AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE vaticano

Cardinal Bagnasco: “Italia paese affamato”

ROMA – Crescono le diseguaglianze in Italia, ogni volta certificate anche dall’Istat. La crisi graffia ancora a sangue, tanta gente si sente abbandonata da chi deve trovare soluzioni “e invece dice che va tutto bene”. Così cresce la rabbia, il distacco. Ma la Chiesa c’è.

“A chi mi dice: che cosa fa la Chiesa? Che cosa fate con il miliardo di euro dell’8 per mille? Io dico solo che nella mia diocesi di Genova l’anno scorso abbiamo distribuito 400mila pasti. Ho chiesto alle altre diocesi italiane, fatto un calcolo al ribasso… la Chiesa lo scorso anno ha distribuito circa 25 milioni di pasti. Questo è un paese affamato”. Parla il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, nel corso della cena con i giornalisti per un saluto prima dell’assemblea che a breve eleggerà il nuovo presidente.

Sul punto delle risorse che arrivano dai cittadini italiani, c’è un’altra considerazione: “Abbiamo fatto uno studio, dal miliardo dell’8 per mille si genera un flusso di attività pari a 11 miliardi”.

A quanti danno battaglia per eliminare 500 milioni alle scuole paritarie, il cardinale Bagnasco ha osservato che “sempre considerando dati al ribasso, lo Stato italiano su questo versante risparmia circa 4 miliardi di euro l’anno”.

Il cardinale Bagnasco è partito riconoscendo la “difficoltà del mestiere del giornalista. Conosco i problemi del vostro settore, ho parlato con tanti di voi, delle preoccupazioni per il futuro di questo lavoro” ha detto.

LA PRESIDENZA CEI

Per quanto riguarda il suo successore “ci sarà una terna di nomi e la prossima assemblea sperimenterà il voto elettronico… L’ultima parola spetta comunque al Santo Padre Vescovo di Roma”. Un consiglio al nuovo presidente? “Sii te stesso” ha risposto subito Bagnasco, glissando sulla figura: più politico o pastore? “Un pastore, un pastore” ha risposto con un sorriso. Il discorso torna su questi 10 anni di presidenza Cei, con le tante cose belle viste e anche brutte. Un momento in particolare? “Le dimissioni di Papa Ratzinger. Ero presente a quel Concistoro con altri confratelli… Abbiamo sentito quelle parole in latino, provato sconcerto, simulato da battute tipo: ‘cosa ha detto? Ma no, forse abbiamo capito male una parola’… Avevamo capito subito tutto. Abbiamo provato sconcerto, ma poi c’è stato un completo affidamento alla nostra fede nel Signore. Tutti noi svolgiamo un servizio per…” e Bagnasco ha alzato gli occhi al cielo.

PAPA FRANCESCO

Con il cardinale Bagnasco si è poi parlato di Papa Bergoglio “della ventata di novità e di simpatia che ha subito riscosso in tutto il mondo. Papa Francesco- ha detto- ci ha detto una cosa fondamentale, importantissima. La Chiesa deve stare tra la gente, vicina alle persone“.

Parlando di Papa Bergoglio da Bagnasco arriva anche un rilievo critico al lavoro dei giornalisti: “Alcune sue parole vengono enfatizzate, ingigantite, altre presenti nello stesso discorso messe in ombra, lasciate cadere. Ad esempio, nella ‘Laudato si’- ha sottolineato- il Papa scrive che ‘nella modernità si è verificato un notevole eccesso antropocentrico’, affermazione straordinaria, nessuno l’ha riportata. Perché? Perché?”. Silenzio. Rotto dal cardinale che ha azzardato una risposta: “So bene che anche voi dovete rispondere agli editori, alle linee editoriali del momento…”.

Si ritorna alla Chiesa tra la gente. E proprio questo stare a contatto con i veri sentimenti del popolo che preoccupano: “C’è tanta rabbia in giro, uno scollamento tra rappresentanti e rappresentati. La Chiesa conosce i veri problemi perché noi abbiamo circa 26mila parrocchie sul territorio, noi ci siamo”. Dal discorso si capisce che la preoccupazione nasce dal vedere l’inefficienza della nostra classe dirigente, politica e non. Si parla, si parla ma poi restano le distanza, non si danno risposte e non si risolvono i problemi. La questione non riguarda solo l’Italia, “anche in Europa c’è scollamento, troppa burocrazia…”, ha detto Bagnasco.

18 maggio 2017

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE
facebooktwitteryoutubelinkedIn instagram