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Report del Consiglio grande e generale del 17 gennaio

SAN MARINO – Nella seduta odierna il Consiglio Grande e Generale conclude la ratifica dei 34 Decreti delegati e decreti legge all’Ordine del giorno. In particolare, i lavori si concentrano sull’esame degli 84 articoli del Decreto delegato n.44 che interviene sul Codice ambientale, iniziato in seduta notturna e interrotto all’emendamento aggiuntivo dell’articolo 12 ter, del movimento civico Rete, che propone di impedire l’uso di rifiuti “come combustibile o come mezzo per produrre energia”. L’emendamento viene oggi accolto, dopo che il segretario di Stato per il Territorio, Augusto Michelotti, riconosce la validità del suggerimento dei civici volto “a impedire la creazione di qualsiasi tipo di inceneritore” nel Paese.

I toni si alzano a metà dell’articolato, in particolare con gli emendamenti di Rete agli articoli 42 e 43. I civici attaccano infatti il segretario di Stato. “Fino al governo precedente, Michelotti era a fianco a noi nella lotta per cambiare le cose”, fa notare Elena Tonnini, per criticare il parere sfavorevole alla proposta di fissare una tassazione progressiva per le aziende considerate altamente inquinanti. “Non possiamo che ravvisare continuità del suo gruppo con chi ha governato fino a poco tempo fa”, rincara la dose Roberto Ciavatta, rispetto alla bocciatura della proposta di Rete di differenziare sanzioni per aziende e privati. I consiglieri di Rete lamentano di fatto la mancanza di volontà di intervento su aziende che hanno continuato ad operare, nonostante il non rispetto dei parametri ambientali. Parole che innescano la reazione della maggioranza. Per Roberto Giorgetti, Rf, i civici sono “inqualificabili” per il modo di “adombrare accuse” in Aula. Giuseppe Maria Morganti, Ssd, denuncia il tentativo bloccare il dibattito accusando il Segretario “di cose che non c’entrano nulla” con quanto in discussione. Infine Matteo Ciacci, C10, invita Rete ad evitare le strumentalizzazioni. Da parte sua, il segretario di Stato assicura infine l’intenzione di intervenire su tali realtà economiche, “ma non certo con l’emanazione di un decreto come questo- sottolinea- che ha ben altro scopo”.

Altro emendamento respinto su cui si è dilungato il dibattito è quello abrogativo presentato dal Pdcs all’articolo 49 relativo ai parametri per le installazioni di antenne per la telefonia mobile. Intenzione del partito di minoranza era infatti ripristinare parametri precedenti ritenuti più stringenti, grazie anche al divieto di installare impianti in luoghi sensibili. “Prima la localizzazione degli impianti era vietata in aree destinate per attrezzature sanitarie, scolastiche, zone parco- spiega Stefano Canti- la nuova formulazione fa sparire i vincoli” e demanda il tutto a un Piano di sviluppo tecnologico e a regolamenti ad esso successivi. Per il segretario di Stato l’emendamento è invece da respingere:“Per definire la localizzazione degli impianti servono strumenti flessibili- spiega- non rigidi come un Piano regolatore”.

Terminato l’esame dell’articolato, l’Aula procede alla ratifica a maggioranza del decreto. Si passa quindi all’esame e alla ratifica degli ultimi decreti rimasti all’ordine del giorno: il n.106 de 17 agosto 2016, “Attuazione delle Direttive Europee in materia di qualità e di sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani”, e il n.149 del 29 dicembre 2016 “Violazioni amministrative”.

I lavori si interrompono e riprenderanno domani al comma successivo con la presa d’atto della designazione delle Commissioni consiliari permanenti.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 4 Ratifica Decreti Delegati e Decreti-Legge.

– Decreto delegato 12 luglio 2016 n.84 – Modifiche al Decreto Delegato 27 aprile 2012 n.44 “Codice Ambientale”

Articolo 12 Ter, emendamento di Rete/ approvato

Augusto Michelotti, segretario di Stato al Territorio
All’articolo aggiuntivo 12ter, il governo ritiene che il suggerimento di Rete sia valido. La forma di lettura impedisce la creazione di qualsiasi tipo di inceneritore nel territorio.

Roberto Giorgetti, Rf
La posizione della maggioranza è quella espressa dal segretario. Preciso una cosa. A San Marino non potrà mai essere insediato un inceneritore, per fattori di ordine economico, operativo e strutturale. Quindi l’emendamento è pleonastico. E’ nostro dovere implementare la raccolta differenziata e mettere in campo la tecnologia per il riciclaggio dei rifiuti, per ridurre l’impatto ambientale. Ma ci sarà sempre una parte di rifiuti che non potrà terminare nei percorsi di riciclaggio. In prospettiva dovremo porci il problema etico della nostra autonomia di Stato. Non possiamo affidarci agli altri Stati, che provvedono per noi.

Jader Tosi, C10
Oggi non c’è la possibilità di azzerare completamente le parti che non possono essere combuste. Accoglieremo la proposta di Rete, però con la volontà di poter rimettere in discussione quella che è una possibilità per la nostra Repubblica. Abolire l’importazione ed esportazione di alcuni rifiuti come fatto ieri sera è sbagliato. Si è parlato di chi agiva come un bandito. Il problema non è nella presenza di prodotti da trattare.

Roberto Ciavatta, Rete
Quello dei rifiuti è un terreno interessante per le lobby degli investitori, le criminalità organizzate si concentrano su questi business. Una ricerca di Riccione ha portato all’attenzione dei ministeri italiani un progetto che esclude l’incenerimento. L’inceneritore non azzera il rifiuto, produce ceneri, che sono rifiuti speciali e richiedono discariche. Per la promozione di San Marino sarebbe un fiore all’occhiello stabilire che questo Paese non ricorre agli inceneritori, perché ci sono tecnologie che permettono di evitarlo.

Marina Lazzarini, Ssd
L’Onu specifica in una risoluzione entro il 2020 di raggiungere la gestione eco-compatibile di sostanze chimiche e di ridurre il rilascio in aria, acqua e suolo, per minimizzare l’impatto negativo sulla salute umana. L’inceneritore non è uno degli obiettivi che ci si pone. L’emendamento va nel senso di questo intendimento dell’Onu.

Elena Tonnini, Rete
L’emendamento non è pleonastico. Il precedente governo ha deciso di mandare i nostri rifiuti a incenerire a Raibano. L’Europa ha detto che entro il 2020 l’incenerimento deve essere bandito.

Emendamento all’articolo 42 bis proposto da Rete/ Respinto

Elena Tonnini, Rete
In relazione alle aziende particolarmente inquinanti che prendono acqua dai torrenti, come Cartiera Ciacci e Lavanderia sammarinese, si fa riferimento a un’Autorità che stabilisce il tariffario delle utenze in modo proporzionale alle acque scaricate, ma non mi risulta tale parametro sia mai stata applicato. Quindi con questo emendamento stabiliamo una tassazione progressiva.

Oscar Mina, Pdcs: Concordo che la misura del refluo deve essere l’unico metodo per poter verificare l’entità dei consumi.

Augusto Michelotti, segretario di Stato: L’emendamento è stra-logico, chi più inquina, più paga, credo non ci sia nemmeno bisogno di dirsi. Che poi fino ad un certo periodo si sia andato avanti in certo modo, non lo so, ma mi sembra talmente chiaro che le tariffe debbano essere più alte man mano che si consuma, ed c’è l’autorità per la regolazione dei servizi pubblici ed energia che deve applicare questo principio, perché precisare qualcosa che è chiaro?

Elena Tonnini, Rete
Mi stupisce questa posizione, credo il segretario di Stato sappia che non è dato per scontato questo elemento e che ad oggi le aziende non pagano in base alla progressione, tant’è che lo proponiamo come emendamento che, se non viene approvato, resterà inapplicato. Fino al governo precedente il segretario Michelotti era a fianco a noi nella lotta per cambiare le cose, se lei accetta l’emendamento, portiamo avanti qualcosa che è sostenuto anche dall’associazione Micologica da anni.

Emendamento modificativo all’articolo 43 di Rete/Respinto.

Elena Tonnini, Rete
Nel testo si mettono sullo stesso piano privati ed imprese rispetto le sanzioni, proponiamo un emendamento per far sì che i privati e imprese non siano equiparati.

Matteo Zeppa, Rete
Inutile sostenere come fa il segretario che è logico, scontato per non intervenire, qui si equiparano sanzioni per privati e per imprese. Conosciamo tutti come in passato non si sia intervenuti nel caso di aziende come Cartiera Ciacci, rileviamo continuità con chi ha preceduto questo governo.

Roberto Giorgetti, Rf
Lei consigliere approfitta dell’immunità per fare delle osservazioni. Adombrare accuse di questo tipo per un consigliere, lo trovo inqualificabile.

Roberto Ciavatta, Rete
Non possiamo che ravvisare continuità del suo gruppo con chi ha governato fino a poco tempo fa. In questi anni sono state fatte tante battaglie in Aula per incidere su potentati e personaggi che hanno avuto trattamenti di favore, attività che hanno continuato ad operare, nonostante non abbiano ottemperato quanto richiesto dal punto di vista ambientale. Se si continua a non agire nei confronti di queste persone una continuità nel sostegno di queste persone l’avete.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd
Dire che il Segretario Michelotti ha cambiato idea è assurdo, si sta applicando in modo concreto un provvedimento che sta determinando una modificazione sostanziale nel rapporto con il nostro ambiente. Si può sempre fare di più certo, ma è naturale che il cambiamento debba essere progressivo. Diventa impossibile confrontarsi, se di fronte ad un argomento specifico ci troviamo a discutere di altre cose. Non mi pare che un argomento specifico relativo alle sanzioni possa facilitare qualcuno o sfavorire qualcun altro, non si può bloccare il dibattito venendo accusati di cose che non c’entrano nulla nel dibattito in corso.

Marianna Bucci, Rete
Qui non ci sono accuse, è questione di equità. Un privato non può sottostare alle stesse condizioni di un’azienda, i miei colleghi hanno portato avanti il caso Cartiera Ciacci che conosciamo tutti. E ora c’è la possibilità di incidere su questa mancanza di equità con un emendamento.

Matteo Ciacci, C10
Bucci non può nascondere che sono state fatte insinuazioni pesanti sulla maggioranza, fatte in modo ossessivo e che infastidiscono chi cerca di portare avanti u nuovo modo di fare politica. Se evitate queste strumentalizzazioni, forse riusciamo a portare avanti un codice ambientale al passo con i tempi.

Augusto Michelotti, segretario di Stato
Non entrerò in questa polemica, l’avevo messa in cantiere, quando metti la faccia rischi di essere strapazzato. Tutto quanto abbiamo discusso oggi verte solo e soltanto su alcune specifiche realtà economiche del Paese che io voglio mettere a posto, ma non certo con l’emanazione di un decreto come questo che ha ben altro scopo. Porterò avanti un lavoro per raggiungere risultati concreti per una volta tanto. Non è un decreto come questo che può inficiare un metodo di fare le cose. Io potrei dire ai miei compagni di viaggio di approvare tutto, ma non è così che funzionano le cose. Bisogna essere più concreti e ragionare con calma. Siamo al 17 gennaio, di cose da far ce ne sono state una marea e stiamo mettendo in fila i problemi, una fra tanti l’azienda di cui parliamo qui dentro, rispetto cui deve finire un certo andazzo e sono d’accordo. Ci voglio provare. Mi fermo perché non ha senso portare il dibatttito in questa direzione ma non in questo momento. Vorrei essere giudicato alla luce di qualcosa di più concreto.

Elena Tonnini, Rete
Ho visto che si sono levati gli scudi crociati su questi emendamenti qua, ma non su quelli relativi alla razionalizzazione di risorse e tanti sono altri bocciati, altri approvati e ne siamo contenti. Ma dal momento che il Codice ambientale è stato un elemento centrale di battaglia dell’opposizione nella scorsa legislatura, ci aspettavamo qualcosa di più nell’accogliere proposte verso ulteriore risparmi e contro gli interessi di qualcuno e di certi potentati sulle risorse. Mi spiace che sia vissuto come qualcosa che infastidisca l’Aula, noi continueremo a farlo perché è dovere dell’Aula affrontare le cose entrando nei contenuti. Non si tratta di un emendamento ideologico, ma di passare dal dire al fare. L’opportunità di fare oggi c’è.

Emendamento del Pdcs soppressivo all’Articolo 49/ Respinto

Stefano Canti, Pdcs
L’emendamento vuole abrogare questo articolo. Le ragioni: la vecchia formulazione del codice ambientale del 2012 prevedeva parametri più stringenti rispetto a quelli proposti con il nuovo decreto. Prima la localizzazione degli impianti era vietata in aree destinate per attrezzature sanitarie, scolastiche, zone parco. La nuova formulazione fa sparire i vincoli. Si dice invece che dovrà essere redatto un Piano di sviluppo tecnologico nel quale si terrà conto delle linee guida da adottare con un regolamento successivo che definirà i criteri per la localizzazione degli impianti.

Augusto Michelotti, segretario di Stato al Territorio
La localizzazione degli impianti non può essere valutata in uno strumento rigido come un piano regolatore, che è inamovibile. Serve flessibilità, anche perché i parametri che entrano in campo sono infiniti. Chiedere agli urbanisti di mettere le toppe a questioni come questa è complicato. L’emendamento del Pdcs deve essere respinto.

Marco Gatti, Pdcs
Parliamo di antenne, di elettricità, di una serie di strutture fondamentali per lo sviluppo del Paese. Nella scorsa legislatura ci siamo trovati con proposte di 35 metri sulla superstrada, sotto il monte e anche sopra il monte. A Domagnano è stata prevista un’antenna di 35 metri, vicino al casale La Fiorina. Non abbiamo tutelato molto la salute in questo caso.

Elena Tonnini, Rete
Il Piano di sviluppo tecnologico difficilmente entrerà nelle quesiti ambientali. Eliminare il divieto in aree con determinate destinazioni è quantomeno particolare. Serve un riferimento a quello che il codice ambientale prevede per la localizzazione delle antenne.

Nicola Selva, Rf
Si parla di infrastrutture per impianti tecnologici, c’è bisogno di strumenti per andare incontro a un nuovo sviluppo. Chi investe ha bisogno di questi apparati. La tecnologia evolve rapidamente, più velocemente di un piano regolatore. E’ stato provato che non servono poche antenne grandi, ma molte di piccole dimensioni, con segnali più deboli.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs
Selva lavora presso un operatore del settore, è preparato. La telefonia è un asset fondamentale per chi vuole fare impresa a San Marino. Spesso le esigenze tecniche si devono sposare con quelle di natura politica.

Luca Santolini, C10
Questa polemica è strumentale, fatta da chi non è un tecnico e fatica a dire cosa è giusto e cosa non lo è. La materia è delicata. Da più di 10 anni questi problemi non vengono affrontati. I nostri cellulari hanno emissioni elettromagnetiche più alte perché devono cercare un’antenna a cui agganciarsi. La segreteria competente sta facendo una ricognizione, una volta raccolti gli elementi necessari avvierà un confronto con le forze politiche per informare su quella che sarà la linea da seguire.

Oscar Mina, Pdcs
I telefonini non funzionano. Qui la scelta è politica, è di indirizzo. E’ sul come vogliamo essere competitivi e sviluppare il concetto di rete di telefonia mobile. Il concetto non va vincolato a un Prg, oppure a un codice ambientale. Sono scelte di indirizzo politico che deve prendere il governo.

Tony Margiotta, Ssd
Nel 2017 la Democrazia cristiana si è aperta alla sensibilizzazione verso il pericolo delle antenne. Quando era al governo non ha fatto nessun tipo di operazione in questa direzione. Sulla prima torre e nel Palazzo del turismo ci sono antenne pericolose, lì c’è gente che lavora quotidianamente ed è soggetta all’inquinamento delle antenne. Bisogna istituire un tavolo che parla esclusivamente di queste cose, a livello politico e operativo.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Ap, che oggi compone Rf, ha avuto nelle ultime 2 legislature la delega alle telecomunicazioni. Non può dire che è stato il Pdcs a bloccare le cose.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Di tralicci di 35 metri il Congresso precedente ne autorizzò 4, su tutti quelli indicati nel progetto Polab. Perché diciamo con ipocrisia che guardiamo alla tutela dei cittadini? Dovremmo pensare a chi in questa area vive con un mostro ambientale come l’antenna a fianco della funivia. Ci sono verbali che indicano la necessità di intervenire proprio verso questa tutela. Se vogliamo fare ordine nel territorio, facciamolo anche sul concetto del funzionamento tecnologico.

Nicola Renzi, segretario di Stato Affari Esteri
Qui si parla di progetti per fare funzionare i cellulari. Il progetto Polab è stato approvato con delibera del Congresso di Stato nel 2015. Cardelli ci dice oggi che il progetto Polab è una sciagura. Non ho i dati per dire se il progetto va bene o no. Il progetto Polab è stato bloccato con una ulteriore delibera del Congresso. Ci è stato detto che c’era un altro progetto sulle microcelle. Questo progetto ancora non l’ho visto.

Roberto Giorgetti, Rf
La lavagna è sgombra, si può partire con trasparenza per valutare un insieme di soluzioni. La soluzione messa sul tavolo è stata illustrata, altre soluzioni teoriche e misteriose vedremo di esaminarle.

Giancarlo Venturini, Pdcs
Questo decreto modifica il decreto originale del 2012, che poneva vincoli più stringenti di quelli posti con la nuova formulazione. La nostra idea era attivare il discorso delle microcelle nelle zone più abitate. Il precedente governo ha avuto un ripensamento sul progetto Polab.

Iro Belluzzi, Psd
Con le scelte del precedente esecutivo si voleva dare una struttura rispondente alle esigenze del territorio. Il progetto Polab prevedeva la collocazione di determinate strutture, come di fronte alla piscina di Cailungo con una rotatoria con un traliccio di 35 metri.

Mattia Guidi, C10
La tecnologia ha un’evoluzione rapida. Non possiamo vincolare gli apparati tecnologici a una legge che impedisce un recepimento veloce della tecnologia. Noi non faremo come la Dc, che ha proposto l’installazione di un’antenna di 50 metri nella prima torre.

Angelo Della Valle, Ssd
L’installazione dell’antenna alla prima torre l’ha sostenuta qualcuno che siede in quest’Aula. La telefonia deve funzionare, noi siamo qui per risolvere i problemi, non siamo qui per le chiacchiere.

Andrea Zafferani, segretario di Stato all’Industria
Prima di fare annunci è bene avere qualcosa di concreto su cui basarsi. Stiamo facendo una ricognizione sullo stato di fatto. Verrà presa poi una decisione. Raccogliamo i dati, valutiamo, decidiamo. I telefonini sono una nostra priorità. Le critiche sulla questione ambientale arriveranno, di riffa o di raffa, indipendentemente dalle scelte. Qualsiasi soluzione tecnica avrà un grado di emissioni.

Marianna Bucci, Rete
Ap è stata al governo 10 anni, la Dc 30 anni. Le antenne sul territorio ci sono. L’emendamento chiede di ripristinare la formulazione originaria del codice ambientale con dei limiti. Le tecnologie per non avere un grosso impatto ci sono.

17 gennaio 2017

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