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Alfano: “Italia a testa alta davanti alle grandi sfide globali”


ROMA – Dai migranti alla Siria, dalla Brexit a Trump ma anche economia e crescita e molto altro. E’ un intervento a tutto campo quello che il ministro degli Esteri Angelino Alfano fa davanti alla commissione Esteri della Camera dei Deputati sulle questioni di politica internazionale.

Nel 2017, infatti, l’Italia sarà in prima linea nelle grandi sfide globali, con l’organizzazione del G7 la prossima primavera e la presenza come membro non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Dobbiamo giocare la partita a testa alta e a tutto campo, e non guardare semplicemente la palla tra i piedi”, specifica Alfano.


“PER EUROPA ANNO CHIAVE, RAFFORZARE DIFESA COMUNE”

C’è l’Europa, che vedrà nel 2017 “un anno straordinariamente importante”, in cima alle preoccupazioni del responsabile della Farnesina. Numerosi e delicati saranno infatti gli appuntamenti che il vecchio continente dovrà affrontare, dalle “prossime elezioni in Francia, Germania e Belgio” fino ai negoziati sulla Brexit.”Punto- dichiara Alfano- a quattro obiettivi: consolidare la pace, riprendere la crescita, rafforzare la sicurezza e lavorare sulla difesa comune“.

Una delle priorita’ su cui il ministro degli Esteri insiste maggiormente è infatti la costruzione di un sistema di difesa comune, che “rafforzi lo scambio di informazioni tra i Paesi membri” e comprenda anche quelli piu’ reticenti oppure quelli esterni all’Ue, come il Regno unito del post Brexit. La soluzione puo’ essere “ipotizzare rapporti basati sui cerchi concentrici e cooperazioni ragionate e collegate, ‘aspettando camminando’ i paesi recalcitranti. D’altrone abbiamo tante ‘Europe’: quella dell’Ue, ma anche di Schengen, dell’eurozona, dell’Osce, e così via”.

Ed è questo, secondo Alfano, l’atteggiamento che Bruxelles deve tenere nei confronti della Gran Bretagna, “che sta uscendo dall’Unione e non dall’Europa. Esistono altre realtà, come l’Osce, che tengono uniti i paesi europei. La sicurezza globale è una priorità da cui non si può prescindere” .

Ma a cambiare dovrà essere soprattutto l’approccio, che resterà “caratterizzato da atlantismo e mediterraneismo” ma punterà molto ad accrescere le relazioni multilaterali. “Cio’ che conta- sottolinea Alfano- è l’iniziativa politica: non conta piu’ ‘dove sei’ bensì ‘cosa fai’. Appartenere a certi consessi non vale piu’ nulla se non si ha iniziativa politica“.


“STABILIZZARE LIBIA COINVOLGENDO GENERALE HAFTAR”

Il ministro Alfano affronta anche il nodo libico, tornando sulle tensioni seguite all’apertura dell’ambasciata italiana a Tripoli e alle minacce del generale Haftar. “L’Italia considera tutta la popolazione della Libia parte del processo di stabilizzazione politica del Paese. Non distinguiamo tra popoli e fazioni. A conferma di ciò, annuncio che abbiamo deciso di avviare progetti umanitari per invio di medicinali nell’est. Inoltre- ribadisce- siamo stati i primi a ribadire l’importanza di coinvolgere il generale Haftar nei colloqui“.

“E’ significativo- prosegue il ministro- che l’Italia abbia potuto riaprire la propria ambasciata in Libia. Questo è stato possibile grazie a due eventi: la vittoria dell’esercito a Sirte, che ha fatto si’ che il governo non debba piu’ occuparsi della lotta al gruppo Isis. E, secondo, grazie al lavoro diplomatico dell’Italia con la Banca centrale libica, grazie al quale ora il governo di Tripoli ha accesso ai soldi per pagare i salari dei soldati“.

Alfano sottolinea quindi l’importanza di coinvolgere tutti i paesi della sponda Sud del Mediterraneo per il controllo dei flussi migratori. Quindi rilancia: “va creato un sistema di sicurezza che coinvolga anche paesi africani come la Nigeria, il Mali, l’Etiopia, rafforzando la cooperazione”. Questo si interseca con altri “prioritari” ambiti di lavoro, come “la creazione di un sistema europeo dei rimpatri e la lotta al traffico di esseri umani”.


“RIAVVICINARE WASHINGTON E MOSCA, RIPENSARE A G8 CON RUSSIA”

Sullo scacchiere delle grandi potenze, Alfano è ottimista riguardo “il rinnovato rapporto con la Russia” da parte dell’amministrazione Trump. Secondo il capo della Farnesina, infatti, “l’Italia ha appoggiato le sanzioni alla Russia per difendere dei principi fondamentali” ma, al tempo stesso “abbiamo detto che Mosca è un partner affidabile per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, ed è utilissimo nella lotta la terrorismo. Io credo che, nei riguardi della Russia, l’Italia abbia trovato un punto d’equilibrio”.

“Rispetto alle sanzioni- prosegue il capo della Diplomazia- le consideriamo uno strumento e non un fine, perché tendiamo a una pacificazione nei rapporti con quel Paese. Una persona responsabile deve auspicare al riscaldamento dei rapporti con Mosca, sia con l’Ue che con Washington“.

Poi, aggiunge di guardare con favore alla possibilita’ di un G8 che comprenda nuovamente la Russia: “forse è ancora presto per farlo nel prossimo G7 di Taormina, ma dobbiamo lavorare in quella direzione”. Ed anche in quest’ottica si spiega la decisione di inviare un rappresentante italiano “al vertice di Astana sulla soluzione del conflitto siriano”, organizzato da Russia, Turchia e Iran.

 

17 gennaio 2017

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