A Imola l’altolà dell’Anpi: “Non si venga a glorificare la famiglia del Duce”

Foto de 'Il Giornale d'Italia'

Foto de ‘Il Giornale d’Italia’

BOLOGNA – Anpi in rivolta, a Imola, per l’annunciata presentazione del libro “Donna Rachele mia nonna – La moglie di Benito Mussolini”, in programma per il 26 febbraio al pub River side. Ad intervenire, per niente affatto entusiasta della novità, è una nota firmata dalla presidenza dell’Anpi e diffusa dall’ex parlamentare Bruno Solaroli, che guida l’associazione a Imola. Agli ex partigiani “appare inopportuna” la presentazione del libro” in una “città Medaglia d’oro per la Resistenza”, recita la nota, “con la presenza della nipote (Edda Negri Mussolini, ndr) e della giornalista Emma Moriconi, dal curriculum noto”. Moriconi scrive su ‘Il giornale d’Italia’ diretto da Francesco Storace, leader de La Destra. “Un’iniziativa che viene presentata come atto di apertura degli eventi della prossima bella stagione e che quindi ne dà una impronta”, rilevano dall’Anpi. “Un racconto che illumini solo ‘la dimensione umana della storia’, come recita la descrizione dell’evento, è frutto della consapevole scelta di non indagare nel suo contesto la figura di questa donna– attaccano gli ex partigiani- suggerendone solo lo scorcio del quadro famigliare, nel tentativo di una sua legittimazione”.

Quando si tratta di “certi personaggi storici”, a detta dell’Anpi, “non si può astrarre il solo profilo privato rendendolo avulso da qualsiasi considerazione pubblica, dunque politica. E chi non coglie questa grave e consapevolmente colpevole genericità nell’approccio, è ugualmente chiamato in causa”. In ogni caso, “ci pare difficile che un racconto familiare, autrici una nipote del Duce e una giornalista del Giornale d’Italia diretto da Storace- si conclude la nota- non finisca per glorificare oltre la famiglia anche Mussolini e le sue gesta drammatiche per l’Italia e non solo”.

Alle critiche risponde indirettamente il giornalista chiamato a moderare l’incontro, Mattia Grandi, con un post rilanciato dalla pagina Facebook del River side. Grandi spiega di aver saputo che nel gruppo “Sei di Imola se…”, sempre su Facebook, si “è scatenata una bella diatriba sulla nostra serata di presentazione del volume”. Commenta allora Grandi: “Ringraziando ovviamente gli utenti per una forma di pubblicità virale del tutto gratuita, mi fa sorridere l’idea di ventilate denunce per apologia fascista (nel 2016) al cospetto di un libro biografico sulla figura di donna Rachele nel quale la politica, come più volte sottolineato, non è assolutamente presente o strumentalizzata in alcun modo”. È la storia “di una donna e della sua famiglia collocata in un contesto storico definito ed appartenuto al nostro Paese. Non è difficile da capire. Bisognerebbe, però- contrattacca Grandi- sforzarsi di leggere due o tre pagine (anche solo la prefazione) o provare, almeno, a farlo prima di pubblicare commenti preventivi”. Ad onor di cronaca, poi, “ricordo che il volume ha già venduto 6.000 copie, è in seconda ristampa” ed è stato “recensito dai maggiori quotidiani nazionali”, tanto da essere al centro di “un ricco tour di presentazione su e giù per lo Stivale”. L’appello finale di Grandi, che precisa di non avere tessere di partito e di avere “sempre sostenuto a carattere locale soltanto liste civiche”, è il seguente: “Imola, proviamo ad alzare l’asticella della cultura e della comprensione, ci sono già tanti problemi in giro, non disperdiamo energie psichiche e gastritiche”.

18 Febbraio 2016
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