Emilia Romagna

A Reggio Emilia i detenuti ripuliscono i sentieri dell’Appennino

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ROMA – Un futuro che fa meno paura per tre giovani detenuti nel carcere di Reggio Emilia, che finiranno di scontare la pena tra circa un anno. Una volta liberi avranno infatti in tasca un attestato professionale di “operatore del verde” per provare a reinserirsi nel mercato del lavoro e nella società. A rilasciarlo la Fondazione Enaip, nell’ambito di un progetto che si concluderà il prossimo 5 dicembre, realizzato insieme all’istituto penitenziario reggiano, il Comune di Castelnovo Monti e la cooperativa “I Briganti di Cerreto”, con il cofinanziamento di circa 12.000 euro del Fondo Sociale Europeo e della Regione. In particolare i tre detenuti, un rumeno, un senegalese e un tunisino, sono stati impiegati dopo un’apposita formazione nella pulizia dei sentieri di montagna del Comune di Castelnovo Monti, ripristinandone in questo modo l’agibilità e l’attrattività turistica, dietro un riconoscimento di 450 euro mensili.

detenuti_reggio_lavoro“Il progetto, commenta il direttore del carcere Paolo Madonna- si è sviluppato attraverso un percorso dove alle collaborazioni per semplici prestazioni d’opera: si è aggiunta la formazione, che è davvero un aspetto fondamentale per insegnare a queste persone le regole del mondo del lavoro e acquisire delle competenze liberamente spendibili quando avranno scontato la pena”. Madonna sottolinea inoltre come in totale siano 35 i detenuti oggi coinvolti in progetti che riguardano attività lavorative esterne al penitenziario, alcuni nell’ambito di convenzioni in corso con i Comuni di Reggio Emilia e di Albinea, e con Acer. Tutta l’attività esterna è stata sostenuta poi dall’Apt Emilia-Romagna per dare seguito, come spiega la presidente dell’ente regionale per il turismo Liviana Zanetti, “al recente protocollo di intesa firmato tra il ministro dell’ambiente Galletti ed il ministro della giustizia Orlando per individuare azioni specifiche idonee a favorire la costruzione di una identità professionale e consentire l’occupazione dei detenuti, con particolare riguardo al territorio del sistema nazionale delle aree protette”.

carcere_reggioLa Regione, prosegue Zanetti, “ha voluto dare anche seguito ai progetti sulla valorizzazione del sistema dei sentieri italiani che in Emilia Romagna sono un grande patrimonio turistico, per il quale abbiamo cominciato a guardarci intorno per trovare partner a cui affidarne la cura. Qui si è concretizzata una collaborazione con un compagno di viaggio importante, l’istituto penitenziario, che ha dato un ulteriore valore al progetto”. Questo progetto “ha rappresentato una esperienza molto significativa- affermano gli assessori castelnovesi Chiara Borghi e Giorgio Severi- vissuto in modo positivo anche dai residenti del paese. E’ stata certamente un’esperienza molto positiva e speriamo si possa ripetere”. Quello condotto a Castelnovo Monti, concludono Alessandro Sacchi e Massimo Guarino di Enaip “è stato un progetto pilota, realizzato per la prima volta nella nostra regione. I risultati sono stati di assoluto interesse, e crediamo sia una esperienza ripetibile ed esportabile anche in altri contesti“. Significativa infine la testimonianza di uno dei tre detenuti protagonisti dell’iniziativa: “Avevo un grande desiderio di una occasione di ricominciare- ha detto- ma di certo non mi sarei mai aspettato di trovare questa occasione proprio in carcere”.

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

17 novembre 2016
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