VIDEO | Diciotti, la giunta dice ‘No’ al processo per Salvini. Bonafede contro il gesto delle manette di Giarrusso: “Non si permetta”

La decisione è stata presa a maggioranza: 15 voti contro e 6 a favore. Fuori il presidio dei senatori dem con i cartelli 'Vergogna'. Giarrusso esce, ride e fa loro il gesto delle manette
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il gesto delle manette di Mario Michele Giarrusso sconfessato da due ministri del governo Conte. Il vicepremier e capo politico Luigi Di Maio spiega a Di Martedi’, su La7: “Secondo me gli è scappata di mano la situazione nella pressione del momento”. Per il ministro della giustizia Alfonso Bonafede “il gesto del senatore è sicuramente sbagliato, un senatore della Repubblica non deve permettersi di farlo”.

COS’E’ ACCADUTO

La Giunta per le immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere del tribunale di Catania contro il ministro Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. La decisione è stata presa a maggioranza: 15 voti contro e 6 a favore.

A favore dell’autorizzazione a procedere hanno votato i 4 senatori del Pd, uno di Leu (Pietro Grasso) e uno del Misto (Gregorio De Falco). 

Il voto contrario all’autorizzazione a procedere è arrivato dai senatori del M5s, Lega, Forza Italia e Autonomie.

PROTESTE FUORI DALL’AULA: “VERGOGNA”

C’è anche un gruppo di senatori del Pd ad attendere il voto della Giunta per le immunità del Senato su Matteo Salvini. Sono arrivati a Sant’Ivo alla Sapienza armati di cartelli con scritto “vergogna“, “la chiamavano onestà“, “ha deciso Casaleggio”. Ci sono Bellanova, Faraone, Malpezzi e un’altra decina che attendono all’uscita della Giunta che i commissari lascino l’aula.

Quando i senatori cominciano a uscire alla spicciolata, i senatori del Pd alzano voce e cartelli. Risparmiano Gasparri, De Poli, perfino Pillon. La loro protesta e le loro urla sono tutte per i pentastellati e in particolare per Mario Giarrusso.

GIARRUSSO FA IL GESTO DELLE MANETTE

Il senatore siciliano attende sull’uscio che si liberino le telecamere, alle prese con Gasparri. Attende di entrare in scena e intanto si accorge dei democratici che lo insultano. “Sei un burattino“, “vergognati”, “ti piace la poltrona eh?”, “restituisci tutto lo stipendio“. E tanto altro. Lui sorride, spavaldo. Poi si volta e fa il gesto delle manette verso i colleghi del Pd. Che forse non se accorgono nemmeno, perché la loro visuale verso Giarrusso è leggermente coperta.

Giarrusso continua a ridersela, poi si lascia intervistare dai giornalisti a favore di telecamera. Nel frattempo esce Laura Bottici, senatrice M5S, che non fa parte della giunta. Fischi pure per lei. Infine Giarrusso si dirige verso l’uscita del cortile di Sant’Ivo. Per farlo deve passare davanti ai senatori democratici che ancora urlano e sbraitano. E qui, ben visibile, fa di nuovo il gesto delle manette, beccandosi gli strali più velenosi. “Fai schifo”, gli gridano. Lui sorride e va via.

MORANI: DA GIARRUSSO GESTO VOMITEVOLE

“Questo personaggio ha appena salvato dal processo Salvini e fa a noi questo gesto vomitevole. Ha appena votato per non fare celebrare un processo utilizzando quello che il M5s ha sempre definito un privilegio della casta #salvaSalvini”. Lo scrive su twitter Alessia Morani, deputata Pd, in merito al gesto delle manette fatte dal Senato M5s Mario Giarrrusso verso i senatori del Pd.

FIANO: “GIARRUSSO BECERO”

“Un secondo dopo aver salvato Salvini”, Giarrusso dei 5S “riscopre il più becero giustizialismo e ci mostra il segno delle manette, l’idea più barbara possibile che esista del confronto politico. Gli alleati sono sempre innocenti, gli altri in galera. Dr Jekyll e Misterhyde”. Cosi’ Emanuele Fiano del Pd, pubblicando il video del senatore M5s Michele Giarrusso che al termine della seduta di giunta per elezioni fa il gesto delle manette ai senatori Pd che protestano.

BELLANOVA: “VERGOGNA”

“Giarrusso subito dopo aver salvato Salvini passa accanto a noi facendo il gesto delle manette. Con gli amici comprensivi e conniventi, con i nemici manettari e forcaioli. Uomini dalla doppia morale, sono solo questo. Vergognatevi”. Lo scrive su twitter la senatrice Pd Teresa Bellanova.

IL PRESIDIO DEM  ERA INIZIATO ALLE 13.30

Il clima, per gran parte del pomeriggio (la riunione inizia alle 13.30 e si protrae per circa due ore e mezza), è rimasto calmo. I membri della Giunta dentro, i giornalisti fuori. Mancava solo la vicepresidente grillina Grazia D’Angelo che proprio stanotte ha partorito Giulia. “La sua assenza direi che è più che giustificata”, ha spiegato sorridendo il presidente Maurizio Gasparri.

Il clima comincia a surriscaldarsi con l’arrivo, intorno alle 15, di una pattuglia di senatori del Pd. Sono venuti per attaccare vis a vis i senatori grillini che a loro detta stanno salvando Salvini per ordine di Casaleggio. A guidare il plotone ci sono Simona Malpezzi e Teresa Bellanova, gli altri le seguono a qualche metro di distanza. Col passare dei minuti i senatori democratici diventano tanti, una trentina almeno. Hanno in mano dei cartelli: ‘Vergogna’, ‘La chiamavano onestà’, ‘Ha deciso Casaleggio’.

Le parti sono ribaltate. I dem sono in piazza a gridare ‘onestà, onestà’; i grillini sono dentro che votano e salvano Salvini dal processo Diciotti. 

 

LEGGI ANCHE:

Diciotti, Nugnes: “Voto inopportuno, M5S ha perso parte della sua natura”

Diciotti, i 5 stelle dicono ‘no’ ad autorizzazione su Salvini: 59,05%

DICIOTTI. BONAFEDE: NESSUNA SVOLTA GARANTISTA, CONDIVIDO ESITO VOTO

“Nessuna svolta garantista, M5S va a testa alta portando avanti i propri principi. Non c’è nessuna svolta garantista, stiamo parlando di una situazione evidentemente nuova rispetto al passato”. Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, lo dice a margine della sua audizione alla commissione Ecomafie parlando del voto di ieri su Rouesseau a proposito di Matteo Salvini.

“M5S ha voluto interrogare i propri iscritti e la base ha dato la risposta che conoscete ed è condivisibile”, aggiunge Bonafede.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

20 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»