Friuli Venezia Giulia

Lavoro. Panariti: “Imprenderò strumento più integrato e flessibile”

PANARITITRIESTE – “Il progetto ‘Imprenderò (in) FVG’ ha dato ottimi risultati in passato, ma per la quinta edizione abbiamo lavorato ulteriormente in modo da rispondere con maggiore efficacia alle esigenze del territorio e offrire un pacchetto integrato di strumenti  a quanti cercano di mettersi in gioco con intraprendenza e curiosità“. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti, presentando la rinnovata edizione dello strumento a sostegno della creazione d’impresa: dall’8 febbraio è stato emanato l’avviso pubblico con il quale verrà selezionato il soggetto che darà attuazione al progetto fino al 2020.

   “E’ un’offerta completa, che candida il Friuli Venezia Giulia, già prima regione d’Italia per assunzioni a tempo indeterminato, a diventare anche il luogo che dà cittadinanza alla forza e alla volontà di fare nuova impresa. I temi della cultura imprenditoriale, della creazione d’impresa e del lavoro autonomo costituiscono, infatti, punto di attenzione per l’Amministrazione regionale che ne ha fatto uno degli elemento caratterizzanti della programmazione del Fondo sociale europeo 2014/2020″, ha commentato Panariti.

   I destinatari delle misure sono giovani disoccupati o inattivi 16/29enni, disoccupati o inattivi, lavoratori che per situazioni di crisi rischiano di fuoriuscire dal mercato del lavoro, neoimprenditori, neolavoratori autonomi. “Imprenderò sarà capace di rispondere alle esigenze di chi è già neoimprenditore e di chi ha un’idea imprenditoriale e vuole realizzarla“, ha puntualizzato l’assessore.

   Lo scorso anno le aziende che hanno aperto grazie alla precedente edizione di Imprenderò sono state cinquanta e anche queste potranno continuare a rientrare in alcune forme di sostegno della nuova edizione per consolidarsi (incentivi a fondo perduto a sostegno della fase di start up).

   “Il cambiamento culturale che è la base per un rinnovato spirito imprenditoriale parte, in primo luogo, dalle giovani generazioni: in tal senso si prevede una articolata fase di seminari che coinvolgono gli allievi degli ultimi anni dei percorsi di istruzione e formazione professionale e degli istituti scolastici superiori nonché gli studenti di percorsi di laurea triennale“, ha spiegato Panariti.

   Per quanto riguarda il sostegno alla creazione di nuova impresa o di lavoro autonomo, è prevista una fase di accoglienza degli aspiranti imprenditori attraverso la quale viene delineato il percorso, all’interno di Imprenderò, più idoneo per sviluppare l’idea d’impresa. In questo senso è possibile la partecipazione a percorsi di formazione imprenditoriale, che forniscono conoscenze e competenze in tema di gestione e organizzazione aziendale; ad attività formative di carattere individualizzato specificamente indirizzate allo sviluppo del business plan; al sostegno di un tutoraggio specialistico che accompagna alla scrittura del business plan.

   La sostenibilità del business plan sarà oggetto di specifico esame da parte di un apposito gruppo di valutazione; il superamento di questa fase e la costituzione dell’impresa daranno quindi titolo a beneficiare di ulteriori servizi di Imprenderò o correlati, che sosterranno la nuova realtà nel delicato momento dello start up. Il progetto garantisce un servizio di assistenza a distanza: telefonica, on line, con FAQ.

   Sul fronte del sostegno economico, il progetto prevede una integrazione con il programma comunitario del FESR per l’erogazione di incentivi a fondo perduto a favore delle nuove realtà (10 milioni) e con un fondo di rotazione nazionale per l’accesso a prestiti a interessi zero (1 milione e 300 mila uro) per i giovani under 30. Infine, 4 milioni e 800 mila euro sono previsti per la copertura delle attività di formazione (fondi FSE regionale).

   Infine, questa edizione del progetto pensa anche agli imprenditori titolari di impresa da non più di tre anni, con la previsione di attività formative di carattere manageriale in grado di fornire strumenti e competenze utili a migliorare il livello di competitività e radicamento sul territorio.

17 febbraio 2016
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