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scientificamente - Gli Speciali di DIRE

Ecco come l’ossitocina trasforma una donna in una mamma

ROMA – Lo chiamano l’ormone dell’amore perché la sua presenza aumenta vertiginosamente in tutte quelle situazioni che ci fanno stare bene. Parliamo dell’ossitocina, rilasciata dall’ipofisi quando coccoliamo un neonato, o quando una mamma allatta, o ancora quando due innamorati si scambiano effusioni. In generale la produzione di ossitocina è collegata a situazioni di benessere e buonumore. Ora, uno studio della Scuola di Medicina dell’Università di New York pubblicato su Nature spiega che è la stessa ossitocina a trasformare una donna in una mamma. Come ci riesce? Bilanciando l’inibizione della corteccia cerebrale. Per arrivare a questo interessante risultato gli scienziati hanno lavorato con i topi e i loro cuccioli.

I piccoli topi, appena nati, hanno l’abitudine di piangere per attirare l’attenzione della mamma, un po’ come succede anche ai bambini e ad altri mammiferi. Le mamme, però, non sono in grado istintivamente di riconoscere quella richiesta di aiuto. Devono imparare a riconoscere la chiamata della loro prole. La chiave per comprendere i meccanismi che attivano questo riconoscimento è proprio l’ossitocina, di cui già si sapeva che fosse legata all’attaccamento materno. Soltanto dopo che l’ossitocina ha fatto il suo lavoro il cervello di una donna cambia e diventa quello di una mamma, capace di rispondere alla richiesta di aiuto dei suoi cuccioli.

Ecco la situazione che gli scienziati hanno osservato. I topi spostano spesso il loro nido per sfuggire ai predatori. Quando, durante il ‘trasloco’, i cuccioli di topo restano indietro piangono emettendo ultrasuoni. La madre li sente, torna indietro e li ricongiunge con il resto della famiglia. Addirittura sembra che le mamme-topo rispondano anche alle grida di cuccioli che non sono i propri. I topi che non hanno figli, invece, ignorano completamente i pianti dei più piccoli. Quando però viene infusa loro ossitocina, il comportamento cambia e diventano ricettivi. Come è possibile? Grazie a studi precedenti i ricercatori sanno che nella corteccia uditiva del cervello delle mamme restano, come in un magazzino, le grida di sofferenza dei piccoli. La corteccia uditiva ha due lati, il destro e il sinistro. In entrambi sono stati scoperti, per la prima volta, sia i recettori di ossiticina che i suoi neuroni produttori. La parte sinistra è specializzata nel riconoscere i segnali sociali. Nella maggior parte delle persone, lo ricordiamo, l’emisfero sinistro è quello che controlla il linguaggio. Gli scienziati hanno potuto provare l’importanza della corteccia di sinistra nel processo di attaccamento materno nei topi bloccandone l’attività con un farmaco. Le mamme sottoposte a questo trattamento hanno ignorato le grida della prole. Quando invece è stata immessa ossitocina nel cervello delle non-mamme si è attivata una risposta. “Una reazione istantanea”, assicurano i firmatari dello studio. “Non erano rispondenti e poi, boom, all’improvviso lo diventavano”. Lo studio sostiene che l’ossitocina aiuti le mamme-topo a imparare il senso materno e a immagazzinare, per poi poterla riconoscere, la richiesta di attenzione dei cuccioli.

I neuroscienziati descrivono questa scoperta come “rivoluzionaria”. E adesso si suppone che l’ossitocina possa avere un ruolo anche nell’elaborazione visiva e olfattiva. Molte strade si aprono adesso per i possibili impieghi dell’ormone dell’amore. C’è chi già spera che possa essere d’aiuto per trattare l’autismo e la depressione post-partum.

Le news di questa settimana

AMS, IL CERN DEDICA TRE GIORNI AL CACCIATORE DI ANTIMATERIA

Una tre giorni interamente dedicata ad Ams, lo spettrometro cacciatore di antimateria, è andata in scena al Cern di Ginevra. Fisici teorici eminenti si sono dati appuntamento in Svizzera per discutere degli ultimi risultati ottenuto dallo strumento, installato sulla Stazione spaziale internazionale nel 2011 e che resterà attivo fino al 2024. Ams ha di recente ottenuto una nuova misura di precisione del rapporto tra il flusso di antiprotoni e di protoni nei raggi cosmici: un risultato che mostra per la prima volta una inattesa abbondanza di antiprotoni. Di fatto, i più recenti risultati di Ams potrebbero essere interpretabili come l’effetto di collisioni tra particelle di materia oscura, e quindi una possibile evidenza indiretta della sua esistenza e della sua natura particellare

ARRIVANO SULLA ISS GLI ULTIMI 3 ESPERIMENTI ITALIANI DI ‘FUTURA’

La capsula Dragon è partita grazie al vettore Falcon 9 di SpaceX, la società privata americana che ha firmato un accordo con la Nasa per realizzare dodici missioni. A bordo traportava gli ultimi tre esperimenti della missione ‘Futura’ di Samantha Cristoforetti. Cell Shape and Expression (Cytospace) è un esperimento di biologia che ha l’obiettivo di definire un modello in grado di descrivere l’influenza del fattore fisico microgravità sull’espressione genica, influenza che si esercita attraverso la modificazione della forma cellulare. ISSpresso, la macchina per il caffè extraterrestre, è invece un complesso esperimento di fisica dei fluidi che impiega un dimostratore tecnologico estremamente sofisticato per validare un sistema in grado di garantire la difficile gestione in un ambiente spaziale di liquidi ad alta pressione e alta temperatura . Il terzo esperimento in partenza, Nanoparticles and Osteoporosis (NATO) riguarda la ricerca sull’osteoporosi, una malattia scheletrica multifattoriale che può essere correlata a diversi fattori di rischio.

NIENTE CAMPO MAGNETICO PER LA COMETA DI ROSETTA

Il nucleo della cometa 67P Churyumov/Gerasimenko non ha campo magnetico. Lo hanno dimostrato due strumenti a bordo della sonda Rosetta e del piccolo lander Philae, atterrato sulla ssuperficie della cometa lo scorso novembre. Gli strumenti ROMAP (Rosetta Lander Magnetometer and Plasma Monitor) e RPC-MAG sono stati utilizzati per raccogliere misure di campo magnetico durante e dopo la discesa del lander. I risultati sono stati presentati durante una sezione dedicata alla missione all’European Geosciences Union (EGU) di Vienna, una riunione annuale a cui prendono parte i maggior esperti di geoscienze. I due magnetometri parlano chiaro: niente campo magentico. E’ un dato molto rilevante, che può essere esteso anche alle altre comete, considerate le ‘portavoci’ dell’alba del nostro Sistema solare. Grazie a loro, infatti, possiamo ricostruirne l’evoluzione e capire come è cambiato nel corso del tempo.

PALAZZO CHIGI CHIAMA ISS, TELEFONATA TRA RENZI E CRISTOFORETTI

Quindici minuti in diretta con lo Spazio. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha chiamato l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, in orbita sulla Stazione spaziale intenazionale dallo scorso novembre fino a maggio grazie alla missione ‘Futura’. Le ha manifestato subito l’ammirazione con cui viene seguita, sottolineando il grande ruolo della ricerca scientifica e l’importanza dell’opera di divulgazione svolta dall’astronauta, capace di avvicinare alla scienza anche i profani. “Finisca presto, la aspettiamo per festeggiare e metterci al lavoro, cominciando per prima cosa ad andare nelle scuole” ha detto Renzi al momento dei saluti. “Sono a disposizione – ha risposto la Cristoforetti, che si è definita “una ‘public servant’ pronta a restituire al mio paese il tanto che ho ricevuto”.

 

di Antonella Salini

17 aprile 2015

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