Tg Riabilitazione, edizione del 19 dicembre 2018

Si parla di: Riabilitazione precoce post ictus per ripresa in tempi rapidi; A Capena nasce ‘casa di henry’ per riabilitazione disabili

RIABILITAZIONE PRECOCE POST ICTUS PER RIPRESA IN TEMPI RAPIDI

Meno tempo in ospedale e minore esposizione a rischi derivanti da immobilizzazioni, a favore di una riabilitazione quanto più tempestiva per permettere al paziente un recupero precoce delle normali attività motorie e cognitive. Questi gli obiettivi che si è posta la Clinica di Riabilitazione Toscana (Crt) intraprendendo un nuovo protocollo di lavoro stilato in collaborazione con l’Asl Toscana Sud Est. A spiegare il nuovo approccio terapeutico all’agenzia di stampa Dire il professor Mauro Mancuso, Direttore Sanitario e Scientifico della Crt, a margine della presentazione del primo Rapporto 2018 sull’Ictus in Italia.

A CAPENA NASCE ‘CASA DI HENRY’ PER RIABILITAZIONE DISABILI

A Capena nasce la ‘Casa di Henry’, una struttura protetta e di riabilitazione, aperta presso l’ex Asilo il Leprotto. E’ stata la Croce Rossa Italiana comitato Valle del Tevere a realizzare alcuni ambulatori per la riabilitazione, campi scuola estivi e un parco giochi accessibile ai disabili. I centri ambulatoriali di riabilitazione per i bambini fino a 14 anni garantiranno un servizio territoriale accorciando le liste di attesa. Saranno inoltre assicurati i servizi per bambini e ragazzi portatori di disturbi dello sviluppo, dell’apprendimento, problemi neurologici e altre patologie. “Siamo molto orgogliosi di questo progetto- dichiara il Presidente del comitato Cri Valle del Tevere, Antonio Bravi- e non a caso abbiamo voluto dedicarne il nome al fondatore della Croce Rossa, Henry Dunant. La Croce Rossa ha tra i suoi primi obiettivi quello di tutelare e proteggere la salute e la vita e questo progetto e’ un passo concreto in questa direzione”.

‘CARELAB’, REALTA’ VIRTUALE PER RIABILITAZIONE BAMBINI

E’ uno spazio riabilitativo altamente tecnologico, in cui pero’ la tecnologia e’ ben nascosta, per permettere al bambino di sperimentare, in una situazione di realta’ virtuale, un’attivita’ ludica e riabilitativa, in un contesto immersivo ma privo di artificiosita’. E’ ‘CareLab’ il modello messo a punto dall’Unita’ Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Irccs ‘Santa Maria Nascente’ per la riabilitazione tecnologicamente assistita dei giovani in eta’ evolutiva e attivato dall’Irccs milanese della Fondazione Don Gnocchi. Si tratta di uno spazio fisico per lo studio e l’integrazione di soluzioni tecnologiche innovative e per la verifica della loro efficacia nella pratica clinica. Introdurre una dimensione ludica- è stato osservato- aumenta la motivazione dei pazienti, soprattutto dei bambini, consentendo di adattare facilmente il setting alle esigenze riabilitative specifiche. In più l’utilizzo di questo tipo di tecnologia restituisce al terapista dei dati quantitativi che permettono un continuo aggiornamento del progetto riabilitativo.

CAFFÈ PER COMBATTERE PARKINSON E MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Buone notizie per gli amanti del caffè. Un recente studio, appena pubblicato sulla rivista scientifica ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, svela che una delle bevande più diffuse e amate tra gli italiani potrebbe prevenire il Parkinson e alcune forme di demenza grazie alla sinergia di alcune sostanze, tra cui la caffeina. Tali principi attivi, infatti, permetterebbero di ripulire il cervello dall’accumulo di alcune proteine ritenute tossiche e scatenanti diverse malattie. La ricerca, al momento eseguita solo su modello animale, ha svelato che la combinazione di caffeina e EHT impedisce la formazione di alfa-sinucleina dopo soli sei mesi. L’EHT è una sostanza che si trova naturalmente nel rivestimento ceroso del chicco di caffè. Il risultato aprirebbe, confermano i ricercatori, la porta alla creazione di un nuovo farmaco che possa essere d’aiuto ai pazienti affetti da Parkinson e demenza DLB. Due malattie al momento ritenute incurabili.

CHECK-UP GRATUITI AL GEMELLI PER DECENNALE POLO NAZIONALE CECITÀ

Numerosi racconti d’ipovedenti che hanno seguito un percorso di riabilitazione visiva, di medici e check-up oculistici gratuiti aperti a tutti. È questa la formula delle celebrazioni che si sono svolte presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma per il decennale delle attività del Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti. Una giornata di festa per porre l’attenzione su un problema che in Italia si stima coinvolga oltre 1,6 milioni di persone e 246 milioni in tutto il mondo. In molti casi questa condizione può essere evitata, ma qualora la riduzione visiva sia già molto forte si può intraprendere un percorso di riabilitazione, imparando a sfruttare al meglio il proprio ‘visus’ residuo. Ma come? Il primo passo è inquadrare il paziente, con particolare attenzione all’analisi dei bisogni e delle difficoltà psicologiche legate alla condizione visiva. Questa fase richiede l’intervento di più figure professionali: lo psicologo, l’oculista riabilitatore e l’ortottista riabilitatore che prevede una serie d’incontri nel corso dei quali l’ipovedente entra in contatto con ausili in grado di migliorare la qualità della vita.

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19 Dicembre 2018
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