Autonomia, Conte: “Le risorse nelle altre regioni restano invariate”

"Il Parlamento sarà necessariamente coinvolto, le Camere sono centrali nell’ambito di un processo di trasferimento di competenze legislative", dice il premier
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ROMA – “Le risorse finanziarie allocate dallo Stato nelle altre Regioni rimarranno invariate”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel corso del Question time al Senato, rispondendo a una interrogazione di Leu sull’autonomia delle regioni.

“ASSICURO RISPETTO ‘CARTA’, SOLIDARIETÀ E COESIONE”

“Posso assicurare che il complesso procedimento che si sta dipanando coniugherà, in piena conformità con la nostra architettura costituzionale, il rafforzamento dell’autonomia regionale, con la salvaguardia della solidarietà e della coesione nazionale”, afferma ancora Conte.

“PARLAMENTO CENTRALE, GOVERNO PRONTO A CONFRONTO”

“Il Governo- prosegue Conte- è ben consapevole della centralità delle Camere nell’ambito di un processo di trasferimento di competenze legislative, che assume un rilievo costituzionale e che vede il Parlamento necessariamente coinvolto”. 

“Il Governo è disponibile ad aprire un confronto con il Parlamento in merito al contenuto di questo progetto, nelle forme che verranno nei prossimi giorni definite nel rispetto delle prerogative del Parlamento”.

“FABBISOGNI STANDARD? NO RIFERIMENTI A INTROITI FISCO”

“Non è previsto in alcun modo il riferimento ad indicatori collegati all’introito fiscale- dice Conte-. Per quanto riguarda la richiesta di definire preventivamente i Livelli essenziali delle prestazioni, le bozze di Intesa richiamano al loro interno sia i fabbisogni standard, sia i livelli essenziali delle prestazioni. La definizione dei fabbisogni standard, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma della costituzione, non riguarda la spesa per l’esercizio delle funzioni delle regioni, bensì la spesa sostenuta dallo Stato nelle regioni per le funzioni oggi in capo allo stesso. Dunque di fabbisogni su indicatori comuni a tutte le regioni si tratterà e saranno definiti da un Comitato paritetico composto da rappresentanti delle Regioni e dello Stato, rispondendo a criteri unitari per l’erogazione dei servizi in ogni angolo del Paese”, conclude il presidente del Consiglio.

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21 Febbraio 2019
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