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DIRE regionali 2015

Toscana. Lamioni: “Con me il centrodestra può non sparire”

FIRENZE – “Le ragioni della mia candidatura sono quelle di dare un’opportunità diversa ad un popolo di centrodestra che sta sparendo per un’assenza di una visione diversa e di un’alternativa al governo della sinistra che sperperando le ricchezze pubbliche in una logica burocratica, quasi da signoria continua a governare, senza essere disturbata”. Si presenta così Giovanni Lamioni, presidente della Camera di Commercio di Grosseto e da oggi candidato governatore per ‘Passione per la Toscana’, una rete civica che include al suo interno Area Popolare.

“Abbiamo deciso che era arrivato il momento di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di presentarsi, valorizzando le esperienze civiche, le buone prassi di chi nei territori ha avuto il coraggio di proporre alternative al governo della sinistra, per una progettualità che mette al centro i protagonismi dei territori, non più da Stato centrale, perchè oggi la Toscana è di fatto uno Stato centrale che si sovrappone allo Stato nazionale- ha evidenziato- diversamente, noi vogliamo una federazione di Comuni che sintetizzi le esigenze dei territori, che non li mortifichi”. L’accusa che Lamioni muove a Rossi è di aver “agito sopra la testa di tutti”. Sul Pit come sulla sanità fino ad arrivare ad un tema molto caro al candidato maremmano, ovvero il turismo. “Una Regione che ipotizza una riforma del settore, con la quale parifica gli imprenditori di qualità alberghieri con i semplici possessori di una camera o di un appartamento e tutto questo sulla testa di tutti gli operatori, ha una visione da Stato nazionale. Io credo che per i cittadini toscani sia più distante la Regione Toscana che non il governo nazionale”La ricetta che propone il candidato civico di centrodestra è di “ribaltare completamente questa visione, mettendo al centro i problemi del territorio e dello sviluppo, perchè bisogna creare nuovi posti di lavoro. E creane di nuovi significa scommettere sul sistema delle piccole e medie imprese che rappresentano il 97% delle imprese toscane, ma che oggi non vengono sostenute perchè si fanno bandi per ricerca e sviluppo che pongono vincoli che sono inaccessibili per le piccole e medie imprese- ha chiarito- bilancio in utile per cinque anni di fila, soglia di accesso a tre milioni, significa non voler sostenere le micro imprese. Noi vorremmo, d’altronde, una politica del credito vera e non attraverso Fidi Toscana, che è un carrozzone che non funziona”.

21 aprile 2015

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