Albo badanti e laurea infermieri, il mondo della sanità interroga i candidati - DIRE.it

Emilia Romagna

Albo badanti e laurea infermieri, il mondo della sanità interroga i candidati

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BOLOGNA – Più prevenzione, Case della salute più o meno grandi, una valutazione di impatto “sanitario” sul modello delle Via ambientali. Ma anche un registro delle badanti, e nuove lauree ad hoc per gli infermieri di famiglia. Sullo sfondo, la riorganizzazione degli ospedali, che tiene banco sul numero dei posti letto tagliati anche se la Regione ha sempre parlato di “riorganizzazione” e non di sforbiciate ai servizi. Si è spaziato a 360 gradi tra sanità e welfare ieri pomeriggio in Fiera a Bologna, al match a tema tra i candidati alle imminenti elezioni amministrative. L’occasione è stata quella dell’incontro-dibattito “Il futuro della sanità a Bologna“, promosso dalle professioni sanitarie. Organizzato dal Collegio degli infermieri di Bologna Ipavsi, dal Collegio ostetriche di Bologna, dal Collegio dei tecnici sanitari di radiologia medica di Bologna e dall’Aifi (Associazione italiana fisioterapisti dell’Emilia-Romagna), al convegno in Fiera hanno partecipato il candidato a sindaco di Coalizione Civica Federico Martelloni, l’attuale assessore e candidato Pd Luca Rizzo Nervo, il consigliere regionale della Lega Nord Daniele Marchetti (per la coalizione di centrodestra), Rosario Ancora del Movimento 5 Stelle, Michele Vaira della lista Insieme Bologna di Manes Bernardini.

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Maria Grazia Bedetti (Ipasvi)

Il grillino Ancora è partito così con le sue priorità: “La prevenzione è importante ma qui viene un po’ trascurata, perchè non dà effetti immediati. Ad esempio, bisogna rendere operativo il registro dei tumori. Attenzione poi al privato sociale: il 5 marzo a Bologna- segnala Ancora- è stato chiuso l’ambulatorio di chirurgia della mano che si trovava al Rizzoli: aveva costi irrisori, pari a 26.000 euro annui, ma forniva prestazioni a 200 cittadini ogni anno. Allo stesso tempo, guarda un po’, c’e’ stata l’apertura Pronto soccorso privato di via Irnerio…”. Insomma, occhio alle privatizzazioni, è il senso dell’avviso del candidato M5s.

Al leghista Marchetti, che sostiene la collega di partito Lucia Borgonzoni come candidata a sindaco, preme invece “il taglio di oltre 600 posti letto nell’ambito della organizzazione, un tema tabù in commissione Sanità in Regione e tuttora avvolto da un po’ di mistero. Sulla Case della salute, riscontriamo un problema di coordinamento delle figure professionali coinvolte. Certo, il tema è regionale- ammette Marchetti di fronte ai professionisti sanitari- ma anche il Comune può avere un ruolo da protagonista. In questo ambito, spingiamo per il registro delle badanti e dei caregiver, per un quadro puntuale e completo del fenomeno. E poi, sulla sanità serve tanta prevenzione soprattutto sui giovani”.

bologna_exposanità-3Citando l’Osservatorio sulla salute 2015, è toccato poi al giuslavorista Martelloni cimentarsi con un po’ di welfare: “Secondo il rapporto, anche l’Emilia registra un arretramento sulle aspettative di vita, che riguarda in primis le donne fragili e povere. Per questo chiediamo percorsi di assistenza alla gravidanza gratuiti anche per le migranti, così come la contraccezione gratuita dopo l’interruzione volontaria di gravidanza e per le adolescenti non maggiorenni”. Sulla sanità in generale, tra l’altro, Martelloni propone di introdurre “una tappa di valutazione di impatto sulla salute, così come c’è la Via ambientale”.

Rizzo Nervo, da parte sua, ha ripercorso i programmi del sindaco ricandidato Virginio Merola: “Questa città- ha fatto presente l’assessore- esprime una ricca qualità di strutture e professionisti, che risultano sempre più un driver di sviluppo. Dobbiamo mettere al centro le strategie di ampio respiro e la riorganizzazione: ci serve un periodo di stabilità, per consolidare le scelte già fatte. E le professioni sanitarie- ha aperto Rizzo Nervo nei confronti degli organizzatori del convegno in Fiera- devono essere protagoniste in questi processi”. Sulla Case della salute, l’assessore ha parlato di “risposta personalizzata” e chiarito: “Non è un restyling dei vecchi ambulatori. E anche sull’organizzazione degli ospedali non siamo all’anno zero: per anni in questo territorio si è parlato del rischio di chiusure, mai avvenute”. Il dirigente sindacale Vaira, invece, ha messo in fila così le sue urgenze: “Questa provincia accusa molti anziani, che ancora in troppi casi fan fatica ad accedere ai servizi. Le case della salute vanno riviste, sul ruolo dei medici di base e sul senso di unire servizi prima dislocati. Occhio agli sprechi, certo, anche se il personale andrebbe raddoppiato e triplicato”.

Tutti i candidati inoltre, con diverse sfumature tra loro, si sono detti d’accordo nel valorizzare maggiormente il ruolo dei professionisti sanitari, anche e soprattutto “a livello economico contrattuale” ha spronato Vaira a più riprese. Rizzo Nervo ricorda a tutti che non si potrà tornare alla “idea ancillare delle professione sanitarie, coi cosiddetti paramedici, termine non adeguato, dietro ai codazzi dei camici bianchi: si tratta di una medicina che non c’è più”. Martelloni ha poi aperto il campo, chiedendo il sostegno dell’Università e delle Azienda sanitarie “per produrre nuove lauree specialistiche mirate a formare gli infermieri di famiglia“. Quindi, Marchetti si è fatto più distensivo, ammettendo: “Abbiamo comunque un sistema sanitario di eccellenza, rispetto ad altri in Italia, grazie ai tanti professionisti che ci lavorano. Dobbiamo coinvolgere di più le figure professionali, e sulle case della salute non voglio fare terrorismo: ben vengano i servizi vicini al cittadino, ma, ancora, bisogna valorizzare di più i professionisti”.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

19 maggio 2016
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