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Contratti di formazione a farmacisti, Sifo-Sifact-Sinafo: “Pronto ricorso a Corte europea”

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ROMA – Non solo vengono negate le borse di studio per gli specializzandi in farmacia ospedaliera, attese da anni, ma le nuove misure di legge approvate nelle scorse settimane tolgono anche il numero programmato degli accessi, necessaria a garantire il turn over. Sifo, Sifact e SiNaFo non ci stanno e prendono posizione in un comunicato congiunto contro le recenti disposizioni relative alla scuola di specializzazione in farmaci ospedaliera, dicendosi pronti a presentare ricorso alla Corte europea per rimediare a quella che definiscono “una sciagurata riforma”. Nel mirino dei farmacisti ospedalieri e territoriali del Servizio sanitario nazionale (a intervenire sono due società scientifiche e il sindacato dei farmacisti dirigenti ospedalieri) c’è l’articolo 2 bis della legge recante “Disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico” approvata recentemente dal Parlamento.

In particolare, scrivono Sifo, Sifact e Sinafo in una nota, “l’abrogazione dell’articolo 8 della legge 401/2000 toglie ai nostri specializzandi la possibilità di accedere alla scuola di specializzazione usufruendo dei contratti di formazione e, inoltre, abolisce il numero programmato degli accessi”. Le motivazioni addotte per giustificare questi interventi, proseguono, “sono sostanzialmente riconducibili alla volontà governativa di eliminare le attuali criticità che riguardano l’apertura delle scuole di specializzazioni ‘non mediche’, rimandando ad un futuro (incerto) la loro rivisitazione”. Il legislatore, però, “non ha considerato il fatto che per la scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera il riordino è stato già effettuato con il Dm 68 del 04/02/2015”, sottolineano i farmacisti ospedalieri del Ssn.

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Il presidente Sifo, Marcello Pani

Il risultato è che con questa legge “non solo è stato abrogato il diritto ai contratti di formazione (il decreto 68 che riordina la materia prevede le stesse regole formative degli specializzandi medici che diversamente ne dispongono) ma viene eliminata la programmazione degli accessi che garantiva un bilanciato equilibrio con i numeri di turn-over, contenendo in tal modo la formazione di sacche di precariato”. E di conseguenza “i farmacisti ospedalieri e territoriali del Ssn, strettamente coinvolti nella rete formativa professionalizzante, stanno seriamente considerando l’ipotesi di non accogliere più gli specializzandi che accederanno alle Scuole a seguito di tale sciagurata riforma”. E qui l’annuncio della mossa che i farmacisti ospedalieri del Ssn ritengono “ineluttabile”: il ricorso alla Corte Europea “per l’ennesima beffa ai danni della nostra scuola di specializzazione che già da tempo attendeva i contratti di formazione a seguito, anche, della sentenza del Consiglio di Stato del 2013″.

18 maggio 2016

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