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Veneto, Zaia furibondo: “Governo boicotta referendum autonomia”/VIDEO

ROMA – Siamo “incazzati come le bisce“, perché “non è possibile che in un paese civile un’amministrazione che ha una sentenza della Corte costituzionale non riceva nemmeno una risposta”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, oggi in conferenza stampa a palazzo Balbi, Venezia, riferendosi alla mancata risposta del ministro dell’interno Marco Minniti e della presidenza del Consiglio in merito alla richiesta di collaborazione delle Prefetture nell’organizzazione del referendum per l’autonomia. “Il problema nostro è anche quello della Lombardia, ho parlato con Maroni”, continua Zaia, secondo cui la vicenda “dà una dimensione della civiltà di questo Paese”, perché “il Governo ha deciso di boicottare i referendum e due Regioni per un totale di circa 15 milioni di cittadini non ricevono risposta“. Tra l’altro, visto che la consultazione si terrà sulla base di una sentenza costituzionale, “dire che il referendum è inutile significa dire che la Corte costituzionale è inutile” In ogni caso, “non do ultimatum al Governo” e, “se la risposta non arriverà siamo pronti ad andare avanti lo stesso, ovviamente con maggiori difficoltà di cui i cittadini non si accorgeranno nemmeno”, assicura il governatore.


Certo, fa pensare che nel frattempo si parli dell’inizio di una trattativa per l’autonomia dell’Emilia-Romagna, visto che “l’articolo 116 della Costituzione esiste dal 2001 e in 16 anni nessuna Regione ha mai ottenuto nemmeno una delle 22 autonomie previste”, e inoltre “l’Emilia non ha mai chiesto niente finora mentre Veneto e Lombardia sì”. Che si tratti di una trattativa strumentale o meno, “noi siamo con l’Emilia“, afferma Zaia. Perché “se riuscirà ad ottenere le autonomie previste dal 116 poi noi andremo a chiedere lo stesso, forti anche del risultato del referendum”. Per quanto riguarda la richiesta di election day con il referendum per l’autonomia della Provincia di Belluno, infine, “noi non abbiamo nessuna riserva ad ospitare anche la scheda della Provincia di Belluno, e se fossi bellunese direi di sì”, conclude Zaia, citando tre missive spedite dalla Regione alla presidente della Provincia di Belluno, Serenella Amalia Bogana, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, in cui si chiarisce la piena disponibilità a collaborare e si evidenziano alcuni adempimenti obbligatori per poter procedere al referendum.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

19 luglio 2017

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