Cns si rinnova all’insegna della legalità. Hinna: “Con noi vince gare solo chi è pulito”

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ROMA – Democraticità e parità di trattamento dei soci, sviluppo dell’impresa cooperativa, leale competizione sul mercato. Sono questi i punti centrali dei nuovi Regolamenti e del nuovo Statuto del Consorzio nazionale servizi (Cns) approvati ieri dall’assemblea dei soci. Il voto assembleare fonda le basi del nuovo Cns proiettato verso le nuove regole del mercato degli appalti e che può fare dei principi etici e di trasparenza la vera forza competitiva. Le nuove regole che guidano l’attuazione dello scopo mutualistico assumono i valori della legalità, della correttezza e della responsabilità sociale di impresa quali principi fondamentali attorno ai quali sviluppare le proprie politiche aziendali. Requisiti etici e reputazionali in sede di ammissione delle imprese cooperative, garanzie di indipendenza e professionalità degli organi di governo, procedure trasparenti e criteri obiettivi di selezione delle imprese esecutrici, sono solo alcune delle novità votate all’unanimità nell’Assemblea.

cns hinnaPer il presidente del Cns, Alessandro Hinna, “i consorzi hanno il dovere di applicare le regole del mercato al loro interno diventando così un formidabile alleato delle istituzioni nel garantire e incentivare corretti comportamenti di centinaia di imprese associate. Ha ragione il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, nell’auspicare che, nel mondo delle imprese cooperative, il bambino non venga gettato insieme all’acqua sporca. Il Cns vorrebbe essere di questo una testimonianza importante. Spero che da oggi il nome del Cns non sia più abbinato a un passato legato alle note vicende, ora che si può parlare di presente e soprattutto, di futuro”.

L’INTERVISTA. “Solo a chi è in regola consentiamo l’ingresso al nostro consorzio e la partecipazione alle gare che vinciamo. Questo è il nostro incentivo, vogliamo essere un laboratorio di legalità. Prevenire un rischio non significa pensare che ci sia del marcio, ma diminuire la probabilità ci possa essere. Crediamo profondamente nella prevenzione, che poi è la stessa logica che anima l’azione dell’Autorità nazionale anticorruzione”. Parola di Alessandro Hinna, presidente del Consorzio nazionale servizi dal 27 luglio scorso. L’assemblea dei soci del Consorzio proprio ieri ha approvato, all’unanimità, i nuovi regolamenti interni e il nuovo statuto. L’obiettivo è certificare che in questa fetta di movimento cooperativo, dopo che anche qualche suo associato è stato toccato dalle clamorose inchieste giudiziarie di questi anni, la parola d’ordine è più che mai trasparenza“.

Hinna_CnsI numeri del colosso Cns sono significativi: 194 coop attive, 700 milioni di euro di fatturato medio annuo in grado di dare lavoro a 20.000 occupati. Garantire che nessuno degli associati si comporti come un furbetto è la grande sfida di Hinna. Professore associato di organizzazione aziendale all’Università Tor Vergata, accademico impegnato, il nuovo presidente è approdato come un ‘marziano’ fra le coop, ma i risultati iniziano a vedersi. “Due anni fa neanche sapevo cosa fosse il Cns, in 10 mesi ho contribuito a riscrivere le regole del gioco. In un Consorzio come il nostro, basta che una o due coop si comportino in modo non corretto per ‘marchiare’ anche le altre. Personalmente, ho trovato imprese e storie d’impresa eccezionali qui dentro, sia come valori etici sia come capacità d’innovazione. Sono entrato come indipendente per gestire l’attuale passaggio, e sono rimasto positivamente sorpreso dalla qualità interna riscontrata”.

Tuttavia, ancora “non basta, questo è il punto: dobbiamo far valere nella nostra casa nuove regole, stiamo alzando l’asticella della legalità“, scandisce Hinna. I principi alla base della revisione dei regolamenti e dello statuto Cns sono in sostanza tre: democraticità e parità di trattamento dei soci, sviluppo dell’impresa cooperativa, leale competizione sul mercato. Dettaglia (e avvisa) Hinna: un socio che vuol partecipare al Cns deve possedere il modello 231 sul rischio di legalità, proprio quello che in questi ultimi due anni il presidente nazionale Legacoop Mauro Lusetti non si è mai stancato di citare. “Senza la 231, ovvero la disciplina di responsabilità delle persone giuridiche nel gestire i rischi interni di legalità, qui non si entra. La 231 non è obbligatoria in generale, ma per noi lo sarà e tutti si dovranno adeguare“, avanza il nuovo presidente. Che precisa e rilancia: “Se noi troviamo qualcosa che non torna, comunque, procediamo già alle sanzioni e alle esclusioni. Ma altra cosa, appunto, è prevenire il rischio. In questo senso insegna lo spirito del presidente nazionale Anac Raffaele Cantone”, intervenuto su questi temi anche nei giorni scorsi a un convegno di Legacoop nazionale a Modena.

Il rating di legalità è insomma la base per entrare nel (nuovo) Cns: “Costituiscono condizioni premianti, ad esempio, l’essere dentro le white list, o l’aver elaborato programmi propri di prevenzione dei rischi”, continua Hinna. Il quale, per l’occasione, fornisce altri dettagli non scontati sul Consorzio: “La nostra sede legale è a Bologna, ma abbiamo coop dalla Sicilia all’estremo nord e quindi altre varie sedi, Roma inclusa. Col nuovo statuto, fra l’altro, il Consiglio di gestione Cns dovrà contare al suo interno dalle tre alle sette figure indipendenti, soggetti terzi come il sottoscritto e non magari dipendenti delle coop. Al momento siamo quattro, tutti indipendenti. E con determinati profili professionali”.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

19 Maggio 2016
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