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Milano, Sala: “L’aggressore doveva già essere stato espulso”/VIDEO

MILANO – “Dalla stazione centrale passano un milione di persone e io non ho mai detto che non debba essere rafforzato il controllo della sicurezza. Il problema sta a monte perché questa persona con un decreto di espulsione era ancora in giro e gravitava su Milano, il tema è complesso e ne parlerò con prefetto e questore, ma non ci sono altre soluzioni che quella di continuare a cercare di gestire un punto cruciale per la città”. È arrivato il commento del sindaco di Milano Beppe Sala sull’episodio accaduto in stazione centrale questa mattina, in cui un 31enne guineano ha aggredito con un coltello un poliziotto che lo aveva fermato per controlli. Si è poi appreso che l’aggressore aveva già ricevuto notifica di espulsione. Sala, intervenuto a margine della seduta di Consiglio comunale, è tornato sul blitz in stazione centrale dello scorso maggio, occasione in cui “avevamo contestato le modalità dell’intervento- ha detto- ma avevo specificato che più che un intervento del genere, serve il controllo quotidiano di tutti quindi continuiamo a lavorarci”.

Il sindaco, che ha annunciato di avere intenzione di andare a trovare il poliziotto aggredito in compatibilità con gli impegni (“sentirò il questore a proposito”), ha sottolineato che l’attività di controllo non è solo responsabilità del Comune “ma anche molto della Questura”, che “non ci soluzioni se non il controllo quotidiano“, riconoscendo il lavoro delle Forze dell’ordine “che stanno facendo la loro parte, anche rischiando”, dunque “dobbiamo andare avanti su questo punto di vista”, ha ribadito.

Logico è che sullo sfondo monta sempre più l’esigenza di un piano nazionale di accoglienza che possa evitare situazioni come questa, con persone sulle cui spalle pesano ordinanze di espulsione che invece circolano liberamente. Il sindaco a questo proposito è tornato anche sulla proposta di occupare i migranti con relativo salario: “Io non posso che continuare a chiederlo- ha confermato Sala riferendosi al piano- e nonostante le ironie quando io dico che bisogna pagarli per lavorare, penso che il lavoro vada retribuito il giusto, anche poco volendo, ma il problema vero è che se la questione non è regolamentata noi non possiamo che fare in modo che simbolicamente alcuni lavorino”. Per il sindaco meneghino dunque la frontiera è “cercare di trovare le formule perché gli immigrati possano lavorare nella legalità e sono anche convinto che ci sono una serie di attività che non ruberebbero lavoro a i nostri”.

di Nicola Mente, giornalista

17 luglio 2017

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