Europa

Migranti, Avramopoulos (UE): “Contrasto alla tratta è un dovere”

BRUXELLES – “E’ inammissibile e imperdonabile, dal punto di vista morale e giuridico, che nell’Unione europea del ventunesimo secolo degli esseri umani siano comprati, venduti e sfruttati come merci. E’ nostro dovere personale, collettivo e legale fermare questa tratta“. Il commento e’ di Dimitris Avramopoulos, commissario Ue per gli affari interni, alla presentazione della prima ‘Relazione sui progressi compiuti nella lotta alla tratta di esseri umani’.

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Per fermare la tratta, spiega il commissario, “disponiamo gia’ di un quadro legislativo robusto. La nostra principale responsabilita’ e’ ora fare in modo che questo quadro sia pienamente attuato, affinche’ i colpevoli siano consegnati alla giustizia e le vittime siano protette e assistite. La relazione presentata oggi sara’ un punto di riferimento”. La relazione riferisce che nel biennio 2013-2014 ben 15.846 persone (donne, uomini, ragazze e ragazzi) “sono state registrate come vittime della tratta nell’Ue”. E si tratta solo dei dati alla luce del sole.

“Data la difficolta’ di denunciare questo fenomeno, e’ probabile che il numero reale delle vittime- spiega la Commissione- sia nettamente superiore a quello registrato dalle autorita’ nazionali“. La relazione rivela che la tratta a fini di sfruttamento sessuale “continua a essere la fattispecie predominante (il 67% delle vittime registrate)”, seguita dalla tratta a fini di sfruttamento del lavoro (21%). Oltre i tre quarti delle vittime registrate erano donne (76%) e almeno il 15% erano minori. Vedi www.agensir.it

19 maggio 2016
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