Politica

Milano, Sinistra italiana divisa sull’anti-Sala. E spunta ipotesi Cofferati

pisapiaMILANO – Sostenere o no Beppe Sala, candidato del centrosinistra a Milano. Il secondo giorno di ‘Cosmopolitica’ all’Eur, vede fronteggiarsi le due anime di Sinistra italiana.
Quella piu’ moderata e’ incarnata dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia. E’ possibile un altro candidato di sinistra, alternativo a Sala, come chiede Sergio Cofferati? “Sel sta ragionando e avrà a breve una riunione provinciale per prendere una decisione”, spiega. Il partito “ha anche fatto un patto di lealtà. Sono state fatte primarie ed ha vinto Sala. Saremo tutti leali a sostenerlo sapendo che deve continuare pero’ nella realizzazione del programma di centrosinistra”.
Per Pisapia quella della prossime amministrativenon sara’ una coalizione diversa” da quella che ha sostenuto la sua corsa a Palazzo Marino.” Sel mi sembra convinta ma in ogni caso la decisione sarà di Sel milanese e non del livello nazionale”. Ovviamente aggiunge il sindaco, “un altro candidato a sinistra e la prospettiva di uscire dalla coalizione sono scelte legittime, Ma sono convinto che a livello locale quella del centrosinistra sia l’unica coalizione che può vincere le elezioni”.

Nicola FratoianniDa Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, viene un invito a non drammatizzare la discussione interna. Ma anche la conferma che un altro candidato, alternativo al Pd, potrebbe scendere in campo. “Qua si confrontano idee e punti di vista diversi. A Milano faranno questa discussione, vedremo cosa produrra’. In ogni caso io sono per affrontarla in modo un po’ più laico di quanto si faccia”. Per Fratoianni deve essere chiaro che “Sel sta lavorando a un partito che sia autonomo e competitivo alle prossime politiche. Le amministrative le affronteremo per quelle che sono. Sinistra italiana non si presenta alle amministrative come partito. Tutto quello che emerge dai territori concorre a definire il partito. La grandissima parte di quelli che sono qui lavorano su candidature comuni. A Milano si discute su come difendere nel modo migliore l’esperienza Pisapia. E ci sono punti di vista diversi”. A chi gli chiede se in questo modo Sel non tradira’ il patto di lealta’ col Pd, Fratoianni risponde: “Per me il patto di lealta’ è con i cittadini, sulla base degli interessi che si vogliono difendere. Questa è l’idea che conta. Non e’ un patto con i gruppi dirigenti”.

Ancora piu’ netto Sergio Cofferati, che definisce Sala un candidato di “destra”. A Cofferati, d’altronde, guarda una parte di Sinistra Italiana come possibile candidato alternativo al Pd nel capoluogo lombardo. Che sia personalmente in campo o meno, Cofferati sostiene con decisione la necessita’ di un candidato autonomo della sinistra. “Il patto delle primarie lo deve rispettare chi lo ha firmato. Gli altri sono liberi. E qui a Roma ci sono tanti soggetti. C’è Sel ma anche altri soggetti”, attacca.
L’ex segretario della Cgil prova a chiarire: “Sel ha deciso all’epoca che sulle primarie si decideva localmente. Sel di Milano ha dunque deciso di partecipare alle primarie. Benissimo. Avendo contratto un impegno, Sel milanese lo rispetti. Ma questa formazione politica, Sinistra Italiana, e’ fatta anche di tanti altri. Questi tanti altri è giusto e doveroso che cerchino il loro candidato. Quando ci sarà il nuovo partito, alla fine dell’annno, saranno codificate le regole comuni. Ma in una fase di transizione si possono avere comportamenti diversi. Se io non mi sono impegnato alle primarie perché devo rispettare quel vincolo?”
Netta la critica di Cofferati al candidato del centrosinistra. “Bisogna cercare un altro candidato perché Sala è di destra. Se proponi un partito di sinistra, dov’è la coerenza? Ora chi ha sottoscritto l’accordo delle primarie milanesi ha un problema. Ed e’ paradossale. Devono spiegare come sostenere Sala e realizzare un programma di sinistra. Chi non ha preso quell’impegno ha il dovere di presentare un altro candidato”.
E alla Dire che gli chiede se potrebbe essere lui il candidato della sinistra alternativo a Sala, Cofferati glissa: “E’ vero che ho vissuto 20 anni a Milano e a Milano ho un pezzo della famiglia, ma… Mio figlio, ad esempio. Ecco bisognerebbe chiedere a lui“.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

20 febbraio 2016
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