Arbore e le sue 'cianfrusaglies': "E' come entrare a casa mia" FOTO E VIDEO - DIRE.it

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Arbore e le sue ‘cianfrusaglies’: “E’ come entrare a casa mia” FOTO E VIDEO

ROMA  –  “Questa mostra è un po’ come entrare nella mia casa, è vero, solo che qui ci sono pochi servizi: adesso per esempio mi scappa, ma ancora non ho trovato dove andare…”. Scherza Renzo Arbore, intervistato dall’agenzia Dire in occasione dell’inaugurazione a Roma di ‘Videos, radios, cianfrusaglies’, la mostra dedicata ai suoi 50 anni di carriera, in programma fino al 3 aprile 2016 al Macro-La Pelanda di Testaccio.

“Quante sono le mie ‘cianfrusaglies’? Un numero indefinibile, non lo so neanche io- prosegue- Ho scoperto di averne comprate molte solo vedendo questa mostra, che è stata ordita proditoriamente da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, ma anche da Luca Nannini, Monica Nannini e da mia sorella Sabina, che ha frugato pezzi in casa portando qui tutte le mie passioni. Diciamo che questa mostra si dovrebbe chiamare ‘passioni’ oppure, se volete, in americano ‘passions’”. ‘Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate’ è la scritta che campeggia all’ingresso del percorso espositivo dedicato ad Arbore, che contiene gli oggetti testimoni della sua lunga avventura: dalle copertine dei dischi alle radio d’epoca, dagli strumenti musicali agli elementi scenografici delle sue trasmissioni televisive, dalla sua coloratissima collezione di giacche, gilet e cravatte fino ai memorabilia raccolti durante i viaggi. “Girando il mondo- racconta il musicista foggiano- non mi privavo di niente, mi dicevo ‘Non posso non averlo’ e se non lo compro adesso non lo compro più. I più, invece, non lo sanno fare: pensano sempre ‘Ma che lo compro a fare, tanto lo trovo anche a Roma’… E invece non è vero, questa ‘robaccia’ qua ha delle fonti particolari, qui non ci sono solo l’America e l’Inghilterra, ma anche la Thailandia, Cuba e tanto altri Paesi. Basta frugare”.

Arbore, quindi, dà un consiglio: “Bisogna comprare rapidamente, come fosse una rapina– dice- non tirando giù il prezzo, soprattutto con i ‘vucumprà’, che sono amici miei e bisogna incoraggiare dandogli qualcosa in più”.

Si dice che i personaggi dello spettacolo siano avari, ma certamente non si può dire lo stesso di lei… “I personaggi televisivi sono tirchi- conferma sorridendo Renzo- tranne uno: io. È per questo che io ho fatto la mostra, mentre i personaggi tirchi stanno rodendosi il fegato… Non so che se ne faranno mai con questi danari: non hanno capito che lassù c’è già tutto il fabbisogno, persino il caffè? Insomma: è inutile che se li mettano da parte, per fare che? Spendeteli, piuttosto, per piccole cose”.

Protagonisti di ‘Cianfrusaglies’, anche i documenti audio e video delle performances di Arbore, da ‘Quelli della notte’ ai concerti dell’Orchestra italiana, da ‘Bandiera gialla’ e Alto gradimento ai suoi film e perfino ai suoi spot pubblicitari. Non manca proprio nulla nel percorso della mostra, articolato in ‘stazioni’ che corrispondono alle passioni del musicista: la Musica, l’America, il Collezionismo e la Plastica, il Cinema, i Viaggi, la Televisione, le Città e gli Amici, la Moda e il Design, la Radio e infine la Lega del Filo d’Oro.

Tra i cimeli storici, intanto, la divisa dell’impeccabile ammiraglio di ‘Indietro tutta’. Se la mette ancora? “Mi piacerebbe tanto entrare nella divisa dell’ammiraglio- risponde Arbore- ma purtroppo è difficile che ancora mi vada… forse adesso potrei provare con il costume da bagno, che tanto è sempre legato all’idea del mare!”.

‘Cianfrusaglies’ è quindi una mostra “divertente- prosegue Renzo Arbore- perché ci sono cose nobili ma anche ignobili. Un esempio? C’è il water del film ‘Pap’occhio’, che quando ci si sedeva sopra intonava una canzone di Julio Iglesias: ecco, questa è stata una delle mie stupidaggini, delle mie malefatte televisive. In ogni caso, in questa mostra c’è la possibilità di mettersi seduti e rivedere sketch di programmi, che io stesso non ricordo di aver fatto. Penso ad alcuni filmati prodotti per Rai International, facendo scorribande in giro per il mondo insieme a Gegè Telesforo: con lui abbiamo sempre portato dietro una telecamera, così oggi sto rivedendo video buffi che avevo dimenticato. Chi ricorda di essere andato a Santo Domingo, oppure di aver fatto uno slogan con una canzone dal titolo ‘Sfigato mambo’? Boh! Non me lo ricordavo più”.

A partecipare all’inaugurazione tanti amici e compagni di avventura di Arbore: da Mario Marenco (il mitico ‘Riccardino’) a Simona Marchini; da Luciano De Crescenzo a Roberto D’Agostino; da Dario Salvatori a Gianni Bisiach. “Oggi a Roma c’è un sacco di traffico: c’è chi va a San Pietro per il Giubileo- ironizza Renzo- e chi viene qui alla mostra. Avevo detto ad una certa Chaouqui, una signorina di origini marocchine, di consigliare a Papa Francesco di rimandare l’Anno santo almeno fino alla fine della mia mostra. Ma evidentemente non ha recepito il messaggio e si è messa a parlare di altre cose… Con ‘Videos, radios, cianfrusaglies’, comunque, ci rivedremo anche a Napoli, città dove poi verrà spostata”.

Un’ultima domanda: si potrebbe pensare, oggi, ad un nuovo programma nello stile di ‘Indietro tutta’? “Sì, ma ci vuole chi lo fa”, risponde Arbore. E lei? “No, anche se sono un clarinettista- conclude ancora una volta scherzando- e non un violinista, Paganini non ripete”.

di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

19 dicembre 2015
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