili”. Minorenni fragili, come pure gli adulti: “Io lo dico sempre in trasmissione: i problemi si risolvono insieme, cerchiamo di far passare il messaggio della solidarietà, per migliorare la vita. Un esame non è tutto, se uno non si laurea non è grave. E invece ho visto genitori disperati”.

La conclusione su una campagna che ‘Chi l’ha visto?’ con forza, decisione, porta avanti da anni, ovvero quella contro l’omicidio stradale. Qualche risultato potrebbe arrivare, ma… “il risultato ancora non c’è, a noi dispiace molto, siamo arrabbiatissimi per questo. Abbiamo iniziato una campagna sulla sicurezza stradale. È diventata una guerra, ci sono più morti sulle strade che per criminalità organizzata. Se uno va in giro con una velocità pazzesca sa che può uccidere. È un reato grave, non un omicidio colposo. È come se vado in giro con un fucile, sparo a qualcuno e lo ammazzo, ma non volevo. Non può essere”.

di Adriano Gasperetti

21 maggio 2015

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988