Report del Consiglio grande e generale del 20 dicembre – Seduta mattutina

SAN MARINO – I lavori consiliari odierni prendono avvio dal comma 6 e dal dibattito sul Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2017 a cui risultano iscritti per intervenire 34 consiglieri. Rispetto la seduta notturna- dopo l’ok dell’Aula alla procedura d’urgenza e la redazione di un Odg sottoscritto da tutte le forze presenti- in mattinata il clima si surriscalda. La presa di distanze dal bilancio da parte dei consiglieri di San Marino prima di Tutto, decisi ad astenersi al momento del voto, innesca le recriminazioni dei consiglieri della neo maggioranza che puntano il dito contro il mancato rispetto degli accordi.

Per Massimo Andrea Ugolini e Stefano Canti, Pdcs, Adesso.sm deve assumersi le proprie responsabilità e approvare il provvedimento che “non è di nessuno, né nostro, né vostro, deve solo scongiurare l’esercizio provvisorio”. Canti bacchetta poi le dichiarazioni della neo maggioranza sull’aver ingoiato qualche rospo sul bilancio: “Sono affermazioni da primo giorno di scuola”. Segue la risposta di Giuseppe Maria Morganti, Ssd che si dichiara preoccupato e allibito dai consiglieri che prendono le distanze: “Noi su quel tavolo ci siamo impegnati, abbiamo fatto rinunce pur di trovare un accordo- manda a dire- e chiediamo sia rispettato da tutte le parti, ci raccomandiamo che il patto d’onore venga mantenuto”. Pasquale Valentini, Pcds replica che i patti si mantengono “dimostrando convinzione di quello che si fa”. Gian Carlo Venturini, Pdcs, e Denise Bronzetti, Ps, attaccano Morganti: il primo gli ricorda che come segretario di Stato uscente ha approvato il testo oggi in Aula, la seconda che non accetta da lui lezioni di moralità e di politica. Per Nicola Selva, Rf, nel dibattito stanno avvenendo “scene di ordinaria follia”. E sottolinea come, per non mettere in difficoltà il Paese, la maggioranza abbia aperto un confronto sul bilancio che non ha mai avuto precedenti: “Non l’abbiamo fatto per strategia politica- puntualizza- ma per trovare soluzioni”. Iro Belluzzi, Psd, ribadisce che la minoranza si deve astenere sul bilancio perché “non ci rappresenta”. Federico Pedini Amati, Md-Si, marca la distanza della sua coalizione da Smpt: “Morganti ha detto erroneamente che qui qualcuno non rispetta i patti- manda a dire- noi li rispettiamo, ci siamo detti che non avremmo presentato emendamenti e così abbiamo fatto. Lo stesso sull’Odg sul sistema bancario e finanziario”. Pedini spiega poi che “i patti erano questi, non altri” e perciò Democrazia in movimento non voterà il bilancio.

Per Tony Margiotta, Ssd, l’accordo politico salta: “San Marino prima di tutto aveva espresso la volontà di votare questa legge, che è loro- chiarisce- invece oggi i suoi consiglieri dicono che la loro posizione è di astensione, ma siamo consiglieri, la nostra parola deve essere parola d’onore”. Matteo Ciacci, C10, registra la differenza tra il clima di ieri sera ed oggi: “Ieri è stata votata l’urgenza, eravamo soddisfatti, è stato un segnale di responsabilità molto forte- spiega- questa mattina però San Marino prima di tutto ci ha lasciati sbigottiti, c’è chi ha preteso che certi articoli di natura politica rimanessero nel testo, come condizione per votare la procedura d’urgenza, e ora dichiarano di astenersi su questi articoli”. Alessandro Mancini, Ps, conferma che il suo gruppo si asterrà per senso di responsabilità: “Mi pare che la maggioranza abbia paura di essere maggioranza- commenta- la legge la dovete votare voi con i vostri 35 voti”. Infine, Elena Tonnini di Rete, spiega i suoi dubbi sul provvedimento portata in Aula:“Ci auguravamo maggiore coraggio sui beneficiari effettivi e sulla centrali rischi- chiarisce- tuttavia pensiamo si sia raggiunta una versione migliorativa. Vedremo poi se il bilancio sarà effettivamente tecnico o se si vorrà conseguire continuità con il vecchio governo”. Il dibattito si interrope e proseguirà nella seduta pomeridiana.

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

Comma 6 Provvedimenti in esecuzione della Legge 18 febbraio 1998 n.30 “Norme Generali sull’Ordinamento Contabile dello Stato”: a) Relazione Economico – Statistica e Relazione Tecnico Contabile, ai sensi dell’articolo 38 della Legge 18 febbraio 1998 n.30; b) Rendiconto Generale dello Stato e Relazioni della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica, previste dagli articoli 106 e 108 della Legge 18 febbraio 1998 n.30, nonché Bilanci Consuntivi degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2015 (I lettura) ; c) Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2017 e Bilanci Pluriennali 2017/2019 (I lettura)

Elena Tonnini, Rete

E’ una legge di bilancio previsionale che guarda agli impegni futuri, è stata accolta dalla coalizione vincente alle elezioni. Il governo non si è ancora insediato ed entro metà 2017 potrà presentare propri impegni programmatici, in questo momento ha evitato l’esercizio provvisorio e preferito presentare la legge del segretario di Stato uscente creando continuità. Sarà davvero un bilancio tecnico? Lo sapremo alla fine dei lavori, sarà la maggioranza che deciderà se escludere o meno ogni articolo programmatico. Oltre agli ultimi articoli su cui concordiamo per la loro abrogazione, per es. quello sull’editoria, ce ne sono altri che, se rimanessero, produrrebbero una discrepanza dalla discontinuità annunciata da questo governo. L’articolo 31 parla degli appalti a professionisti esterni, l’articolo 31 di sanzioni, poi ci sono i giochi..articoli che, se mantenuti, sarà difficile parlare di bilancio tecnico. Idem per gli stanziamenti previsti. Co l’utilizzo delle risorse dello Stato e delle imposizioni fiscali si indica che Paese si vuole, la nuova maggioranza con il suo voto palese esprimerà se davvero vorrà un bilancio tecnico o se vorrà invece incanalarsi sulle linee del precedente governo. Se è vero che c’è un’esigenza che riconosciamo, quella di evitare l’esercizio provvisorio, d’altra parte la fretta non corrisponde a quello di cui ha bisogno il Paese. Il problema della liquidità, i tagli alla spesa che ci chiederà l’Fmi e che si fanno pagare ai cittadini. Per esempio, solo 38 famiglie hanno potuto accedere al mutuo prima casa nell’ultimo anno, grazie alla legge Belluzzi, un calo del 68% rispetto all’anno precedente. In questo bilancio viene aumentato lo stanziamento dell’Iss, ma in cambio non viene chiesto come sarà impiegato. La vittoria non è una conquista del governo ma la dimostrazione dei propri obiettivi, o le occasioni di cambiamento si colgono subito o si rimandano limitandosi agli slogan. Ci auguravamo maggiore coraggio sui beneficiari effettivi e sulla centrali rischi, tuttavia pensiamo si sia raggiunta una versione migliorativa. Vedremo poi se il bilancio sarà effettivamente tecnico o se si vorrà conseguire continuità con il vecchio governo.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs

Il bilancio è prettamente tecnico, come Smpt e Pdcs abbiamo dato assenso alla procedura d’urgenza per evitare l’esercizio provvisorio e gli impatti che avrebbe avuto sulla Pa. Se fosse stato il nostro, tra prima e seconda lettura sarebbe stato tutto un altro bilancio, avremmo messo articoli programmatici per permettere la riduzione del disavanzo dei conti pubblici per esempio e interventi per lo sviluppo. Ci poniamo con senso di responsabilità, faremo opposizione costruttiva e abbiamo approvato la procedura d’urgenza, ma rispetto l’articolato c’è una nuova maggioranza. Dal 2013, anno della riforma tributaria, in poi abbiamo fatto avanzi di bilancio grazie ad interventi anche strutturali che hanno riportato equilibrio dei conti pubblici. Qualcuno in campagna elettorale ha parlato un po’ alla pancia, ha parlato di eliminazione di Smac fiscale per esempio, e vogliamo vedere se le promesse saranno mantenute alla prova dei fatti. Sul sistema finanziario, pensiamo che la centrale rischi sia necessaria e che sia fondamentale iniziare a condividere informazioni tra Bcsm e soggetti vigilati per permettere loro una migliore valutazione del rischio creditizio. Se ci saranno poi le condizioni di scambiare informazioni con centrali rischi esterne, ben venga, ma almeno sia permesso lo scambio di informazioni tra soggetti vigilati sammarinesi. Crediamo ci sia una nuova maggioranza se vi sono articoli che ritengono di non approvare credo sia opportuno prendersi le proprie responsabilità.

Luca Santolini, C10

Il collega Ugolini ha fatto passare il messaggio che qualcuno dell’attuale maggiorana avrebbe promesso in campagna elettorale non il miglioramento dell’attuale sistema, ma uno stravolgimento, tornando al forfettario, non è così. Adesso.sm nel suo programma ha parlato di interventi migliorativi e di rendere più efficiente il sistema di accertamento fiscale. Abbiamo avuto una tornata elettorale che si è spinta fino al 4 dicembre. E’ evidente a tutti che le tempistiche per approcciarsi alla legge di bilancio di cui il Paese aveva bisogno fino alla fine dell’anno erano strettissime. Lo abbiamo fatto con un governo non ancora insediato e quindi le decisioni che ci hanno portato a discutere questo testo di bilancio sono state guidate da una situazione contingente. La decisione presa è stata di evitare il ricorso all’esercizio provvisorio, a breve avremo la visita dell’Fmi, approcciarsi a questa visita con un bilancio provvisorio non sarebbe stato il massimo dal punto di vista di immagine. Quindi ci siamo confrontati con l’opposizione per trovare la massima condivisione possibile su un testo che vedrà la prossima primavera un assestamento in grado di dare l’impronta politica del nuovo governo. Il Bilancio ad otto anni dall’inizio della crisi vede 30 mln di disavanzo strutturale che altri hanno tentato di nascondere, parlando di equilibrio raggiunto. Sarà compito nostro nei prossimi mesi cercare strategie per recuperare risorse per avvicinarci ad un equilibrio strutturale. All’inizio si era parlato di testo tecnico, poi è sorta l’esigenza di introdurre articoli più politici, alcuni come quello sulla trasparenza dei beneficiari delle banche è per noi un’opportunità e l’intera Aula si è detta disponibile ad adottarlo. E’ messaggio importante che la politica darà dentro e fuori il Paese. E il fatto che questo atto diventi uno dei primi interventi di questa legislatura mi rende molto soddisfatto, ringrazio tutti i gruppi che si sono detti disponibili. Alla fine di questo bilancio ci si troverà come dopo la votazione sulla procedura d’urgenza, si manterrà la parola data. Si porterà a casa u bilancio più tecnico possibile introducendo articoli più politici concordati con tutte le forze politiche. Questo perché la correttezza nei rapporti tra maggioranza e opposizione sarà il faro che guiderà la prossima maggioranza e il prossimo governo.

Stefano Canti, Pdcs

C’è poco da dibattere, sono pochi gli articoli programmatici sul testo che è un provvedimento tecnico per evitare l’esercizio provvisorio. Nostro obiettivo è non mettere in difficoltà il Paese e abbiamo colto l’invito della Reggenza che ha chiesto a tutte le forze in Aula di evitare l’esercizio provvisorio. Sono stati fatti diversi incontri per giungere a un testo condiviso. Oggi nuova maggioranza approverà questo testo che, come precisato oggi sulla stampa, non è il loro testo e hanno dovuto ingoiare qualche rospo. Credo che queste siano affermazioni da primo giorno di scuola. Questo non è il testo di nessuno, né nostro, né vostro, deve solo scongiurare l’esercizio provvisorio al Paese e deve essere chiaro. Il clima con cui ci apprestiamo ad approvarlo è surreale, c’è un governo uscente e un governo che non ha ancora giurato. Sull’Odg presentato a firma di tutte le rappresentanze politiche in Aula: il nuovo governo si impegnerà a convocare una seduta della Commissione consiliare preposta per incontrare i vertici di Banca centrale e chiedere tra l’altro le motivazioni sulla mancata attivazione della centrale rischi. Mi sarei aspettato un intervento più forte, un articolo nel testo di legge in cui prevedere entro quanto attivare le centrale rischi. Nella precedente legislatura è stato approvato un Odg che chiedeva l’istituzione della centrale rischi, oggi è paradossale arrivare a nuovo Odg per attivarla. La vera domanda della poltica oggi è perché non è stata ancora istituita? Certo il dibattito in Commissione finanze è utile per approfondire altri aspetti, per vedere se ci sono convergenze per approvare provvedimenti successivi. Sul discorso del reinserimento del sistema forfettario per piccole e medie imprese: il movimento C10 lo ha detto e anche scritto in campagna elettorale. Cè un documento arrivato in tutte le case a firma del consigliere Andreani, scritto nero su bianco, in cui si impegnava per la sua reintroduzione. Noi siamo qui per vigilare e ci opporremo.

Giuseppe Maria Morganti, segretario di Stato uscente, Ssd

La modalità di approvazione di questo bilancio è vero che sia strana, in una fase di passaggio dalla vecchia alla nuova maggioranza e c’è qualcosa di provvisorio affinché si possa addivenire a una soluzione per il Paese. La nuova maggioranza ha instaurato subito un nuovo metodo di dialogo, non solo legato all’esigenza esplicita di evitare l’esercizio provvisorio, ma anche perché si intende mantenere questo metodo per temi rilevanti per il Paese. Mi preoccupano gli interventi di alcuni consiglieri che dicono ‘siamo arrivati fin qui ma ora prendiamo le distanze’. Noi su quel tavolo ci siamo impegnati, abbiamo fatto rinunce pur di trovare un accordo e chiediamo sia rispettato da tutte le parti. Restiamo allibiti da chi oggi prende le distanze. Non sono quelli presi impegni da poco, è vero che il bilancio è tecnico, ma contemporaneamente questo bilancio contiene alcuni elementi cruciali per la vita economica e sociale del paese. Ha forte rilevanza sulle indicazioni che la politica dà alle soluzioni del mondo bancario e finanziario, vero problema del Paese. Si impostano le prime linee guida, ci sono tre articoli concordati, uno si è deciso di emendarlo con un emendamento sottoscritto da tutte le forze politiche. Chiediamo l’impegno sia mantenuto da tutti, dato che i principali promotori vengono dalle opposizioni. Spero di aver capito male da alcuni interventi di una certa parte dell’Aula. Ieri sera per approvare la procedura d’urgenza si è firmato un patto tra gentiluomini anche su un Odg che a noi sta un po’ stretto, ma abbiamo sacrificato parte delle nostre politiche per l’interesse nazionale. Chiediamo l’accordo sia rispettato, altrimenti il tavolo salta. Vorremmo istituire un metodo di concordia nazionale almeno sul bilancio dello Stato e sulle risoluzioni delle problematiche della finanza privata. Superiamo questi due scogli. Ci raccomandiamo che il patto d’onore venga mantenuto.

Gian Carlo Venturini segretario di Stato uscente, Pdcs

Il bilancio dello Stato per antonomasia è la legge più importante che un governo deve portare ai propri cittadini ma oggi siamo in una situazione anomala, stiamo discutendo di un bilancio che, sentendo alcuni interventi, non è di nessuno. Adesso.sm sui giornali non fa che dire ‘questo non è il nostro bilancio e abbiamo dovuto ingoiare rospi’, ma cari signori, i numeri li avete, avere 35 consiglieri, dovevate dare il segnale di iniziare un confronto su alcuni temi che avete decantato in campagna elettorale. In aggiunta ho ascoltato l’intervento di Morganti che, gli ricordo, era membro del governo uscente e ha approvato a novembre la legge che stiamo discutendo. Questo bilancio è sicuramente frutto di una mediazione, ma se fossimo stati noi al governo, avremmo apportato alcune proposte per proseguire l’azione di rilancio del sistema economico, in particolare modo rispetto al settore agricolo, turistico e produttivo. Obiettivo del pareggio di bilancio è stato raggiunto non senza difficoltà, facendo economie e tagli, insieme agli altri colleghi abbiamo approvato questo bilancio in sede di previsione e credo ci siano degli elementi importanti, portati già in sede di assestamento ma poi eliminati. Mi riferisco all’articolo sull’organismo chiamato a verificare le azioni possibili per il recupero del credito per le banche che sono sostenute con il credito di imposta. Altro elemento, quello della centrale rischi, e mi stupisco sentire da Morganti che sia stato ‘subìto’. Abbiamo dovuto ripiegare su Odg invece che avere un articolo sulla centrale rischi da tempo richiesta. Dove sono le difficoltà? Di cosa sta parlando? E’ il senso di responsabilità che va rispettato da tutti. La nuova maggioranza ha vinto le elezioni ed è giusto che governi e che dagli slogan passi ai fatti. Ma ha perso l’opportunità di dare un segnale già in questa finanziaria dove poteva introdurre articoli significativi per dare risposte al Paese e alcuni dei contenuti inseriti nel loro programma, come su Smac. Questo è senso di responsabilità e se ci dicono che lo faranno ad aprile, vedremo i risultati.

Pasquale Valentini, segretario di Stato uscente, Pdcs

La serietà avrebbe voluto che la maggioranza spiegasse le ragioni dell’evitare l’esercizio provvisorio e si procedesse a votare l’articolato, invece si sta dimostrando che si sta facendo questa cosa con riserve. Non è un segnale di un cambiamento, si sta marcando il proprio orticello, è il segnale della solita storia. La maggioranza aveva bisogno dei voti della minoranza per la procedura d’urgenza, si doveva trovare l’accordo e basta. Invece si dice che il bilancio è tecnico oppure è politico, ma è solo quello che si poteva fare in ordinaria amministrazione, nell’impossibilità di prendere decisioni politiche e programmatiche. Doveva salvaguardare le decisioni politiche e programmatiche già in essere che prevedono degli obblighi ed evitare l’esercizio provvisorio. Il governo uscente si è messo a prevedere il bilancio vedendo l’impossibilità di fare ciò che qualsiasi maggioranza avrebbe voluto fare, inutile discutere se gli articoli sono brutti o belli. Se di fronte a questo si trova l’accordo per poter evitare l’esercizio provvisorio, è dannoso confermare che si fanno le cose senza convinzione, non si dice che si sono ingoiati rospi e che non ci piace Odg, per voler mettere o meno la bandierina. E’ fermamente necessario mantenere i patti, ma si mantengono dimostrando convinzione di quello che si fa e non fare un passo e dire fuori di qui che non si era convinti.

Denise Bronzetti, Ps

Credo che il Segretario Morganti viva una crisi di identità. Condivido l’intervento Valentini. Far cadere governo in piena estate portava a questo. Condivido anche il discorso di Santolini sul metodo di condivisione su aspetti di interesse nazionale. Ma di qui al discorso di Morganti, ne passa. Difficile accettare i richiami al rinnovamento e al cambio di metodo da chi è sempre stato un dipendente della politica. E’ vero che sui beneficiari effettivi e sulla centrale rischi gli interventi sono stati richiesti non certo dall’attuale maggioranza ma dall’attuale opposizione, ha fatto bene Morganti a correggersi. Se fosse stato il vostro bilancio probabilmente questi articoli di legge non ci sarebbero stati e fosse stato per il Ps l’Odg sulla centrale rischi sarebbe stato un articolo di legge. Ecco le ragioni per cui si dice che non è il nostro bilancio anche se l’ordinaria amministrazione non consentiva altro e la maggioranza appena insediata, se avesse avuto più tempo per lavorare, adesso avrebbe presentato un altro bilancio. Nell’unico interesse del Paese -e non parliamo di patti qua dentro per favore- era necessario presentare una legge di bilancio fatta in questa maniera, cercando un confronto che fosse il più sereno e l’unico possibile in questi tempi, ma non parliamo per favore di patti. Non prendiamoci in giro. Le lezioni di moralità e di come si fa la politica non le accetto da lei, Segretario Morganti.

Nicola Selva, Rf

Sono un po’ perplesso su questo dibattito, sto assistendo a scene di ordinaria follia. Qualche consigliere democristiano non si è abituato ad non essere ancora al governo e qualcuno, dopo essere stato nominato Re dell’asfalto, vuole fare a noi la morale, qui in Aula. Atteggiamento che mi dispiace perché noi vogliamo veramente cambiare. Il governo non si è ancora insediato e stiamo facendo ancora polemica per strategia, politica. Non vogliamo mettere bandierine ma vogliamo capire la vera situazione del bilancio di San Marino cosa che voi non avete mai fatto, far capire questa situazione vuole dire voler bene al Paese. Per non metterlo in difficoltà abbiamo aperto un confronto sul bilancio che non ha mai avuto precedenti, non è mai stato fatto. E non l’abbiamo fatto per strategia politica, ma per trovare soluzioni. E’ vero che l’attuale bilancio ha elementi che potrebbero essere cambiati, ma per evitare l’esercizio provvisorio abbiamo convenuto di non attuare modifiche in gran parte del Pdl. Non è il nostro bilancio ma abbiamo deciso di ripartire dalla legge Capicchioni accollandoci il bilancio dal governo precedente, questo è l’atteggiamento serio per non mettere in difficoltà il Paese.

Davide Forcellini, Rete

Il testo su cui stiamo lavorando è frutto del governo precedente che è decaduto. L’ordine del giorno su Aqr e centrale rischi, sottoscritto all’unanimità, introduce aspetti fondamentali. Democrazia in movimento ha avuto modo di coinvolgere esperti internazionali e la cittadinanza su questi temi. Abbiamo identificato che l’avvio della centrale rischi sia un aspetto determinante. Ci chiediamo però perché l’avvio della centrale rischi non sia stato ancora conseguito. I passaggi più critici su Bilancio: a pagina 23 della relazione si parla di difficoltà economiche del Paese, quanto ancora dovrà perdurare la crisi? Perché accontentarsi di leggere un documento che non prospetta proposte di miglioramento?Di questo dovremmo discuterne. Auspico che il nuovo governo colga questa osservazione.

Iro Belluzzi, Psd

La finanziaria che si andrà ad approvare non risponde alle impostazioni del vecchio o del nuovo governo. C’era il rischio di trovarsi in una situazione di vuoto normativo. Si scongiura l’esercizio provvisorio. Questa è una finanziaria il più tecnico possibile. Non è quella che avremmo approvato se San Marino prima di tutto fosse stato maggioranza. Le verifiche legate al sistema bancario e finanziario fanno tremare i polsi. Vanno affrontate politiche per una rivalutazione del sistema immobiliare. La minoranza si deve astenere, il bilancio non ci rappresenta. Ma la maggioranza deve poter ripartire. La politica deve ridare slancio al Paese, condivido l’intervento del consigliere che mi ha preceduto sullo sviluppo di percorsi favorevoli all’economia. L’articolo 39 è legato alle azioni di responsabilità nei confronti degli organi che controllano e dirigono il settore bancario e finanziario. Facciamo saltare un elemento essenziale per un Paese che si deve sviluppare: la mancanza dello Stato di diritto. Perché non sono state inserite le azioni di responsabilità sugli uffici dell’amministrazione che hanno recato danno allo Stato? Ce ne sono. Così non sono state recuperate importanti somme. Sull’operazione verità dei conti pubblici, sono perplesso. Rf è composta da Upr e Ap. Ap è stata in maggioranza negli ultimi 10 anni. Per cui credo che i colleghi vi abbiano edotto sulla buona azione di verifica del bilancio e della liquidità. La conoscenza di determinate situazioni è stata condivisa da forze che ora sono in maggioranza, per esempio una ex parte del Psd.

Federico Pedini Amati, Md-si

Noi abbiamo affrontato questo momento con serietà. Mi rivolgo a Morganti, che ha detto erroneamente che qui qualcuno non rispetta i patti. Noi li rispettiamo. Non dovrebbe essere così generico. Ci siamo detti che non avremmo presentato emendamenti, e così abbiamo fatto. Lo stesso sull’Odg sul sistema bancario e finanziario. I patti erano questi, non altri. Noi non voteremo nessun bilancio. L’esercizio provvisorio avrebbe comportato molti problemi per il Paese. Se l’impegno deve saltare, noi siamo pronti. Abbiamo gli emendamenti. Ma è li che vogliamo arrivare? Penso di no.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Sono rimasto stucchevolmente stupito dalle parole del segretario di Stato, e futuro membro di maggioranza, Morganti. Attacca senza indicare il destinatario dei suoi attacchi. Il gruppo della Dc, ieri, tramite un suo esponente che è anche segretario di Stato, ha parlato di legge elettorale stupida e di colpo di Stato. Valentini ha fatto un intervento nel quale era difficile capire dove andava a parare. La distinzione fra la nostra opposizione e quella della Dc è netta. Cosa c’entrano le modifiche alla legge sull’editoria nel documento che avevate presentato, Belluzzi? Avete presentato quel documento pensando di vincere, invece avete perso. La Commissione di controllo della finanza pubblica segnala il degrado della situazione finanziaria dell’Iss. Si parla di esplosiva situazione. Belluzzi e Morganti, c’eravate voi al governo. Si parla anche del Polo del lusso, della necessità di una figura che vigili sui beneficiari effettivi. Si parla di una spesa pubblica pari all’87%. Di problematiche legate agli appalti sui cantieri. Chi c’era al governo? Nel Paese c’è gente che ha pagato la crisi economica e va alla Caritas. E qui si parla di colpo di Stato. Chi lo fa si dovrebbe vergognare. Si parla del bene della cittadinanza, qui, o di chi rispetta i patti? Mi rivolgo a Morganti, che non ha pagato la crisi, come non l’ha fatto nessuno qui in Aula. Avete tolto la possibilità di elargizione del mutuo prima casa da parte dello Stato. Le banche fanno cartello e voi avete tolto questa cosa ai cittadini.

Tony Margiotta, Ssd

Consideriamo irresponsabile il non rispetto dei patti assunti negli ultimi incontri svolti sul bilancio. Ci rivolgiamo alla coalizione San Marino prima di tutto. C’era un accordo sugli emendamenti e l’Ordine del giorno. Il nostro obiettivo era la procedura d’urgenza, per responsabilità politica e intellettuale nei confronti dei cittadini. C’erano rischi per stipendi e pensioni che non sarebbero arrivati, con l’esercizio provvisorio. La legge di bilancio è della vecchia maggioranza, del governo passato, che ancora c’è, perché il governo di Adesso.sm non ha ancora giurato. San Marino prima di tutto aveva espresso la volontà di votare questa legge, che è loro. Invece oggi dicono che la loro posizione è di astensione. Di conseguenza l’accordo politico salta. Noi siamo consiglieri, la nostra parola deve essere parola d’onore. Abbiamo la responsabilità di dare un messaggio chiaro a chi ci ha votato. Ci ritroviamo a discutere con coloro che in campagna elettorale ci ha detto che siamo giovani e non abbiamo competenze. Loro oggi fanno ostruzionismo e voltano le spalle. Mi auguro che la Dc faccia un’analisi interna per poter ripartire.

Mariella Mularoni, Pdcs

Ci siamo confrontati per un accordo sulla procedura d’urgenza. E’ stata una grande assunzione di responsabilità. Ma non siamo soddisfatti del risultato. Vanno individuate soluzioni tecniche per il settore bancario e finanziario. Se avessimo vinto, questa non sarebbe stata la nostra finanziaria. Non siamo soddisfatti di questo risultato, non ci sono elementi per rilanciare l’economia, il settore edilizio, dare prospettive ai giovani. Mi sarei aspettata provvedimenti sulle politiche giovanili, sulla formazione all’estero.

Marco Podeschi, Rf

C’è un equivoco di fondo. Qualcuno pensava di vincere le elezioni il 20 novembre. Avevate fatto un bilancio politico, addirittura cambiavate la legge sull’editoria, che era ridicola, è un casino. Questo progetto di legge sarebbe stato portato dalla maggioranza guidata dalla Dc. Chi ha deciso la data di convocazione delle elezioni politiche? Fossero state fatte prima, non ci saremmo ritrovati a discutere in questa data e in una situazione così precaria. Giancarlo Venturini quando dice certe cose forse fa cabaret politico, oppure mostra un problema di fondo. L’Italia, Paese di caos politico, è riuscita a trovare una quadra sul bilancio, e noi non ci riusciamo? L’arroganza di certe persone non le porta nemmeno a pesare le parole che dice. Mi impegnerò ancora di più per non darla vinta a gente come Pasquale Valentini.

Roberto Ciavatta, Rete

Non c’erano i tempi tecnici. La nuova maggioranza non si era insediata, ancora non c’è un governo. Ci veniva chiesto un accordo per una procedura d’urgenza. Se fossimo arrivati con 2- 300 emendamenti, come accade di solito, non saremmo riusciti ad approvate il bilancio nei tempi. Noi abbiamo detto: accordiamo la possibilità della procedura d’urgenza. Noi non presentiamo emendamenti, ma non lo deve fare nemmeno la maggioranza. I nostri emendamenti erano già pronti. Eventuali emendamenti dovrebbero essere concordati. Non si era detto che tutti dovevamo votare la finanziaria. Noi teniamo fede a quanto si era detto. Morganti dice che non sono soddisfatti sull’Odg, ma nemmeno noi lo siamo. Si partiva da posizioni diverse. Il bilancio nel bene e nel male viene portato in Aula e votato dalla maggioranza. Se ci sono articoli che non piacciono, possono essere bocciati. Se volessimo fare ostruzionismo toglieremmo la firma dall’Odg e presenteremmo gli emendamenti. E non sarebbe vero ostruzionismo, ma la dinamica ordinaria del bilancio. Mettiamo fine alla farsa di questo bilancio diventato una legge omnibus.

Matteo Ciacci, C10

La linea era: facciamo un sacrificio tutti per avere un risultato più grande. Ieri sera è stata votata l’urgenza, eravamo soddisfatti, è stato un segnale di responsabilità molto forte. Stamattina, però, San Marino prima di tutto ci ha lasciati sbigottiti. C’è chi ha preteso che certi articoli di natura politica rimanessero nel testo, come condizione per votare la procedura d’urgenza, e ora dichiarano di astenersi su questi articoli. Adesso.sm vuole cambiare il metodo e ciò vi indispettisce. Ci sarà un tavolo permanente sulle regole del gioco istituzionale, concederemo la presidenza di alcune commissioni all’opposizione. Ciò non è politica, ma buonsenso.

Alessandro Mancini, Ps

La coalizione Adesso.sm è ancora ubriaca dalla vittoria elettorale, oppure mi sono perso qualcosa. Il confronto di questi giorni verteva sull’evitare l’esercizio provvisorio. I patti, caro Morganti, li abbiamo rispettati questa notte votando la procedura d’urgenza. Secondo l’accordo il testo era quello della maggioranza uscente, gli emendamenti andavano condivisi. E’ stato anche raggiunto un accordo per un Odg, che a noi sta stretto. Noi avremmo voluto un articolo di legge. Ci avete chiesto di votare la legge? No. Il Ps si asterrà per senso di responsabilità. Mi pare che la maggioranza abbia paura di essere maggioranza. La legge la dovete votare voi con i vostri 35 voti.

Andrea Zafferani, C10

Si gioca a chi fa un accordo e poi si dissocia prima degli altri. Lascia l’amaro in bocca. Il bilancio non è il nostro. Concedo a Mancini il ragionamento che ha fatto, era all’opposizione. Ma da parte di chi questo bilancio lo ha redatto, questo atteggiamento lo capisco meno. Ereditiamo situazioni complesse: la riforma previdenziale non fatta, il sistema bancario e finanziario con gli Npl, una spesa che in questi anni si è mantenuta rigida, molto rigida. Mi fa sorridere che chi ha predisposto il bilancio corre a dissociarsi. E’ un atteggiamento di chissenefrega nei confronti del Paese. Il bilancio avrà contenuti prettamente tecnici, salvo qualche contenuto politico che c’era già.

20 Dic 2016
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