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Saccardi: Vittime meningite non erano vaccinate

FIRENZE – Di fronte all’ultimo caso di meningite di tipo C, l’azienda sanitaria di Prato ha raccomandato la profilassi antibiotica anche alle persone vaccinate che fossero entrate in contatto con la paziente colpita. Questo apre dei dubbi sull’efficacia della copertura del vaccino di fronte alla variante St11? “La copertura individuale funziona. Il ragionamento fatto dall’azienda sanitaria era in relazione all’igiene pubblica, per rafforzare la possibilità di evitare contagi all’esterno. Non è solo nell’ottica della protezione individuale, ma anche così di tipo collettivo”. Così, l’assessore regionale per il Diritto alla Salute, Stefania Saccardi rispondendo ai giornalisti a margine di una conferenza stampa.

Del resto, “nessuno dei pazienti colpiti da meningite in Toscana era vaccinato“, ha aggiunto, sollecitata da una domanda specifica. “Su questo tema siamo a lavoro ogni giorno e ogni minuto- ha proseguito-. Siamo in costante contatto con l’Istituto superiore di sanità e cerchiamo in tutti i modi di adottare le cautele e gli interventi possibili, affinché questi numeri siano sempre più contenuti. Non siamo di fronte a un’epidemia– ha rammentato- ma a numeri relativi perché parliamo di una quarantina di casi” dal 2015, “compresi anche quelli del 2016 rispetto a una popolazione di 3,5 milioni di abitanti”. Questo è un punto essenziale per l’assessore per inquadrare bene il fenomeno che sta generando un grande allarme sociale.

firenze_“Non siamo di fronte a un’epidemia- ha rimarcato-, ma a eventi che intanto possono anche condurre alla morte delle persone e in 6 casi il meningococco C ha portato alla morte delle persone. Siamo di fronte ad attacchi molto virulenti e cerchiamo di porre l’attenzione massima nell’interesse della salute delle persone, però ancora la soluzione del vaccino è quella migliore”.
Resta in campo il quesito se comunque, anche per i vaccinati, sarà sempre necessaria la profilassi nell’eventualità di un contatto con i pazienti colpiti dal meningococco. “Questo lo decideranno le Aziende sanitarie sulla base della tipologia del contatto con la persona infettata- ha tagliato corto l’assessore- però i nostri dati ci dicono ancora oggi che la vaccinazione offre uno schermo almeno entro un raggio sui 10 anni”.

di Carlandrea Poli, giornalista

18 gennaio 2016

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