A Bologna l’anti-movida Sisti accusato di stalking da un oste

Presidente del comitato di residenti 'Piazza Verdi', sotto le Due torri Sisti è l'antimovida per eccellenza. Andrà a processo per stalking: prima udienza il 23 gennaio
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BOLOGNA – Il residente si lamenta troppo per gli schiamazzi della movida e finisce a processo, accusato di stalking proprio da un oste. Il protagonista è Giuseppe Sisti, portavoce dell’associazione Via Petroni e dintorni: “Il 23 gennaio c’è la prima udienza“, racconta. Alla vicenda Sisti ha accennato oggi durante una commissione in Comune: in sala c’era anche il barista che lo ha denunciato, Massimiliano Bolelli, gestore del bar Balanzone.

La denuncia risale a due anni fa, spiega Sisti a margine della commissione, aggiungendo che in un primo momento l’accusa era stata archiviata ma Bolelli ha fatto opposizione. E ora, invece, “comincia il processo”, allarga le braccia il portavoce dei residenti. Al centro della denuncia ci sarebbero in sostanza le ripetute segnalazioni sugli schiamazzi e, in particolare, le riprese video fatte per documentare la situazione: “Evidentemente gli ha dato fastidio”, commenta Sisti. Di per sè “è una cosa ridicola“, aggiunge il residente, “però sapete quanto costa un avvocato penalista?”.

Nel frattempo, in commissione Sisti ribadisce che la situazione in via Petroni “è gravissima”: al rumore si aggiungono “macchine danneggiate, gomme tagliate più volte nella stessa settimana, atti vandalici di tutti i tipi”, poi “organizzazione di cori e gestacci fatti davanti alle telecamere”, nonchè “minacce dagli spacciatori”, portoni “violati” e “campanelli suonati in piena notte”.

In pratica, “una nefandezza di cui dobbiamo tutti vergognarci”, si associa un altro residente, Loris Folegatti, consigliere di Quartiere del centrodestra, che cita in particolare gli spacciatori e i venditori abusivi di birra: “Ormai mi chiamano zio, siamo diventati amici… li conosciamo tutti“. 

“Non fateci passare un’altra estate come quella scorsa. Non ne possiamo più”, aggiunge Otello Ciavatti del comitato Piazza Verdi. Paola Maria Gritti del comitato di via del Guasto, invece, torna ad affermare che la situazione in piazza Scaravilli, zona che fa capo all’Università, è diventata “sconvolgente”.

L’ultima estate “è stata un incubo”, afferma la residente: tra le iniziative dei collettivi e la frequentazione estemporanea degli studenti (a quanto pare spagnoli, in particolare) la piazza “è veramente una terra di nessuno”, afferma Gritti. A volte i vigili dicono di essere anche sul posto, ma “evidentemente stanno lì a guardare il concerto”, si sfoga la residente.

Anche per la presidente del quartiere Santo Stefano, Rosa Amorevole, la situazione “sta diventando sempre più insopportabile”. Amorevole si concentra in particolare sul Guasto Village, che alla fine “forse ha creato spazi un po’ troppo liberi”: alla presidente viene in mente “Blade runner”, quando uno dei protagonisti “arriva nella stazione spaziale e ad ogni metro che fa si sente una musica diversa”.

Per Paolo Cavalieri, capogruppo del centrosinistra in Quartiere, ci vorrebbe un’ordinanza fatta “per singoli locali, più che per strade e zone, così si va a colpire com’è necessario chi permette lo sballo”. Bisogna “cominciare a fare un po’ di equità”, dice dal canto suo Bolelli, dopo la “durissima” ordinanza con la chiusura fissata a mezzanotte: agire così significa “voler togliere di mezzo le nostre attività” e se continuerà così, promette l’oste, non mancheranno nuove proteste.

“L’unica risposta da dare è politica e spetta all’amministrazione”, dichiara Massimo Zucchini (Confesercenti): si tratta di “uno spazio pubblico e deve gestirlo il pubblico”.

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17 Gennaio 2019
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