Dl Sicurezza, Di Maio: “Testo non si tocca, dissidenti si stanno sfilando”

Per il premier Conte "il decreto è già stato modificato, fiducia solo se necessario"

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ROMA – “Molti di quelli che avevano sottoscritto quella richiesta si stanno sfilando perché non vogliono mettere in difficoltà il governo, mi stanno scrivendo in molti. Stasera farò una ricognizione di chi ancora sostiene con la lettera che a quanto ho capito è una lettera con cui si vuol fare soprattutto un’azione di testimonianza”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, a margine di un incontro alla Cna.

Poi, spiega: “Per quanto mi riguarda la mia parola è una: io e tutti i ministri 5 Stelle abbiamo votato quel decreto in Consiglio dei ministri e quel decreto si deve votare fino alla fine. Modificarlo alla Camera vuol dire non convertirlo e se non lo si vuole convertire allora lo si deve dire perché a quel punto io non sono d’accordo. Si deve essere tranquilli perché il decreto passerà, come è passato il decreto Genova, perché io ho una parola sola e sono una persona corretta”.

CONTE: GIÀ MODIFICATO, FIDUCIA SOLO SE NECESSARIO

Il decreto sicurezza “è in una fase avanzata, è il momento di operare una sintesi, l’abbiamo studiato e ristudiato, è stato ben elaborato, alcuni passaggi sono stati modificati, è il momento della decisione finale”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in visita alle case sequestrate quest’oggi ai Casamonica.

“Abbiamo già fatto altre valutazioni sulla fiducia, se necessario la porremo, al momento non è all’ordine del giorno”, aggiunge.

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20 Nov 2018
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