VIDEO | Ama, Raggi: “Piena fiducia in Giampaoletti”

Il Dg del Campidoglio è implicato in un presunto caso di concussione. E lui, sui 18 milioni chiesti da Ama, taglia corto: "Non li paghiamo"
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ROMA –  “Piena fiducia a Giampaoletti. Mi permetto di far notare una cosa: sono contenta che la magistratura faccia chiarezza su questi debiti che risalgono a circa 10 anni fa. Stiamo facendo un’azione di pulizia nei vari bilanci e Ama non si sottratte a questa operazione, perché la chiarezza nei conti è la base per costruire solide fondamenta. Mi sarei aspettata pieno sostegno da parte di tutti: ricordo, come nel caso del rocchetto di nichel, che stiamo continuando ad andare avanti per trovarne tanti altri”. A dirlo è il sindaco di Roma, Virginia Raggi, in merito all’indagine che vede coinvolto il dg del Campidoglio, Franco Giampaoletti, in un presunto caso di concussione per pressioni nei confronti dei vertici di Ama per modificare il bilancio 2017 della municipalizzata. Lo stesso Giampaoletti è intervenuto oggi alla riunione della commissione capitolina Trasparenza sulla crisi tra amministrazione e Ama che ha portato alla revoca del cda. I 18 milioni di euro oggetto di contenzioso tra Ama e il Campidoglio non sono stati riconosciuti “perché Ama non ha mai dato evidenze di extracosti non imputabili a una gestione inefficiente ma a oggettive maggiori spese necessarie sostenute”, dice. Come ha spiegato Giampaoletti, “il rapporto tra Roma Capitale e Ama Servizi funebri e cimiteriali è regolato dal contratto di servizio, l’ultimo è stato approvato a marzo 2018. Nel contratto sono previsti tutti gli elementi economici che regolano le risorse finanziarie ad Ama. Sul vecchio contratto, relativo al periodo di cui parliamo, l’articolo 10 prevede 10 milioni euro per l’erogazione di servizi come tumulazioni ed estumulazioni, e 4 milioni più 1 per la realizzazione delle opere, un totale di 15 milioni che però non sono di Ama: Ama agisce come agente contabile e quindi qualsiasi euro incassato va restituito a Roma Capitale, che poi li rimborsa ad Ama in base ai giustificativi di spesa”. Poi, ha sottolineato il dg, “c’è un altro comma: nel caso di costi maggiori, a fronte della presentazione di giustificativi di spesa, la somma eccedente i 15 milioni che non sia stata spesa per inefficienze di Ama, Roma Capitale è obbligata a garantire la copertura del disavanzo”. Perché dunque, ha aggiunto Giampaoletti, “non paghiamo i 18 milioni? Perché Ama non ha mai dato evidenza di quegli extracosti non imputabili a una gestione inefficiente ma a oggettive maggiori spese necessarie sostenute“. Inoltre, sulla questione dei 42 milioni di euro per la realizzazione di opere, anch’essi richiesti da Ama al Campidoglio, “noi non mettiamo in discussione le opere ma la loro quantificazione, molte sono state realizzate con provvedimenti di somma urgenza ma le condizioni non sembrano giustificare la decisione di non ricorrere a procedure competitive”, ha concluso il direttore generale capitolino.  
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20 Febbraio 2019
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