Addio Spelacchio, l'albero di Natale a Piazza Venezia è morto - DIRE.it

Lazio

Addio Spelacchio, l’albero di Natale a Piazza Venezia è morto

ROMA – L’albero di Natale di piazza Venezia, a Roma, si era conquistato simpatie e sfottò fin dalla sua installazione. “Ha pochi rami”, “Non è folto”, “Ci fa sfigurare con Milano”, scherzavano e criticavano i romani, tanto da soprannominarlo ‘Spelacchio‘. E per lui era nato pure un profilo Twitter dedicato. Adesso arriva la conferma che quelle impressioni erano fondate: stando a quanto riporta il Corriere della sera, l’abete rosso destinato ad abbellire le Festività della Capitale è morto. Fin qui, in realtà niente di strano. Tutti gli alberi sradicati sono morti. Il punto è che Spelacchio è morto male. In maniera così evidente da far nascere delle incomprensioni Tra Roma e la Val di Fiemme, comunità nativa dell’albero più discusso del momento.

Sempre a quanto riporta il Corriere della sera, la Magnifica comunità di Fiemme ha sentenziato: “quando è partito da qui era in ottima salute, era perfetto. Gli alberi di Natale vengono selezionati secondo stringenti criteri estetici», assicurano. “Come tutti gli anni l’abete è stato tagliato, legato, trasportato, una volta sulla piazza è stato slegato e addobbato. Noi non puntiamo il dito contro nessuno ma qualcosa a quell’albero è successo. È evidente. Ha subito uno stress troppo grande. In genere in quelle condizioni, come è sempre successo, un abete rosso resiste tranquillamente un mese, un mese e mezzo. E invece questa volta…”.

La sindaca Virginia Raggi sarebbe intervenuta nella vicenda, scrive oggi Il Messaggero, chiedendo una relazione dettagliata al Dipartimento Ambiente del Campidoglio.

Intanto, i social che tanto lo avevano preso a benvolere, scoppiano di sarcasmo: c’è chi accosta la vicenda si Spelacchio a quella delle spoglie di Vittorio Emanuele III e lo vorrebbe sepolto al Pantheon e chi ci vede l’immancabile metafora dell’amministrazione capitolina.

19 dicembre 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»